La breve storia di Grimoaldo Alfarenite, principe Bari (1117-1132)

Anche Bari ebbe un principe, Grimoaldo Alfarenite, tra il 1117 e 1132, dopo faide intestine alle famiglie governanti

di Pino Gadaleta

Alla mia fedele lettrice

Raphael De Vittori Reizel
http://www.raphaelreizel.com

 

 

 

A Bari si racconta sovente di Isabella di Aragona e Bona Sforza, ma non vanno sotto taciute le presenze nella città di Sichelgaita principessa di Salerno, moglie di Roberto il Guiscardo, e di Costanza figlia del re di Francia Luigi IV

Bari Bizantina,

era stata (ri)conquistata dai Normanni dopo un assedio per terra e per mare durato 4 anni (1067-1070) da Roberto Guiscardo aiutato dal fratello Ruggero I. I Bizantini eredi dell’Impero romano di Oriente come tali non sono mai esistiti, infatti si chiamavano romei, si deve allo storiografo Hieronymus Wold del ‘500 il termine bizantino.

Bari dall’876 era la capitale bizantina

del Thema di Longobardia (praticamente coincidente con la Puglia medievale) e dal 970 fu insediato un “catepano” (colui che sta al di sopra), un governatore con ampi poteri amministrativi e militari. Il titolo di “catepano” venne tuttavia conservato dai Normanni, i quali lo attribuirono a funzionari con compiti differenti (governatore di città, o magistrato giudiziario, o ufficiale).

A Bari erano giunte le reliquie di san Nicola (1087) trafugate dai marinai baresi a Myra, in Licia. Nel 1089 si iniziano i lavori per la costruzione della basilica di s. Nicola edificando la cripta, la città è saldamente sotto il controllo normanno di Ruggero Borsa e del fratellastro Boemondo.

Bari è geo politicamente un’area importante

per la forte influenza veneziana e bizantina nell’Adriatico e per i traffici navali commerciali e dei crociati. La città nel 1098 ospiterà un importante Concilio con la presenza del papa Urbano II.

La principessa bizantina Anna Comnena (1083-1153) nella sua Alessiade (lettura consigliata) rappresenta Roberto Guiscardo (Viscart=l’Astuto) come abile condottiero, di statura notevole, biondo con occhi azzurri e ben proporzionato, e sua moglie Sichelgaita, longobarda, come una donna dotata di coraggio militare, una novella Pallade, e di grandi virtù (tra altre sue imprese belliche, difese nel 1078 Trani con successo sostituendo il coniuge impegnato a espugnare Taranto).

Roberto Guiscardo ebbe con il primo matrimonio un figlio di nome Boemondo che divenne principe di Antiochia in occasione della prima crociata, sconfiggendo il 28 giugno 1098 il saraceno Kirbogha. L’evento è rappresentato e scolpito sull’architrave della porta dei leoni della Basilica di S. Nicola che per frettolose guide turistiche, invece, è la raffigurazione di Artù e i cavalieri della tavola rotonda.

Roberto il Guiscardo in seconde nozze sposò Sichelgaita, deceduta nel 1090 e tumulata a Cassino, e dalla loro unione nacque Ruggero Borsa (Borsa perché aveva l’abitudine di ricontare più volte la moneta che incassava).

Boemondo a Chartres, nel 1106, sposò Costanza, figlia di Luigi IV, re di Francia, che dopo la morte del marito, assunse la reggenza, in luogo del figlio minore Boemondo II, dei feudi del marito insediandosi a Bari e rivendicando per sé e per il figlio il ducato di Puglia.

Ruggero Borsa e Boemondo entrarono in conflitto,

il papa Urbano II mediò tra i due fratellastri in guerra tra loro, riconoscendo Boemondo Principe di Taranto e assegnando a Ruggero Borsa il feudo di Cosenza più il Ducato di Puglia (1089).

Con la morte del vescovo di Bari l’abate Elia, che aveva avviato i lavori per innalzare la basilica di san Nicola terminata nel 1103, la città registra un periodo di ribellioni che si acuiscono nel 1111 con la contemporanea dipartita di Ruggero Borsa.

Costanza, signora di Bari, si allea con Tancredi Conversano ricambiandolo con una donazione di una parte di Bari, al che, i baresi si ribellano, e si creano due fazioni, a capo di una vi è l’arcivescovo Risone, con Grimoaldo Alferanite che parteggiano per Costanza, dall’altra Alessandro da Conversano, conte di Matera, Pietro Joannicchio e il mutevole Argiro.

Bari è in preda a tumulti, guasti, vendette, diroccamenti.

Argiro a Canosa riesce ad assassinare il vescovo Risone presso la chiesa del beato Quirico posta tra Canne e Barletta (settembre 1118), e a sua volta sarà giustiziato dal conte di Andria.

Grimoaldo Alferanite ritiene più opportuno cambiare campo e si allea con Alessandro di Conversano, e a Giovinazzo si fa consegnare dai cittadini Costanza, imprigionandola. Interviene papa Callisto II, che in cambio della sua liberazione, la obbliga a rinunciare a ogni pretesa e Boemondo II tornerà ad Antiochia. Costanza morirà nel 1125.

Grimoaldo Alferanite diviene il dominus di Bari e nel 1120, grazie a Dio e a san Nicola diviene principe di Bari inaugurando un decennio di governo autonomo della città.

(continua)

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