Il lavoro di Uniba alla Cava dei dinosauri di Altamura: “Ci sono 20mila orme”

Il lavoro di Uniba alla Cava dei dinosauri di Altamura: “Ci sono 20mila orme” e risalirebbero a 80milioni di anni fa

Sarebbero 20mila le orme rinvenute dall’Università di Bari durante il lavoro di ricerca degli studiosi, presentato sabato scorso al Teatro Mercadante di Altamura.

Durante una conferenza infatti, sono stati esposti i primi esiti dell’attività di studio. Dopo la ripulitura della paleosuperficie, la ricerca condotta sul campo ha permesso di stimare in circa 20mila il numero di orme presenti. Con l’utilizzo di moderne apparecchiature, tra cui i droni, la paleosuperficie è stata interamente digitalizzata e grazie alla tecnologia è possibile meglio comprendere le successioni delle orme.

Le orme risalirebbero a circa 80milioni di anni fa,

nel Cretaceo, quando gli attuali calcari dovevano essere una laguna, quindi superfici acquitrinose e fangose. Le impronte sarebbero state impresse da dinosauri erbivori “Tireofori”, vale a dire dinosauri corazzati. Sono state trovate orme di tre morfologie diverse.

All’incontro hanno preso parte la sindaca Rosa Melodia; il direttore del Dipartimento di Scienze della Terra e Geoambientali dell’Università degli studi di Bari “Aldo Moro” Giuseppe Mastronuzzi; il prof. Marcello Tropeano; il prof. Rafael La Perna; l’assessore alle culture del Comune di Altamura Nunzio Perrone; il presidente del Parco dell’Alta Murgia Francesco Tarantini; l’On. Angela Masi.

Nei loro interventi i rappresentanti degli enti hanno ribadito la loro volontà a sviluppare sinergie positive: in tal senso il progetto “PaleoCity” del Comune di Altamura e la proposta di candidatura dell’Alta Murgia a Geo-Parco possono svilupparsi in maniera compiuta con la piena collaborazione. “Come amministrazione comunale – ha affermato la sindaca Rosa Melodia – abbiamo pensato di organizzare delle giornate di studio che vanno sotto il nome di Paleocity che possano svelare un modo di procedere e condividere con la cittadinanza tutte le scoperte. Altamura è ideale per ospitare un centro di ricerca istituzionale sui temi della preistoria e della paleontologia. Abbiamo già un tavolo istituzionale di confronto su questo (con la Soprintendenza, l’Università, il Parco, ecc.)”.

Il geosito è stato scoperto nel 1999.

La paleosuperficie è vincolata dallo stato mentre la proprietà dell’area di cava è del Comune di Altamura. Solo a seguito di tale acquisizione è stato possibile avviare le preliminari operazioni di protezione e conservazione delle impronte, così come previste dal progetto redatto dalle strutture periferiche del Mibact: il Segretariato regionale Mibact per la Puglia e la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per la Città metropolitana di Bari.

Intanto, sempre sabato scorso, circa 150 persone, oltre a gruppi di autorità locali e di docenti universitari, hanno preso parte a due mattinate di apertura straordinaria di Cava Pontrelli (la cava delle orme di dinosauro di Altamura) in occasione della settima edizione della “Settimana del Pianeta Terra”.

Si è trattato del secondo evento pubblico di comunicazione dello stato di avanzamento degli “interventi urgenti di protezione e conservazione delle impronte di dinosauro e della paleosuperficie” (Progetto finanziato con Programma triennale ai sensi dell’art.1, commi 9 e 10, della Legge n.190 del 23.12.2014 – D.M. del 28.01.2016).

Il sito è ancora cantiere: la cava è interessata da un profondo intervento di ripulitura, documentazione e analisi e conservazione della superficie a impronte e di messa in sicurezza dei fronti di cava.

A novembre e dicembre sono previste altre iniziative di coinvolgimento delle scuole e del territorio, con accesso alla cava.

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