L’arma vincente: la creatività

Viaggio nell’universo mente per scoprire come attivare la creatività e sfruttarla per il lavoro soprattutto in tempi di crisi come l’attuale

Creatività soluzione per crisi. Come stimolare la creatività e renderla fruttifera in periodi di crisi come l’attuale? I suggerimenti e un possibile percorso di crescita professionale.

Creatività soluzione per crisi

L’immaginazione è più importante della conoscenza

A. Einstein

La creatività è un’abilità decisiva per chi ha una attività sia professionale che imprenditoriale per affrontare e superare la crisi in un contesto particolarmente difficile come l’attuale.

Il talento creativo è posseduto da tutti, a diversi livelli, e può essere notevolmente potenziato con un adeguato training formativo basato sull’allenamento e sulla conoscenza dei metodi utili alla generazione di idee. Fondamentale è il ruolo di chi è chiamato a promuovere e gestire il training formativo sulla creatività.

Indispensabile è possedere uno strumento didattico adeguato affinché il training formativo sulla creatività abbia risultati; uno di questi è indiscutibilmente quello della didattica enattiva. Questa didattica è derivata dalla Neurofenemologia studiata ed elaborata da due scienziati biologi, sociologhi e filosofi cileni, Maturana e Varela che hanno teorizzato i fenomeni come l’autopoiesi, la personificazione, e la enattività, cioè l’emergenzialità, dell’essere vivente. Varela e Maturana sono fautori della Embodied Philosophy, la quale enuncia che la cognizione e la coscienza possono essere capite unicamente nei termini delle strutture enattive da cui provengono, vale a dire il corpo e il mondo fisico con il quale il corpo interagisce. Varela ha introdotto nelle neuroscienze il concetto di neurofenomenologia, basata sugli scritti fenomenologici di Edmund Husserl e di Maurice Merleau-Ponty.

Creatività soluzione per crisi: la formazione

Immaginazione, creatività, invenzione, e capacità al problem solving sono attività interconnesse e ciascuna di loro ha una pratica formativa e metodologica differenziata.

Tutti i metodi legati al pensiero creativo sono, in un modo o nell’altro derivati, dal brainstorming, applicato dal 1942 ed è un metodo elaborato dall’agente pubblicitario Alex F. Osborne (1888-1965), nato nel Bronx. Questo metodo oltre che utilizzato dalle forze militari Usa, ha registrato successo in grandi compagnie di business americane, come la General Electric, la Cryseler, Du Pont e altre importanti case.

Il brainstorming è una tecnica generativa di idee normalmente realizzata da un gruppo di persone che su un problema si pronuncia proponendo idee a schema libero. Successivamente si setacciano le idee migliori e su queste si lavora per ottimizzarle.

Le tecniche più interessanti e più redditizie di problem solving, sul piano dei risultati e sulla metodologia dell’azione, sono quelle del GOOP, del Metaplan e i mitici 6 cappelli colorati per pensare.

Creatività soluzione per crisi: il metodo Goop

 Il metodo GOPP (Goal Oriented Project Planning), è praticato dagli anni ‘60 da un insieme di tecniche e di strumenti elaborati nel quadro delle attività di progettazione. Il GOPP è un metodo che facilita la pianificazione e il coordinamento di progetti attraverso una chiara definizione degli obiettivi e si inquadra in un approccio integrato denominato PCM (Project Cycle Management): è stato adottato anche dalla Commissione Europea come standard di qualità nelle fasi di programmazione, gestione e valutazione di interventi complessi.

Il Metaplan è un marchio registrato e consiste in un metodo di facilitazione per il problem solving basata sulla visualizzazione.

Inventori di questo metodo, applicato dal 1972, sono due fateli tedeschi, Wolfgang ed Eberhard Schnelle.

Un gruppo di lavoro, utilizzando come strumento un’analisi SWOT di un problema (analisi dei punti di forza-punti deboli-minacce-opportunità) raccolte le opinioni dei partecipanti, organizza le idee in successivi blocchi logici fino alla formulazione di piani di azione in cui sono evidenziate le problematiche emerse e delle possibili soluzioni.

Il metodo dei 6 cappelli colorati per pensare

Il metodo dei 6 cappelli colorati per pensare è stato elaborato dal maltese Edward De Bono (1933), medico e psicologo, teorizzatore del pensiero divergente, ossia la scomposizione del problema che si vuole affrontare in diversi punti di osservazione, tutti lontani dal pensiero tradizionale (o verticale).

Il metodo di De Bono adottato dal 1985 in tutto il mondo ha il pregio di poter essere applicato sia in gruppi di lavoro che individualmente.

I 6 cappelli per pensare sono le 6 diverse personalità che permettono a secondo del colore del cappello indossato di analizzare in prospettiva il problema. Si indossa un cappello per volta e si enuncia in base al colore scelto la propria impressione, valutazione, suggerimento.

Il cappello blu stabilisce priorità, metodi, sequenze funzionali. Pianifica, organizza, stabilisce le regole del gioco. Conduce il gioco dei sei cappelli. Il cappello bianco è il ragionamento analitico e imparziale, che riporta i fatti. Il cappello rosso è l’espressione libera dell’emotività. Il cappello giallo rileva gli aspetti positivi, i vantaggi, le opportunità. Il cappello verde indica sbocchi creativi, nuove idee, analisi e proposte migliorative, visioni insolite. Il cappello nero è l’avvocato del diavolo che rileva gli aspetti negativi.

Dal problem solving all’invenzione

Queste sono le tecniche più adatte al problem solving ma vi sono invece, metodi più adatti a fecondare l’immaginazione, l’invenzione e l‘innovazione. Sono molti i metodi applicabili alla creatività, ma riteniamo di proporre quelli più semplici e capaci di generare idee.

Le mappe mentali, un metodo elaborato dallo psicologo inglese Tony Buzan (1942-2019), il metodo morfologico elaborato dall’astronomo di origine bulgara Fritz Zwicky (1898-1974), il metodo scamper che si basa sullo brainstorming ed è stato eleborato da Bob Eberle.

Vi è pero alla base di tutto questo la necessità di formulare correttamente il problema da risolvere o la sfida da vincere.

Se la formulazione è corretta, esauriente, esplicativa, inequivocabile è facile, adottando uno dei metodi qui elencati, ottenere risultati significativi e realizzabili. Importante quindi definire il “cosa” risolvere.

Un buon training formativo può dare il suo contributo a migliorare il talento innato della creatività a potenziarne la produttività. Oggi, di questo, si sente un gran bisogno.

Pino Gadaleta

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