L’Italia che invecchia. Il rischio che si cancellino le nostre radici

L’attenzione è focalizzata sull’immigrazione, mentre un dato da non sottovalutare è quello relativo agli italiani che abbandonano il loro paese. Il rischio di cancellare le radici dell’Italia

Storia italiana rischio cancellazione. L’italia invecchia e l’emigrazione aumenta. Una riflessione ad alta voce sul pericolo di cancellare le nostre radici e la nostra cultura.

Storia italiana rischio cancellazione. La generazione dei baby-boomers

L’uscita della generazione dei baby-boomers dall’età riproduttiva ha portato ad un calo demografico che ha dimezzato le nascite in Italia, dagli anni ’70 ad oggi. Se a questo aggiungiamo la crisi economica che è in atto capiamo benissimo che la situazione evolverà in peggio.

L’Italia purtroppo risulta , dopo la Finlandia, il paese con un più alto calo demografico. In un decennio migliaia di giovani, si sono spostati all’estero per trovare una più adeguata collocazione lavorativa, mentre aumenta la popolazione di anziani.

In Italia in questi anni è mancata una pianificazione industriale e il sostegno alle piccole e medie imprese già esistenti, tessuto importante per sostenere le richieste di lavoro specialmente per chi ha conseguito una laurea, i più penalizzati in questo momento.

Mancanza di lavoro e di welfare per le donne in età lavorativa hanno creato un vuoto in cui spesso si tende a non allargare il proprio nucleo familiare e per chi invece ha un lavoro a rinunciarvi per insufficienti strutture di supporto nel loro compito di madri.

Storia italiana rischio cancellazione. Politica distratta

In questi anni purtroppo la classe politica ha sottostimato questi fattori, creando risposte non definitive ma di temporanea soluzione e ostacolando di fatto la creazione di nuove famiglie. Allo stato attuale l’interesse del mondo politico converge tutto sul problema dell’immigrazione dimenticando di fatto quello emigratorio, che in questo momento non riguarda solo “i cervelli in fuga” ma anche i pensionati che non tollerano più il sistema iniquo di tasse che divora una buona fetta della loro pensione.

Il Bel Paese che tutto il mondo ci invidia per i luoghi ameni, per l’arte culinaria e la storia millenaria sarà presto un ricordo di chi ha amato l’Italia e caparbiamente è rimasto sperando in un futuro migliore e con molta probabilità non potrà più condividerne le tradizioni perché si perderanno tra una moltitudine di culture che cancelleranno le nostre radici.

(a cura di Marinetta Coppola, collaboratrice di Angelo Ivan Leone)

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