La colpa? È dei bambini

Il ritorno in Italia del Covid-19 e i contagi in aumento. Discorso sulla colpa

Durante questi ultimi giorni, a fronte della ripresa del virus, molto si è detto e scritto in Italia nella affanosa ricerca di chi fosse la colpa, di tutto questo ritorno del morbo.

Tenuto conto che di questo morbo si è ammalato il mondo intero e che il mondo ancora stenta a chiedere alla Cina ragione di questo disastro da lei generato, il dibattito sul di chi sia la colpa, che tanto pervade l’Italia e l’italiano medio, mi sembra del tutto fuori luogo e sterile. Il contagio sarebbe tornato perché anche se i nostri ragazzi, non avessero fatto alcuna vacanza discotecara (scelta opinabilissima), il morbo lo avrebbero riportato in Italia gli stranieri, non nel senso dei migranti, di cui solo una piccolissima parte è infetta, ma proprio gli stranieri con cui gli italiani hanno a che fare per via della stessa economia che è globalizzata come è globale la malattia.

Ecco come tutto il discorso sulla colpa va a farsi benedire e torna ad essere una trappola per gonzi. Infine questo discorso sulla colpa mi fa ricordare una vecchia storia italiana della Seconda guerra nondiale. In quei giorni, infatti, uno sconosciuto abitante della nostra antica capitale: Napoli, si lamentava del fatto che nella città i bambini morissero di fame. A questa lamentela il graduato alleato, che lo ascoltava, rispose “La colpa non è nostra”. Così il nostro sconosciuto napoletano, con quel genio che è davvero parte del loro carattere, rispose

“La colpa non è vostra e non è nemmeno nostra, allora la colpa che oggi i bambini muoiono di fame a Napoli è dei bambini!”.

Bisogna trovare soluzioni, non colpevoli.

Angelo Ivan Leone

2 pensieri riguardo “La colpa? È dei bambini”

  1. Caro Professore sempre incuriosita dai suoi articoli. Stimolante il riferimento del titolo principale alla citata vicenda dei Treni della Felicità del dopoguerra italiano. Dalla disputa se fossero più o meno validi moralmente, eticamente, perché nel realizzarsi di uno strappo da origini, cultura d’origine, quel che rimaneva di una famiglia, comunque indiscutibile che avessero una parvenza di unica concreta vera opportunità di futuro. Disputa che ha più del politico che altro e non rientra assolutamente nelle mie intenzioni, come quanto segue. Penso solo che per addivenire alla realtà, bisognerebbe chiedere a loro, ormai nonni immagino, se lo è veramente stato; così si dovrebbe fare oggi con i bambini, ragazzi per sapere se la colpa è loro. E vengo al suo articolo. E una sola risposta, ossessivamente ritorna, galenica, taumaturgica, responsabilizzante. Tutti accusiamo in stanchezza i mesi passati, cosa hanno voluto dire sotto tutti i punti di vista. Ma il “more et consuetudine” trovare cause alternative ad un fatto esistente -chiedo scusa ai ben compresi negazionisti, nessuno vorrebbe che il virus non solo ci sia, ma non ci sia mai stato- da mesi (i casi di guariti, poi riammalati stanno aumentando, nel mondo). Sviscerato, analizzato, auspicabilmente compreso nei sui effetti -per esperienza personale, i conoscenti fortunati non intubati, ma solo ossigenati, a vita rovinati, e sotto potenti medicinali-. Notizie solo 3 morti; i 1.400 casi e passa di ieri in calo a meno 1.400; nesuno in terapia,- un minimo ora quegli allora disperati eroi di medici e infermieri sanno cosa fare. Prima, testimonianze concrete di ex malati, NIENTE. Ringrazio per lo sforzo di rasserenare gli animi dei “malcapitati giornalisti” che sono precedentemente caduti nell’atteggiamento opposto-. Intellettualmente fuorviante perchè il senso del tutto non è mettere la bandierina, tramite estremi voli pindarici, su l’uno o l’altro spunto da Lei citato. Ragazzi in discoteca -se non gli si fa indossare la mascherina, e tenere il distanziamento. (All’aperto, non vale più, se non si ha la certezza assoluta di non incrociare nessuno). Non sono gli emigranti (piuttosto il peso politico di un Paese che persa credibilità in passato, è solo a gestire una tragedia prima di tutto umana, e poi viene il resto, tratta umana, mercato delle migrazioni, sfruttamento ecc. Il reato istituito di “chi salva un uomo in mare, è un complice e quindi imputabile”, contro ogni legge marina umana di ius naturalis, la dice lunga). Non è la globalizzazione, ratio e beneficio dell’essere umano, perché è scientificamente oggettivamente provato che siamo animali siciali, non eremiti. Definisce “italiano medio”? La cambierei in “una percentuale elevata di italiani che ancora…”. La comunione di INTENTI, di OBIETTIVO, di CAMBIAMENTO “DOVUTO” mentale, sociale, politico, legislativo, economico e finanziario. Socrate con il suo “banale postulato “tesi, antitesi, sintesi”, ne converebbe! Questo sì! Altrimenti esimi politici, lungimiranti scienziati, statisti del passato. Economisti anche contemporanei come un Morandi che tanto si è battuto per l’Italia, anche se diventato cittadino americano, ma Italiano nel cuore. Imprenditori visionari, figure quali un M.L.K, un Gandhi, musicisti come Bosso – la lista è ben più lunga- cosa avrebbero insegnato?
    Alla luce di tutto questo la risposta alla sua domanda è una sola … gli ADULTI. Conseguente è l’invito a rimboccarsi le maniche e auspicabile l’atteggiamento di “non fare -loro- i Bambini! Perché solo loro, per la giovane età sono giustificati!
    Dott.ssa Simona Orlando

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