Genitori separati ai tempi del Covid-19. Visita ai minori consentita o no? Il parere sui provvedimenti

Fare visita ai minori in tempo di quarantena si può fare o no? I tribunali si sono espressi diversamente, mentre i provvedimenti del governo non lo impedirebbero

Covid19 visita minori separati. Che succede a una famiglia in cui i genitori sono separati in tempi di Covid-19? Il genitore che non vive con i figli può far loro visita nonostante la quarantena? Ecco l’analisi e il parere del nostro avvocato.

Covid19 visita minori separati. Che fare?

Barbara De Lorenzis

Nella complessa situazione sanitaria e socio-culturale che stiamo vivendo, si pone un problema non sottovalutabile caratterizzato dal diritto che i genitori, non collocatari dei figli, hanno diritto di vedere i propri figli lontani, collocati presso l’altro coniuge e che risiedono a pochi chilometri, in un paese differente oppure al di fuori della propria regione.

Regolamentare questa situazione oggi come oggi, che già prima era alquanto difficoltosa, non è impegnativo. I genitori che non hanno un provvedimento del giudice ad hoc che regolamenti il diritto di visita in virtù delle mutate condizioni, si rivolgono al proprio avvocato. Così spetta a questi ultimi valutare la situazione, premere per un accordo tra i genitori che tenga prima di tutto in considerazione l’interesse preminente dei figli, contemperandolo con l’imprescindibile diritto alla salute dei figli. Agire insomma, secondo buon senso. Quando questo non avviene, è necessario rivolgersi al tribunale. Per quanto la situazione può divenire intricata persino per un magistrato.
Perchè Tribunale che vai, (in)decisione che trovi, anche allepoca del covid19, anche quando si tratta di stabilire se sia prevalente: a) il diritto-dovere di difendere la salute propria e altrui oppure b) il diritto-dovere di vedersi tra figli e genitori separati, anche in caso di pandemia.

Covid19 visita minori separati: il Tribunale di Milano consente la visita

Per esempio, il Tribunale di Milano, con provvedimento reso in via d’urgenza l’11 Marzo 2020, faceva da apripista rigettando l’istanza di un genitore volta a ottenere la limitazione del diritto di visita dell’altro in ragione della situazione derivante dalla pandemia di Covid-19 e del rischio di contagio.
Nel caso in oggetto, i genitori avevano precedentemente concordato «il mantenimento delle attuali condizioni di affido e collocamento dei minori, con indicazione di un calendario di frequentazioni degli stessi col genitore non collocatario». Accordo da considerarsi vincolante, precisava il detto Tribunale, motivando che <<i decreti ministeriali dell’ 8 e del 9 marzo non vietano l’esercizio di tale diritto>>, e inoltre <<rilevato come il Dpcm non precludesse il rientro presso la residenza o domicilio, e che il Governo nelle proprie Faq aveva chiarito che gli spostamenti per permettere a ciascun genitore di attuare il diritto di visita e frequentazione del figlio, erano permessi, rigettava l’istanza imponendo il rispetto dell’accordo già raggiunto>>.
In prima istanza veniva così stabilito che “nei comprovati motivi di assoluta urgenzarientri il diritto di visita dei genitori separati, che legittima lo spostamento da un Comune all’altro.

Covid19 visita minori separati: il Tribunale di Bari non consente la visita

Di diverso avviso è stato invece il Tribunale di Bari, che con ordinanza del 26 marzo, sospendeva provvisoriamente il diritto di visita/frequentazione del padre, ritenendo che <<esso debba recedere e insomma essere sacrificato a fronte delle ragioni sanitarie>>. Il provvedimento in questione aggiunge e motiva che
«ritenuto che il diritto-dovere dei genitori e dei figli minori di incontrarsi, nell’attuale momento emergenziale, è recessivo rispetto alle limitazioni alla circolazione delle persone, legalmente stabilite per ragioni sanitarie, a mente dell’art. 16 della Costituzione, e al diritto alla salute, sancito dall’art. 32 Cost.».
Infine, il detto provvedimento ordinava che la madre favorisse l’incontro del padre con i figli in altro modo, attraverso le video chiamate o via Skype, anche assidue nel corso della stessa giornata, al fine di tutelare il benessere psicologico del minore e contestualmente evitando possibili strumentalizzazioni connesse col periodo difficile.
A fondamento della decisione, condizionata dal Dpcm del mese di marzo, quindi, la convinzione che “lo scopo primario della normativa che regola la materia è una rigorosa e universale limitazione dei movimenti sul territorio (attualmente con divieto di spostarsi in comuni diversi da quello di dimora), tesa al contenimento del contagio, con conseguente sacrificio di tutti i cittadini e anche dei minori”.
Il Tribunale di Bari ha ritenuto quindi che il diritto di visita padre-figlio minore non debba essere qualificato come motivo di ‘assoluta urgenza’ idoneo a giustificare lo spostamento da un comune a un altro.

Covid19 visita minori separati: cosa prevede il Dpcm di Conte?

Ma è doveroso ricordare che proprio il Governo Conte, sin dall’inizio dell’emergenza sanitaria ancora in corso, aveva pubblicato sul proprio sito, tra le Faq, alcune indicazioni che avevano confortato tutti i genitori non collocatari dei figli (i padri, per lo più), che oggi recitano “Gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche da un Comune all’altro. Tali spostamenti dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario, nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori” ( FAQ 9.4.2020).
Certo, lo scenario è repentinamente cambiato. Con l’emanazione del Dpcm del 26 aprile, lo spostamnto è consentito da un comune e da una provincia a un’altra mentre è sostanzialmente inibita la possibilità di spostamento da regione a regione se non per comrovate ragioni da certificare, e in particolare lo consente il governatore della Regione Puglia, purchè chi entra nella nostra regione si sottoponga spontaneamente a quarantena di 14 gg.
Però, se guardiamo alla sostanza delle cose che attengono ai diritti dei genitori e dei figli, il Governo non limita neppure questa volta il diritto di visita dei figli e dunque continua ad autorizzare tutti gli spostamenti dei genitori per raggiungere i figli minori, così salvaguardando il diritto dei figli di vedere i genitori e viceversa, contemperandolo con l’imprescindibile diritto alla salute. Qualora lo spostamento finisca per pregiudicare la salute dei minori e dell’altro genitore, la parola spetta ai tribunali. E qui le decisioni sono destinate a diversificarsi a seconda della filosofia abbracciata.

Il diritto alla bigenitorialità

In soldoni, debbo dire che un criterio che mai dovrebbe esssere sottovalutato è il diritto alla bigenitorialità (e cioè, il diritto del minore a mantenere un rapporto stabile con ambedue i genitori), così come il diritto del genitore a frequentare il figlio collocato presso l’altro genitore devono sempre prevalere. Per quanto vietare le visite padre-figlio fino al temine dell’emergenza sanitaria a tutela del minore e propria dovesse essere accolta in nome del diritto alla salute. Ponderazioni che andranno fatte in ogni caso da parte degli avvocati, che sono chiamati ad agire secondo buon senso.
La Commissione famiglia dell’Unione nazionale delle Camere civili ha elaborato una riflessione sulla gestione dei rapporti tra genitori separati e figli durante l’emergenza coronavirus, elaborando una sorta di vero e proprio vademecum per aiutare a gestire quanto meno le casistiche più ricorrenti.

Diritto alla bigenitorialità e diritto alla salute

La ratio delle riflessioni dell’Uncc, dirette ai professionisti e ai genitori, è quello di “prevenire i contrasti, nel rispetto del minore, soggetto di diritto, contemperando: il diritto alla bigenitorialità, allo stesso riconosciuto, con quello alla salute, cercando di individuare i rimedi ‘consensuali’ e/o ‘mediativi’ più immediati aventi natura giuridica”.

Alternanza frequentazione genitori se c’è provvedimento del giudice

Il provvedimento che regola i rapporti, secondo l’Uncc, va rispettato. Tuttavia, se l’alternanza dei tempi con i genitori dovesse risultare molto frazionata (ad es. due pomeriggi settimanali), il consiglio che può essere dato è di riunire i tempi così da evitare che ci si esponga, con i più frequenti cambiamenti di residenza, di più al contagio.
Tale situazione, rammentano dall’Uncc è semplice. Poiché non esistendo alcun provvedimento del giudice, e dunque “nemmeno la fittizia discriminazione tra collocatario e non collocatario” si previene “ogni tentazione di comportamenti sbagliati”. Il raggiungimento dell’accordo, dunque, tra i due genitori dovrebbe essere più facile garantendo modalità di frequentazione con entrambi che però vanno coniugate con le disposizioni generali. Ad ogni modo, a prevalere è sempre il buon senso: evitare, dunque, “gli spostamenti con mezzi pubblici, di mettere in contatto i minori con situazioni potenzialmente a rischio, il contatto tra i minori e i nonni o con tutti quei soggetti maggiormente esposti al rischio di contrarre il Covid-19”.

Obblighi alimentari e altri oneri

Un altro quesito sottoposto ai legali è quello relativo all’assunzione per intero da parte di uno dei genitori di oneri quali la mensa scolastica e/o lo scuolabus. Essendo venuta a cessare la frequentazione della scuola, riflettono i civilisti, “il genitore onerato verrebbe ad avere dei costi alimentari inferiori nei giorni in cui il figlio anziché pranzare a scuola lo fa e lo farà dall’altro, secondo il calendario della frequentazione”. Per cui è corretto che “la cifra che verrà risparmiata venga versata al genitore che lo ospita”.
Nel caso, invece, degli impegni contrattuali relativi a frequentazione di palestre, piscine e corsi di istruzione, poiché la chiusura delle strutture dovrebbe dare diritto a ottenere il prolungamento del servizio fino alla copertura di quello sospeso ovvero al rimborso dei costi sostenuti, il genitore che ha in carico tali oneri “non potrà richiedere alcun rimborso all’altro genitore”.

E dunque è legittimo sospendere il diritto-dovere dei genitori di vedere i figli durante l’emergenza Covid 19?

Per poter rispondere, personalmente tutte le volte debbo andare al cuore delle questioni famigliari per comprendere quali sono le dinamiche di comportamento relativi agli specifici rapporti tra ex coniugi, che per esperienza sono davvero molto variegati. Non è per nulla infrequente che, sulla base di una emergenza sanitaria i genitori vogliano interpretare le restrizioni disposte sul piano nazionale, pensando qualche volta di strumentalizzare la situazione, impedendo per lungo tempo la frequentazione dei figli all’altro genitore non collocatario. Qualche volta è sulla base di tale animus che si chiede l’emissioni di provvedimenti restrittivi e anche impeditivi del diritto di visita.
Sulla base di questo scenario, a mio avviso, i provvedimenti di alcuni Tribunali, che hanno sospeso il diritto di visita in assenza di un comprovato rischio di contagio per il minore, sarebbero modificabili o revocabili ai sensi dell’art. 177 c.p.c. poichè in contrasto con la legge n.54 del 2006 (sull’affidamento condiviso) oltre a essere contrari alle disposizioni del Dpcm, che nessun divieto prevede in tal senso. La sospensione degli incontri dovrebbe (e dovrà) essere giustificata solo nei casi di reale e comprovato rischio di contagio per il minore e se le circostanze sono realmente proibitive”.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.