La battaglia dell’informazione nella guerra al Coronavirus

Il parere di una lettrice del Friuli Venezia Giulia sulla gestione dell’informazione e delle notizie sulla pandemia in corso

Coronavirus parere su informazione. Una lettrice condivide il suo parere sulla gestione dell’informazione ai tempi dell’emergenza dovuta al Coronavirus.

Coronavirus parere su informazione: “Sconcertante”

Sconcertante, a mio parere, il modo in cui certi media gestiscono le informazioni in modo deviante o meglio deformando la reale dinamica degli eventi. Sempre a mio parere, il compito di informare doveva essere quello di rendere pacifica e pacata la dinamica presente; per quanto sfido chiunque a dire che le dinamiche siano semplici.

Proporre cioè, una posizione neutrale e guardare le vicende in modo da valutare i dati senza farsi trascinare dagli sbalzi emotivi, cercando di suscitare la calma tramite la parola, parlata e/o scritta. Oltre la dichiarazione di pandemia fisiologica, ci si trova in una dinamica di psicosi generale.

Ormai chiusa la nazione Italia, esposto il tragico scenario medico, economico sembra che sia ormai dilagante. Il mercato si determina in certi ambiti, gli specialisti di ogni disciplina, i venditori di mascherine, che dicono inadeguate le bandane, le sarte che mostrano il modo di costruire in autonomia una mascherina di fortuna. Richiamo a mantenere la distanza interpersonale, che si trasforma in angosciosa reale concreta. Le strade sono vuote, le persone si consolano con un certo nazionalismo.

L’Italia è chiusa, ma ci sono persone che vogliono far valere le loro ragioni

Poi ci sono le persone che decidono che vogliono fare valere ragioni contro senso. In questi casi bisogna ritrovare i valori che ci distinguono da forme inferiori di vita, siamo in un vorticoso ripetersi nauseabondo di richiamo a mantenere la distanza. Vogliamo ragionare un frangente riguardo le norme da praticare per evitare il contagio del virus aereo?

Sembra il decalogo di buona educazione che insegnavano in asilo

Ora capibile che con la questione migratoria il coesistere di diverse culture ci riporta ad uno stadio primordiale, per cui scienziati virologi, infettivologhi, fiscalisti, si dimenano per dare ognuno il suo consiglio di comportamento.

Disoccupati e studenti: uno stop piuttosto tragico

Intanto per chi un lavoro lo stava cercando la tragedia risulta gravosa. Per chi seguiva corsi di formazione, studi universitari o scuole ogni cosa sembra si sia fermata. Lo scenario post atomico nucleare ci lascia forse in preda ad ogni disperata valutazione? La ricerca di conferma, di risposte, credo sia una cosa che aiuterebbe chiunque, per questo sembra che agli scolari sia stato dato il compito di dipingere arcobaleni, in altri comuni si invita a esposizione del tricolore per mostrare a chi si trova di fronte che siamo uniti nel simbolo nazionale del tricolore.

Anche in Friuli Venezia Giulia la dinamica rimane complicata, delicata. In ogni caso credo che ognuno dotato di buon senso cerchi di fare del suo meglio mentre qualcuno forse prega che santi, arcangeli ci sostengano in questo presente crudo, in cui risulta cruciale restare solidali, vicini ai valori umani.

[Anna Rosa Dusconi collaboratrice di Angelo Ivan Leone]

1 commento su “La battaglia dell’informazione nella guerra al Coronavirus”

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