Puer Nova Apulia, l’ultimo mistero massimo di Castel del Monte

Brevis fabula.. in defensione exploratores voluptuariae. A cura dello storico Pino Gadaleta

Nel racconto I miseri misteri minimi, pubblicato su http://www.storiamedievale.net, commentati da Falco, Girifalco, Metafalco, così mi presentavano:

lui era diverso, disinteressato, della curiosità primordiale e della speculazione incontaminata! Il nostro istinto aveva percepito il valore che sarebbe scaturito dall’incontro con questo personaggio sconosciuto.

Ora raggiunti i venerandi anni, e ignorando il destino delle mie amiche Falco, Girifalco e Metafalco, rapaci castellane federiciane, guide alate che spero mi diano segni di vitale attenzione, così continuiamo:

Spirava un ponentino che salendo dalla piana di Savignano, bruciata dal sole, refrigerava e restituiva il castello al silenzio meditativo. Il plenilunio esaltava il biancore delle ottaedriche mura che solo una visita notturna esalta e rinvigorisce la storica residenza di Santa Maria del Monte.

Un uomo girava e rigirava intorno ad un cartello infisso poco lontano dall’ingresso del castello. Grattandosi il capo tra radi capelli mormorando tra sé e sé le parole: off limits, off limits, ma che diamine vuol dire?

Mentre il buon cristiano roteava interrogandosi come se fosse sotto tortura, ecco avvicinarsi un tizio tarchiato, con la zappa appoggiata sull’omero e una coppola rossa in testa, che giunto vicino all’orbitante calvo umano, disse: Wè cumbà a chess’ora te staje a grattà la capa? Buona sera! me chiame Coppola Rossa e signurì?

L’interruzione interruppe il rapido avvitatore del cartello che ebbe a rispondere: Sono dottore Gregorio Scavafossa come sostantivo, e come qualificativo mi occupo di cunicoli, sotterranei, tombe, lapidi, urne, sepolcri, loculi, ossari, grotte e finanche sottoscala.

“Però, che bello armamentario dottò”, rispose Coppola Rossa che continuo: Jeie, invece mi occupò di cardoncelli, lampascioni, sivoni, e….

Lampascioni!! Interruppe Gregorio Scavafossa quelli che Plinio nel suo “Naturalis Historia” decantava come afrodisiaci? Perbacco! che nobile abilità possedete messer Coppolarossa!, e indicando il cartello, aggiunse: Voi sapete dirmi cosa c’è scritto? Avvisa un pericolo, una raccomandazione? Mi sembra che “Off” voglia riferirsi a Jacques Le Goff? Ma “Limitis”, mi sembra latino, ma non riesco ad intendere la connessione, lei può aiutarmi?

Coppola Rossa: Dottò, posso al massimo spiegare la differenza tra caciocavallo e cacioricotta!

Gregorio scavafossa: Non si preoccupi messere, sono buoni da mangiare con i lampascioni!

Coppola Rossa: nuje mangiamo i lampascioni lessi per digerire, meglio dopo la focazz e le fave e cime de rape, poi nun u’ saccie se facene l’afr…l’afr.. de cieccosa. Aspiett’ che mo’ vene monsignore che prega per le anime sante di questo castello e per le cose tue, tombe, lapidi e ossari vari. È persona istruita assai che conosce tutte cose e tutti.

Nel buio della notte, intanto, si materializzò, con un candido sbattere di ali, aitanti, poderose, un maestoso barbagianni che planò nelle vicinanze dei due, che non si mostrarono affatto sorpresi. Si piantò sulle zampe fissando il cartello di traverso. Questo era un segnale da non trascurare. Mettersi contro un rapace storico non è buon segno.

Gregorio scavafossa, riprese il suo movimento orbitale intorno al cartello sospirando e parlando tra sé e sé: cosa devo edurre o dedurre, ipotizzare o evincere da questo cartello?

Nel frattempo una tonaca nera caracollante si illuminò nelle vicinanze dei due nottambuli e annuendo si avvicinò: Buona sera, egregio signore, ho ascoltato la sua riflessione a voce alta. Il cartello è stato posto questa mattina, prima non c’era, sa com’è, con questi virus incoronati che giravano, qui non c’era anima viva. Ma ora che l’aria è più sana, qui la mattina viene gente, e sa il motivo?

Gregorio scavafossa menò il mento orizzontalmente in segno di diniego, e si presentò nello stesso modo con cui precedentemente aveva fatto con Coppola rossa sciorinando le sue funeree specializzazioni e nuovamente chiese a Tonaca nera di spiegargli, se possibile, il significato del cartello.

Tonaca nera prese dalla tasca un pugno di crusca lasciandone cadere i granelli al vento, poi esclamò: queste sono le parole che cerchiamo, ma come vede sono parole al vento, infatti il cartello non è scritto né in latino né in italiano, Il buon Federico dicono che parlasse latino, siciliano, tedesco, francese, greco e arabo…

– portoghese!- aggiunse repentinamente, Coppola Rossa. –

Il barbagianni ebbe un sussulto Tonaca nera replicò stizzito: Ma no! Coppola rossa. Puer Apuliae non parlava portoghese

Coppolarossa: Monsignore, insisto, l’imperatore parlava anche il portoghese! E se no che imperatore era! Hid’ cannusceva tutte le lingue parlate e non parlate, sapeva comme a me, diciasette linghe e mezz,’ chiù mezz’. Nisciuno la poteva fare franca, nun ciera eccezione, tutte potevano trasì ind’ u’ castidd’ cu u’ bigliette in mano.

Il barbagianni annuì dispiegando le imponenti ali in segno di approvazione e segnando l’aria con una beccata.

Gregorio scavafossa: Lei messer trovalampascioni definisce questo maestoso ottaedro un “castello”? un maniero, una roccaforte, una fortezza? Messere qui giace la sacra corona dell’impero romano! Il nido dello Stupor Mundi, con centro benessere, saune, massaggi ayurvedici, haloterapia, dove si praticava la più valida terapia neurofonica, un luogo in cui dove erano praticate le più rinomate analisi freudiane con i più avanzati metodi catartici. Uno scrigno di sbalorditivi freaks!.

Tonaca nera aprì le braccia in segno di desolazione: dottor bulldozer, pardon Gregorio, posso dirvi solo che 1, più 3 e più 4, fanno 8. Mi spiego 1 è l’Unità (dio), 3 la Trinità, 4 i segni empedoclei di aria, terra, acqua e fuoco. E l’ottavo giorno, dopo i canonici sette, rappresenta la Resurrezione. Ecco cosa racconta, invece!.

Coppolarossa assisteva sbalordito con la berretta sussultante, gli occhi sgranati, le labbra disegnate ad 0, la zappa caduta per terra, un braccio piegato con un dito roteante sulla tempia, mentre, il barbagianni, inchinato, sembrava sghignazzare, come chi si sbellica dalle risate perché la sa più lunga.

Gregorio poi spazientito, rivolto, con tono esortativo, a Tonaca nera: Ma non ne veniamo a capo di questo benedetto Off Limits? Poi indicando il cartello continuò: questo cartello avvisa di non calpestare il luogo sacro dove si è materializzata la Resurrezione?

Tonaca nera, con aria riflessiva: magnum gaudium siamo di fronte ad un Puer Nova Apulia! .

Gregorio scavafossa: è evidente che il Puer Nova Apulia vuole vietare a qualcuno di battezzare i visitatori, ufficio riservato a soli eletti o raccomandati del castello?. Questo deduco dalla parola “limits”, una corruzione di licmitis, che sta per” vie traverse”.

Coppolarossa: Oh gesùmadonnamia! e no!. Avast! con i cacciatori di misteri, cantastorie, aproffittatori, sciate a muntà u’ ciucc’.

Il barbagianni in segno di approvazione emise un verso come una risata stridula.

Gregorio scavafossa: Va bene Monsignore, ma chi ha infilzato nel sacro suolo federiciano questo cartello?

Tonaca nera: egregio dottore è evidente, se non l’avesse compreso, che questo Puer Nova Apulia vuole limitare l’accesso alla fontana ottaedrica, con otto scale di accesso, otto zampilli, solo con otto oboli da consegnare alle otto ancelle conducenti alle otto stanze iniziatiche, e poi alle otto stanze complementari degli otto spiriti.

Gregorio scavafossa: Accidenti! deve essere una selezione ben ponderata, ma chi sono i gestori della situazione?

Tonaca Nera : di preciso non so. Forse sono Adnanites, Dahaminahiti, Zeloti, Assassini. Il veteris Puer Apuliae era normanno-siculo-arabo, e non dimentichi che era amico di Al Malik al Kamil, un ayyubide, insomma un curdo. Gente tosta che campa sulle teste altrui.

Coppolarossa: dottò delle ossa rotte e monsignò e ci è? Parlat’ tricolore, moh è ceccose pare che site la settimana enigmistica! Aggie capisciute che in Italia stanno ci fasc’ la cresta e cì have sta sotto?

Tonaca nera segnò in aria un segno di benedizione, il barbagianni s’involò, Coppola rossa menò la zappa sull’altro lato della spalla, e s’incamminò, Gregorio scavafossa spiantò il palo con la scritta OFF LIMITS e, sospirando riprese la strada donde era venuto.

L’ottaedro incominciò a colorarsi di rosa. I leoni di pietra corallina del portale ruggirono al sole sorgente. Federico era tornato. Il Puer apuliaesi preparava a far pulizia, alla sua maniera.

Ps. Ogni riferimento a fatti, persone, cose reali è puramente casuale

Pino Gadaleta

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