3/06/2020: Non è liberi tutti

Dal 3 giugno prossimo occorre cautela e ancor più responsabilità. La riapertura dell’Italia è imminente e sarà necessario essere accorti

3 giugno liberi tutti: attenzione a non dimenticare che l’Italia riapre, ma la battaglia al Covid-19 non è ancora finita. Cautela.

3 giugno liberi tutti?

La data della liberalizzazione degli spostamenti tra le regioni non è una data sicura e non è la data migliore per riaprire la libera circolazione tra le regioni. In Italia ci sono ancora, centinaia di contagi al giorno. Questi morti e questi contagi sono da ascriversi, in massima parte, pare circa all’80%, se non di più alle regioni Emilia Romagna, Piemonte e Lombardia, soprattutto Lombardia.

Il governo ha sicuramente dovuto subire delle pressioni fortissime da tutto il comparto economico per ripartire il prima possibile e, bisogna riconoscerlo, che la scelta tra il rischiare di morire di fame o il rischiare di morire di malattia non è delle più facili.

3 giugno liberi tutti: era meglio rinviare?

Si poteva, tuttavia, riaprire in maniera differenziata, come alcuni governatori regionali proponevano, oltre a posticipare, almeno di un’altra settimana, la stessa riapertura. Quella delle riaperture differenziate era una proposta che anche nel governo era circolata. Ora che si è deciso altrimenti, il governo sappia che sta sbagliando e che se, il caso non voglia, riesploderanno i contagi, il governo stesso sarà corresponsabile e non avrà scusanti.

Chiarito in modo assoluto tale punto, l’appello che facciamo è quello più difficile da seguire, ma quello più utile per tutti. L’appello è quello del buonsenso fatto al popolo italiano tutto. Non è finito niente e non è un liberi tutti. Dal 3 giugno dobbiamo essere ancora più responsabili di quando eravamo nel periodo della quarantena. Questa è e sarà una guerra lunga e difficile e non possiamo che contare su noi stessi, sulla nostra intelligenza e sulla nostra responsabilità.

“Non abbiamo scelto noi di stare di guardia al cancello, ma non c’è nessuno al nostro fianco” Lyndon B. Johnson.

Angelo Ivan Leone

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