Facebook: libertà di espressione e privacy

Lo scorso 17 ottobre Mark Zuckerberg è stato invitato a parlare davanti agli studenti della Georgetown University. Il tema centrale del suo intervento è stato la libertà di espressione e i rischi che corre nel mondo moderno

Il fondatore di Facebook ha chiarito subito la sua visione e, di conseguenza, la mission che da sempre accompagna la sua creatura: dare a tutti la possibilità di esprimersi e quella di riunirsi.

Proprio così, non solo un luogo virtuale per esprimere le proprie opinioni e convinzioni ma anche un’opportunità di incontro con altre persone vicine per interessi. Questo al di là se le suddette siano a noi più o meno conosciute, spesso del tutto estranee.

Del resto, dopo lo scandalo Cambridge Analytica proprio Zuckerberg, in udienza davanti alla commissione del Senato americano, aveva promesso interventi massicci a tutela della privacy degli utenti di Facebook. Ne era seguito anche un generale plauso, anche da altri big come Tim Cook (Apple), per l’introduzione in Europa del Regolamento europeo 2016/679 (GDPR).

Anche nel lancio dei nuovi aggiornamenti della piattaforma era stato reso noto l’obiettivo finale che, peraltro, campeggiava addirittura alle spalle di Zuckerberg sul palco: “The Future is Private“.

Cosa significa che il futuro è privato?

Vuol dire che gli utenti verranno difesi da nuove invasioni o attacchi i dati delle persone. Almeno questo è l’auspicio. Tuttavia, al contempo verrà garantita loro la possibilità di avvicinarsi sempre più a contenuti e luoghi potenzialmente interessanti. Ricordiamo che i dati personali altro non sono che la nostra perfetta descrizione, i nostri gusti, le nostre aspirazioni e così via. Quindi difenderli significa difendere i diritti di ognuno di noi, come del resto recita lo stesso GDPR.

I luoghi interessanti su Facebook sono i gruppi. Il social network più grande del mondo sta investendo tantissimo su questo aspetto. Tutti noi scorrendo la nostra bacheca Facebook su telefono o computer possiamo verificare, anche in questo preciso istante, la maggiore visibilità data ai contenuti postati all’interno dei gruppi rispetto alle pagine.

Questo comporta da un lato una maggiore profilazione dei nostri interessi e dall’altro maggiore difficoltà per le pagine a raggiungere il proprio pubblico.

Per concludere, il vantaggio per l’utente dovrebbe essere quello di leggere solo contenuti che gli interessano, con il rischio però di vivere in una bolla mediatica, mentre per Facebook i vantaggi sarebbero due: avere sempre più informazioni personali degli utenti e, soprattutto, incassare molto più danaro dalle pagine per la loro promozione.

Guarda l’intervento di Mark Zuckerberg alla Georgetown University

1 commento su “Facebook: libertà di espressione e privacy”

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