Archivi tag: rifiuti

Sui rifiuti e sugli appalti di gestione del servizio di igiene urbana a rischio: l’Aro Ba5 al capolinea?

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Discariche abusive e rifiuti nelle campagne. Nitti alla conferenza dei sindaci: “Consumiamo prodotti coltivati a pochi passi dalle discariche”

Il sindaco di Casamassima, stamattina, alla conferenza di Italia in Comune sull’emergenza rifiuti: “Consumiamo prodotti coltivati a pochi passi dalle discariche abusive”

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Casamassima, il Comitato Tari 2018 scrive al Prefetto: “Il Comune contro i cittadini, Sua eccellenza accolga la nostra delegazione”

A Casamassima il Comitato Tari 2018 scrive al Prefetto chiedendo un incontro: “Il Comune resiste in giudizio contro i cittadini, Sua eccellenza accolga la nostra delegazione”

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Rifiuti, la gestione degli Aro (fallita) fa fioccare sentenze a favore dei cittadini, ma i Comuni che fanno? La terza puntata

La gestione degli Aro (fallita) sta producendo sentenze dei Tar a favore dei cittadini. I rifiuti costano, ma intanto i Comuni soccombenti che fanno?

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Rifiuti, la gestione ‘centralizzata’ dell’Aro forse non è meglio di quella comunale. Spreco di risorse?

Rifiuti e Tari, la seconda puntata

L’illusione è la gramigna più tenace della coscienza collettva: la storia insegna, ma non ha scolari”. Antonio Gramsci

di Danilo Nesta

Per questo è necessario leggere la storia e se un po’ ci teniamo ai nostri soldini, dobbiamo conoscere.

“Gli stati membri garantiscono che l’elaborazione della normativa e della politica dei rifiuti avvenga in modo pienamente trasparente, nel rispetto delle norme nazionali vigenti in materia di consultazione e partecipazione dei cittadini e dei soggetti interessati e nel rispetto dei principi generali in materia di protezione dell’ambiente, di precauzione e sostenibilità, della fattibilità tecnica e praticabilità economica, della protezione delle risorse nonché degli impatti complessivi sociali, economici, sanitari e ambientali”.

Questi i princìpi fondanti della Direttiva europea 2008/98/CE che definivano il nuovo processo di gestione dei rifiuti fissandone regole e percentuali.

La Direttiva europea è stata recepita in Italia entro il dicembre del 2010.

Prima, c’erano gli Ato (Ambito territoriale ottimale) introdotti con l’art. 23 del dlgs 22/97, il cosiddetto decreto Ronchi. Nel 2006 la L.152 introduce le Autorità d’ambito destinatari delle prerogative regionali e provinciali.

La L.42 del 26/03/2010 decreta la soppressione delle Autorità d’ambito a partire da un anno dalla sua approvazione cioè entro il 27 marzo 2011, poi prorogato al 31/12/2011.

Gli Ato erano 18 in Puglia, costituiti da 20 Comuni ognuno circa (troppe teste da mettere insieme) e infatti, in base all’art. 31 della L.R.14 del 6/07/2011 il numero dei previgenti ambiti territoriali viene ridotto ad aggregazioni di dimensioni provinciali, quindi con la L.R. 24/2012 approvata il 23 ottobre 2012 e divenuta esecutiva un mese dopo, individua e delimita 38 Aro (tanti piccoli Ato, per intenderci) composti da 6 o 7 Comuni o, a volte più Comuni, come nel foggiano e nel leccese per motivi di dimensione popolativa e vicinanza.

Quindi, dal Decreto Ronchi, 1997, passano 15 anni senza aver fatto praticamente nulla, mentre l’Europa, incomincia a minacciare sanzioni per il non rispetto delle direttive, un po’ come accade per l’acqua e i depuratori presenti ancora illegali.

Dall’istituzione degli Aro sono passati ulteriori 6 anni e dei cui risultati si dirà in seguito ma parliamo di ciò che succede in uno dei paesi di uno di questi Aro.

Casamassima…

Come si sarà capito, l’incertezza legislativa e i suoi repentini cambiamenti, portavano a indire gare per il servizio di spazzamento e ritiro dei rifiuti, con più (o meno) cassonetti distribuiti sul territorio fino al loro quasi disfacimento totale; ricordiamo tutti la situazione in cui si versava, con percentuali di differenziato da barzelletta e con un altissimo conferimento del “tutto in discarica”.

Ma nel maggio del 2012, Giunta Birardi, si approvava l’atto di indirizzo per indire nuova gara dei rifiuti su proposta dell’assessore all’Ambiente Pino Gengo (rimane ancora un dubbio storico del perché dall’atto di indirizzo siano trascorsi quasi 4 mesi prima di indirla fattivamente in settembre 2012).

Giusto per far intendere, il Capitolato di gara dell’epoca, per chi lo ha approfondito, non si discostava per nulla rispetto al Capitolato Aro Ba5, anzi, risultava più organico e più calzante al nostro territorio (a nostro avviso).

Ma, nonostante si fosse arrivati all’apertura delle buste dei partecipanti e non fosse stata ancora approvata la L.R. 24/2012 (ricordiamo: in ottobre 2012 e divenuta esecutiva in novembre) la gara fu annullata. Ci si permetta solo una considerazione: se mai quella gara si fosse conclusa con un aggiudicata, il Comune avrebbe sentito parlare di problemi di rifiuti nel 2022 in un rapporto 1:1 di gestione, forse più consone e attento, specialmente, alla dispersione di denaro pubblico o, comunque più controllabile e direttamente responsabile anziché, come avviene ora, essere costretti ad ascoltare la sommessa e, quasi ridicola, sottomissione a organi sovracomunali (come l’Ufficio dell’Aro Ba5 o la Regione Puglia) in barba a qualsiasi principio costituzionale di capacità di autonomia comunale (Art 5 della Costituzione Italiana e articoli seguenti del Titolo V).

Pertanto, perso quel treno tutto comunale (sulle cui intime ragioni, preferiamo non entrare), si giunge alla fatidica gara unica prevista per Legge regionale che ha, di fatto, imposto ai Comuni di associarsi in convenzione fra loro e supportati dalla consulenza di un’azienda esperta del settore (poi divenuta e nominata anche controllore della esecuzione del contratto, il cosiddetto Dec), esperiti e controllati gli atti di gara, si giunge all’aggiudicazione definitiva dell’attuale azienda Ati, previo scoprire, a posteriori della gara stessa (luglio 2018), che su questa si è abbattuta una sentenza del Consiglio di stato che ne vede annullare l’aggiudicazione stessa.

Chi doveva controllare non ha controllato?

Per 124milioni di euro su 105mila abitanti ignari dei 6 Comuni associati per 9 anni, forse, qualche distrazione è concessa?

La Tari riflette interamente il costo del servizio igiene urbana, spazzamento, ritiro e conferimento dei rifiuti, anche se questo fosse ingiusto o errato.

Si spera stia diventando avvincente capire cosa paghiamo e perché o cosa dovremmo pagare e perché e, fondamentalmente, capire, quanto noi cittadini abbiamo da fare per capire le logiche del consumo che toglie risorse al nostro consumo, in favore di poteri “sovracomunali” e di gare milionarie, nel rispetto, ricordate le parole iniziali della Direttiva europea: …avvenga in modo pienamente trasparente, partecipazione dei cittadini, sostenibilità, praticabilità economica, protezione delle risorse, impatti complessivi sociali, economici.

Non perdete la prossima puntata, perché non è finita qui, purtroppo.

Casamassima, il ciclo dei rifiuti differenziati: un’incognita per il cittadino. Chi paga il non conferito? E il compost cosa (quanto) produce?

Casamassima. Il ciclo dei rifiuti differenziati pare un’incognita per il cittadino. Chi paga il non conferito? E il compost cosa (e quanto) produce in termini di utili?

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Casamassima, rifiuti lasciati per strada senza bidone. Chi paga? La raccolta differenziata è un optional

A Casamassima accade che i sacchetti della spazzatura (da differenziare) siano abbandonati per strada. Chi paga dunque lo smaltimento? La raccolta differenziata è un optional..

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Segnalazioni alla redazione: discarica a cielo aperto in centro (ponte di corso Cavour a Bari)

Per la rubrica ‘Segnalazioni alla redazione’, l’associazione ‘Fare verde’ di Bari: “Un pessimo biglietto da visita per Bari, città percorsa in centro da numerosi turisti”

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Aro Ba5, il sindaco di Casamassima convoca una riunione, ma il Comune capofila è Gioia del colle

Aro Ba5, la sentenza del Consiglio di stato mette in emergenza l’ambito per la gestione dei rifiuti. Il sindaco di Casamassima convoca una riunione, ma il Comune capofila è Gioia del colle

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