Kurdistan: la tragedia di aver creduto all’Occidente

Kurdistan: la tragedia di aver creduto all’Occidente

di Angelo Ivan Leone

Quello che accade oggi nella martoriata terra del glorioso e, oserei dire, quasi epico popolo kurdo ha dell’inenarrabile.

Un popolo che ha iniziato a liberarsi dalle catene che lo imbrigliavano da secoli grazie alla libertà portata con la disgregazione dell’Iraq, grazie alla guerra mossa da Bush in nome di un inesistente pericolo e di un certo complesso edipico verso il padre, viene sacrificato da quelli stessi liberatori.

La storia, infatti, ha inizio molto tempo prima dell’arruolamento dei kurdi per combattere il califfato islamico altro lascito, questa volta terrificante, sempre della stessa guerra di Bush che portò alla disgregazione dell’Iraq di Saddam Hussein.

Oggi i curdi scontano la colpa di aver creduto,

come ci credono anche e ancora i ragazzi di Hong Kong, che l’Occidente sia, innanzitutto, la difesa strenua e a tutti costi della libertà personale e che si fondi come postulato sul principio sacrosanto dell’autodeterminazione dei popoli. Amaramente dobbiamo constatare che, invece,

i Paesi leader del nostro Occidente, oggi più che mai, “sono solo affari”.

Si narra che dopo la resa vergognosa ad Hitler durante quella che passò alla storia come la conferenza, con relativo accordo di Monaco, il primo ministro francese Daladier mormorasse:

“Ecco come la Francia sacrifica i suoi migliori amici e alleati”.

E il sacrificio dei suoi migliori alleati non portò alla Francia e all’Occidente intero che qualche mese di dilazione dalla tragedia della Seconda guerra mondiale. Ecco perché il sacrificio dei curdi al macellaio Erdogan è un errore politico, oltre che essere una bestialità umana. La via alternativa c’era allora con Hitler e c’è oggi con Erdogan. “A brigante, brigante e mezzo”, tuonava Pertini, uno che di combattere i soprusi e i macellai se ne intendeva.

[ph. il Messaggero]

1 commento su “Kurdistan: la tragedia di aver creduto all’Occidente”

  1. Il motivo nascosto per cui Erdogan aggredisce la Siria è perché ha paura che possa nascere il Kurdistan siriano e possa dare il via alla nascita di uno stato curdo che raccolga tutti i territori a maggioranza curda nell’area. I curdi hanno guadagnato molta credibilità agli occhi di tutto il mondo per avere ostacolato e sconfitto sul campo l’ISIS, lo stato islamico, che tanta paura aveva messo al mondo qualche anno fa. Come ringraziamento ai Kurdi, Trump rimuove le truppe americane dall’area e lascia campo libero all’invasione turca. Ma per fortuna Putin, più saggio stratega, ha preso in mano il controllo della situazione. Mi sembra che più che vendere armi ai Sauditi ed al mondo intero, la politica di Trump sia miope sotto il profilo diplomatico e geopolitico.

    P.S.: La dea Commagene sul Monte Nemrut presso Malatya e Diarbakir (capitale del Kurdistan turco). Il Nemrut Dağı è un rilievo della Turchia appartenente al gruppo del Tauro Orientale ed è, con i suoi 2 150 m s.l.m., il più alto della Mesopotamia settentrionale.
    Sulla sua sommità si erge la tomba santuario del re Antioco I di Commagene, riportata alla luce nel 1953.

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.