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Culture parallele. Oltre Frida. L’esperienza delle donne nell’arte messicana

Presenze, passaggi, persistenze femminili nell’arte messicana

di Giuliana Schiavone     Messico. Una terra in cui le radici storiche, forti e indiscutibilmente vitali, incontrano le energie della contemporaneità, aprendosi all’esplorazione di territori creativi  sempre nuovi, dove dimensione personale e collettiva risultano espresse nell’arte delle personalità entrate in contatto con i suoi spazi smisurati e cangianti. La storia dell’arte contemporanea messicana è costellata da voci femminili, originali e instancabili, nella cui sensibilità si trovano espressi i moti degli eventi, le rivoluzioni del tempo, ma anche gli archetipi, la sostanza emotiva da cui tutto è generato e tradotto in segni estetici. Narratrice indiscussa di questo racconto, è senz’altro Frida Kahlo, personalità essenziale e iconica della storia dell’arte contemporanea, ma non unica rappresentante di una dimensione vasta e articolata fatta di presenze, passaggi e persistenze.   Nel gennaio del 1940, la Galleria d’arte messicana di Inés Amor, promuove una esposizione dedicata all’arte surrealista, un evento emblematico per presentare questo racconto di una parte del mondo creativo messicano femminile. In occasione della mostra sono infatti presentate non solo opere della celebre Frida ma anche di Remedios Varo e Leonora Carrington, due artiste che sebbene non originarie del Messico, hanno vissuto gran parte della loro vita in questa terra ricca di impulsi, tracciando traiettorie creative che hanno segnato la storia dell’arte contemporanea a livello mondiale. Senza dubbio, è Frida Kahlo (1907-1954) che con la sua vicenda artistica e biografica, emerge iconicamente nella cultura collettiva come segno del suo tempo, come figlia della Rivoluzione e simbolo di resilienza. Racconta il suo tempo in opere che narrano la vita tra angoscia, dolore, speranza e rinascita segnate dalla scelta di elementi figurativi dalla sensibilità surrealista e dalle pennellate sicure ed evocatrici che rispondono alla necessità di connettere il personale all’universale. Remedios Varo (1913-1963) giunge in Messico nel 1942, lasciando alle spalle la dittatura franchista, con suo marito Benjamín Peret, poeta surrealista. Misticismo, conoscenza dell’iconografia scientifica, mondo della memoria e dell’infanzia, generano composizioni uniche, visionarie, psicologiche e alchemiche dove il paesaggio diventa metafora e allusione, specchio di un mondo interiore che allo stesso tempo è immagine universale. Rivoluzionaria, determinata, e anticipatrice dei tempi, la messicana María Izquierdo (1902-1955) dedica alla dimensione tematica femminile, alla solitudine, alle emozioni e alla loro traduzione cromatica e affascinante, il suo percorso, lavorando con Rufino Tamayo. È la prima artista messicana a promuovere le sue opere nel Centro di arte di New York. Nei suoi lavori emergono le atmosfere legate al contesto messicano, alle sue tradizioni, allegorie degli ideali che muovono la storia nazionale, in composizioni talvolta rassicuranti e luminose, talvolta cariche di dettagli narrativi destabilizzanti, diretti, oscuri. Leonora Carrington (1917-2011), è un’artista apprezzata oggi in tutto il mondo grazie anche agli eventi espositivi recenti dedicati alla sua dimensione espressiva. Inglese di nascita, messicana di adozione, ha conosciuto Max Ernst condividendo con l’artista surrealista parte del suo percorso creativo e di vita personale. La sua ricerca si traduce in opere dense di energie surrealiste, in cui il mondo interiore e onirico, è un territorio da esplorare all’interno di un viaggio spesso autobiografico che si esprime anche attraverso la scrittura. Spazi vitali, interni ed esterni, personaggi ambigui, atmosfere silenti oltre qualsiasi determinazione cronologica sono parte del vocabolario espressivo della Carrington. Il mondo della creazione psichica trova nell’onirismo e nel surreale la sua declinazione formale privilegiata. Cordelia Urueta (1908-1995), si riconnette sempre al mondo del fantastico, esplorando i territori dell’indecifrabile, del substrato psichico ed emozionale presente nel mondo. Opere complesse, dove l’astrazione si unisce all’onirico grazie a pennellate morbide e al cromatismo lieve, spirituale però controllato. Si esplora l’oscurità della notte, si compie una ricerca sulla nostra presenza nel mondo, sulle idee e sui pensieri, sulla vita sociale e collettiva. Persino la nostra relazione con l’ambiente trova nei lavori della pittrice una esteriorizzazione estetica interessante e profonda. Tra le artiste entrate in contatto con la terra messicana c’è anche Tina Modotti (1896-1942), artista e fotografa italiana, nomade per antonomasia, attivista in Messico, pioniera del fotoperiodismo sociale. Nei suoi scatti, arte e politica si incontrano in un fertile terreno narrativo, conservando traccia della Rivoluzione e dei suoi emblemi, i simboli della storia collettiva messicana, ma anche la bellezza dei fiori, le persone, le storie di una classe sociale lavoratrice e instancabile, fatta di bambini, donne, operai. Infine, Alice Rahon (1904-1987) francese di nascita, poetessa e pittrice surrealista, trascorre gran parte della sua vita in Messico, dove giunge dopo aver conosciuto Diego Riveira e Frida Kahlo nel 1939. A quest’ultima dedica una delle sue opere piú note “La balada para Frida Kahlo”. Le sue creazioni coloriste, evocatrici di dimensioni intime, oniriche, costellate da miti e tradizioni popolari, esplorano tecniche artistiche e possiibilità espressive dei materiali e del dettaglio cromatico.

Monopoli ospita una mostra del grande artista contemporaneo Mirò: al Castello Carlo V fino al 15 luglio

Arrivata in Puglia la baraonda cromatica dell’artista catalano Mirò. In esposizione al Castello Carlo V di Monopoli fino al 15 luglio, un’antologia di circa 90 opere grafiche appartenenti a quattro serie complete. Continua a leggere Monopoli ospita una mostra del grande artista contemporaneo Mirò: al Castello Carlo V fino al 15 luglio

Casamassima, venerdì 5 maggio mostra internazionale a Palazzo Monacelle

Sarà inaugurata il 5 maggio prossimo alle ore 18.30 presso il Palazzo Monacelle in via Roma la mostra collettiva delle opere finaliste del ‘Premio don Sante per l’arte contemporanea’ della Fondazione Mons. Sante Montanaro di Casamassima, bandito in occasione delle celebrazioni del Centenario della nascita del monsignore, il 9 settembre scorso. Continua a leggere Casamassima, venerdì 5 maggio mostra internazionale a Palazzo Monacelle

Oggi in diretta stream la presentazione del Premio don Sante per l’arte contemporanea: evento internazionale

Sarà trasmesso in diretta stream dall’auditorium dell’Addolorata di Casamassima, l’evento inaugurale dell’Edizione centenario del Premio don Sante per l’arte contemporanea della Fondazione Mons. Sante Montanaro, a partire dalle 18.30 (su http://www.fondazionemontanaro.it). Continua a leggere Oggi in diretta stream la presentazione del Premio don Sante per l’arte contemporanea: evento internazionale

Premio don Sante Montanaro per l’arte contemporanea: 1000 euro al vincitore

‘Uomo, eterno pellegrino. Errare incentro nella contemporaneità’. È questo il concetto-chiave attorno al quale si snoda l’edizione 2016 del Premio don Sante per l’arte contemporanea, promosso dalla Fondazione Monsignor Sante Montanaro Continua a leggere Premio don Sante Montanaro per l’arte contemporanea: 1000 euro al vincitore