Gli effetti delle dichiarazioni della Bce e i significati economico-finanziari per i mercati internazionali

Proviamo a ricostruire quanto è accaduto. Dalla nomina di Lagarde a presidente della Bce alle reazioni dei mercati ai tempi della pandemia

Bce Lagarde conseguenze pandemia. Ai tempi del coronavirus diffuso in tutto il mondo, le comunicazioni della Bce influiscono nettamente sulla stabilità dei mercati.

Bce Lagarde conseguenze pandemia. La nomina

Il 1° novembre scorso è arrivata alla Bce la nuova presidente: la francese Christine Lagarde.

Alla prima conferenza stampa aveva dato a pensare che l’era Draghi era sì chiusa, ma che avrebbe continuato ad utilizzare le frecce nella faretra per attuare il “whatever it takes” al fine di salvare l’Euro a qualsiasi costo, come affermò lo stesso Draghi nel luglio 2012 in un suo intervento alla Global Investment Conference a Londra.

Così sembrava e così lei stessa andava attuando, mantenendo la politica monetaria accomodante, e il QE (Quantitative Easing) di cui abbiamo parlato in articoli precedenti, come anche il Piano di Rifinanziamento a lungo termine (LTRO) a scongiurare eventuali strette creditizie.

Christine Lallouette (cognome da nubile) nasce a Parigi il 1° gennaio 1956 da genitori professori di liceo. Da adolescente è una promessa del nuoto sincronizzato e si laurea in Scienze politiche. Dopo essersi formata politicamente con la presidenza Chirac, diventa Ministro dell’Agricoltura e della Pesca con Sarcozy e grazie a un rimpasto arriva al Ministero dell’Economia, Finanza e Lavoro dove verrà travolta in un’inchiesta per l’arbitrato di un colosso bancario francese.

Bce Lagarde conseguenze pandemia. Dall’esperienza francese al ritorno negli Usa

Ritorna negli Usa e prende il posto del dimissionario Strauss-Khan alla direzione del Fondo Monetario Internazionale dopo un tour elettorale fra i paesi emergenti promettendo loro maggior potere decisionale all’interno dell’FMI: nei mesi successivi arrivano le crisi dei debiti sovrani e partecipa a vari tavoli di negoziazione tra cui quelli per la Grecia dove fa ragionare posizioni contrapposte e distanti.

Per varie altre decisioni storiche prese dall’FMI – che tra l’altro fa conquistare alle economie emergenti fattivi successi decisionali – viene eletta fino al 2021… finchè arriva la ‘chiamata europea’: è la prima donna ad essere chiamata alla guida della Bce.

La Bce rimane risoluta nel perseguire il proprio mandato” e la posizione di politica monetaria accomodante, afferma ai primi di dicembre durante una sua audizione all’Europarlamento: tutto fa pensare che il “bazooka di Draghi” sia direzionato ancora come ai suoi tempi, con la stessa potenza di fuoco e con gli stessi intenti ed obiettivi.

Ma… ma siamo esseri umani, forse a volte sentiamo il peso di un’eredità forte lasciataci sulle nostre spalle e vorremmo dare al tutto un connotato più… personale al fine di lasciare anche noi un’impronta che rechi il nostro nome e non solo quello del nostro predecessore. Ma… scegliamo il momento più sbagliato con modi, modalità, parole e linguaggio non verbale scelti tra i più errati e …deleteri. E così è dietro l’angolo il passo falso che, visto portato a termine da una donna, fa ancor più adirare (sono stata accorta ad usare bene il verbo perché le mie maestre suore dicevano sempre che non si dice arrabbiata, ma adirata).

Giovedì 12 marzo 2020, come molti giovedì nell’arco dell’anno, nelle sale operative dei settori finanza delle banche non c’è la pausa pranzo… non si pranza perché in tarda mattinata si riunisce il consiglio direttivo della Bce e alle 14.30 vi è la relativa conferenza stampa attraverso cui le decisioni di politica monetaria vengono palesate ufficialmente.

Allora perché non si pranza nelle sale operative?

Perché quelle che sono le previsioni su quelle decisioni possono o meno avverarsi e siccome c’è un comprovato meccanismo di trasferimento delle decisioni di politica monetaria ai mercati finanziari (il cui antenato è stato l’effetto-annuncio) i responsabili e i componenti delle sale operative tra le 13.30 e le 14.30/15.00 mostrano la loro bravura sia dovuta a competenze ed esperienza sul campo, che (a volte, non sempre) di lettura della sfera di cristallo.

Eh sì, perché benché la storia dei meccanismi di trasmissione della politica monetaria ai mercati finanziari possa sembrare datato a causa dei tassi e inflazione da lungo tempo a livelli bassi, in momenti di schock soprattutto esogeni come una pandemia quale quella che stiamo subendo in queste settimane, si rifà vivo, pungente e spiacevolmente efficace!

E così alle 14.30 di giovedì 12 marzo scorso, alcune parole pronunciate dalla presidente della Bce sono diventate una miccia sotto il differenziale tra BTP italiani e Bund Tedeschi facendolo schizzare inizialmente a 262 punti base (il peggior dato da agosto 2011) e successivamente è andato oltre 300 b.p. .

“Gli ultimi indicatori suggeriscono un considerevole peggioramento delle prospettive di crescita nel breve termine” aggiungendo anche: “Non siamo qui per ridurre gli spread. Ci sono altri strumenti e altri attori per affrontare questi temi. Avevo detto che speravo di non dover mai fare un ‘whatever it takes’ e non intendo passare alla storia per un ‘whatever it takes due’[1]“ (fonte AGI).

Bce Lagarde conseguenze pandemia. La tempistica

Errato il momento, errata la scelta delle parole, errato l’accostamento di frasi che danneggia al quadrato paesi con alto debito pubblico come l’Italia, senza contare che in quei giorni l’Italia era alle prese con tensioni sullo spread dovute soprattutto al fatto di dovere fronteggiare per primi un’epidemia quale quella del Covid-19 subito dopo dichiarata pandemia globale. Ulteriore risultato di questo – vogliamo pensarlo! – errore di comunicazione, miliardi e miliardi bruciati nella Borsa di Milano che chiude a -16,9%!

E allora? Perché inveire? Perché dimenticare che quello che si dice in quella conferenza stampa è importante soprattutto in momenti delicati quale questo che stiamo vivendo?

Nella serata la stessa presidente Lagarde (che il 27 febbraio aveva affermato che la crisi CoronaVirus era da ritenersi temporanea e che “per ora non richiede una risposta della Banca Centrale Europea”) in una successiva intervista alla tv americana CNBC ritorna sui suoi passi (affermando che “la Bce opererà per evitare la frammentazione in un momento difficile dell’area euro”) dopo, però, aver fatto il danno.

L’intervento del presidente Mattarella

Da più parti invocano la chiusura dei mercati e le sue dimissioni, e nella tarda serata interviene il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che con una nota (inconsueta per mittente, destinatario, modi e modalità):

“L’Italia sta attraversando una condizione difficile e la sua esperienza di contrasto alla diffusione del coronavirus sarà probabilmente utile per tutti i Paesi dell’Unione Europea. Si attende quindi, a buon diritto, quanto meno nel comune interesse, iniziative di solidarietà e non mosse che possono ostacolarne l’azione”.

L’invito all’UE di cui l’Italia è uno dei paesi fondatori, è pertanto quello di non mettere ostacoli ulteriori in un momento delicato e i giorni seguenti non solo l’Italia si è trovata a fronteggiare l’emergenza, ma tutti i paesi europei sono alle prese con difficoltà nuove e imprevedibili: anche in GB si cambia rotta nelle misure anti-Coronavirus e i leaders parlano ai loro Paesi (la cancelliera Merkel ha parlato al popolo tedesco per la prima volta dopo il secondo conflitto mondiale).

Voglio però avanzare un’analisi: a volte ci sono cose, situazioni, fatti oggettivi che sono in sé veritieri, ma che è meglio non dire o meglio il politically correct impone di non dire: mi spiego meglio…

Compito della Bce e politica monetaria

Da statuto il compito e l’obiettivo primario della Bce è quello di mantenere l’inflazione pari o inferiore al 2% (mentre quello dell’americana Fed è la stabilità dei mercati finanziari), pertanto in tutta onestà si può affermare che non è quello di tenere bassi gli spread, ma non si deve dire, non si deve fare accademia o manuale in un momento in cui uno dei destinatari sta affrontando un momento complesso e delicato. Soprattutto se lo accompagni all’affermazione che I rischi per le prospettive di crescita dell’area dell’euro sono chiaramente orientati al ribasso”.

Piuttosto, se si voleva dare incisività e un’impronta personale alla bacchettata generale, bastava la frase Occorre, in particolare, una risposta ambiziosa e coordinata sul piano delle politiche di bilancio per supportare le imprese e i lavoratori a rischio”. E’ una battaglia vecchia non ancora portata a compimento e se vuole lasciare il segno si preoccupi pure di far diventare questo il suo baluardo, anche perché l’ulteriore risultato al suo scivolone (diciamo ancora di comunicazione per smussare gli angoli!) ha prodotto un ulteriore risultato, questa volta positivo, ma che fa diventare le sue frasi infelici, ancor più fuori luogo: il consiglio direttivo Bce notturno del 18 marzo ha lanciato il PEPP, Pandemic emergency purchase programme di almeno 750miliardi e con attività temporanea almeno fino alla fine dell’anno ed è destinato a contrastare i rischi della pandemia del coronavirus sulla politica monetaria e il futuro dell’area dell’euro. “Tempi straordinari richiedono azioni straordinarie. Non ci sono limiti al nostro impegno per l’euro”, ha scritto via Twitter quella notte Christine Lagarde… senza parole!

Intanto la mia tesi di Laurea in Economia monetaria intitolata “Gli effetti della politica monetaria sui mercati finanziari” si è presa una bella rivincita verso chi – fattivamente – voleva mandarla in soffitta!

[1]We are not here to close spreads, this is not the function or the mission of the ECB. There are other tools for that and there are other actors to actually deal with those issues” ha risposto la presidente della Bce, Christine Lagarde, a una domanda sul premio di rischio in forte ascesa in alcuni Paesi dell’Eurozona a partire dall’Italia.

Maria Verna

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