“Il marketing non serve a un c…o!”. Sarà vero? Ecco la storia di Michela Ferracuti che ha portato al successo parrucchieri ed estetisti

“Il marketing non serve a un c…o!”. Sarà vero? Ecco la storia di Michela Ferracuti che ha portato al successo parrucchieri ed estetisti

di Marilena Rodi

Il marketing non serve a un c…o!”.

Poche parole per esprimere il disagio di una categoria, quella della vendita, che fatica ogni giorno a sbarcare il lunario. È questa la frase che Michela Ferracuti, marketer – o meglio esperta di marketing – si è sentita ripetere spessissimo nel tempo. In particolare, a ripetere queste parole come un disco rotto erano i titolari di saloni di acconciature e di centri estetici, anche se può essere mutuata da chiunque abbia scelto di lavorare in un ambito che preveda la vendita di prodotti o servizi.

“Tutto nasce – spiega Michela – dalla convinzione, tipicamente italiana, che per avere successo sia sufficiente lavorare bene al giusto prezzo. Con il tempo, il passaparola farà il suo corso e i clienti arriveranno a frotte”. “Un tempo – prosegue – questa cosa in parte era vera. Pensiamoci un attimo. Allora la situazione era più o meno questa: in un quartiere c’erano 2 o 3 saloni di acconciature, un centro estetico, due bar, una pizzeria, un ferramenta, due panetterie; in un paese c’era una sola attività per ogni categoria merceologica; non tutte le persone disponevano di un’auto per spostarsi; non esisteva internet e quindi era impossibile confrontare i prezzi o informarsi in tempo reale su offerte e tendenze; in più giravano più soldi… dunque che bisogno aveva di fare marketing il barbiere, che era l’unico in paese?”. “I consumatori – aggiunge Michela – oggi hanno meno soldi da spendere ma anche gusti più raffinati e pretese maggiori, ma soprattutto hanno l’imbarazzo della scelta. Basta un niente per convincere un cliente a cambiare parrucchiere, o estetica, o bar, o ristorante o tabaccaio. Non è più la qualità a orientare le scelte dei clienti”.

E cosa è accaduto?

“Mah, la cosa più curiosa è che le stesse persone che dicono che sia sufficiente lavorare bene e al giusto prezzo per avere successo, come dicevo prima, poi in genere questo successo non ce l’hanno. E si giustificano dicendo che è colpa della crisi, o colpa del governo, o colpa dei clienti che non capiscono, oppure che è colpa della concorrenza a basso costo, o degli abusivi, o colpa della troppa concorrenza. Oppure, in calcio d’angolo, si giustificano dicendo che se un competitor ha più successo è perché ha gli agganci”.

E cosa dovrebbe fare, in realtà, un imprenditore?

“Nessuno ti impedisce di farti conoscere! [sorride] Nel senso che se gli altri hanno le conoscenze, chi ti impedisce di fare delle azioni che ti consentano di far conoscere anche te? Nessuno ti impedisce di costruire i tuoi agganci”.

Quindi puntare sulle relazioni pubbliche?

“Il marketing è costruire la propria reputazione e avere un piano di relazioni pubbliche, non solo fare volantini o produrre video da postare su facebook. Il vero marketing non è mai legato alle promozioni o ai post sui social”.

E allora qual è la ricetta del vero marketing?

“Quello che ti porta al successo – soprattutto una piccola attività – parte dal posizionamento della stessa, prosegue con la creazione di un brand unico e specializzato, continua con la diffusione di questo brand attraverso la creazione di contenuti e pubbliche relazioni, e si chiude con le strategie di marketing a risposta diretta”.

Ti sei specializzata nella cura di saloni per acconciature e centri estetici. Ma come hai costruito questa specializzazione?

“Be’, sono già diversi anni che mi occupo, con il mio staff e con i colleghi, di studiare caso per caso, le esigenze di ciascuna attività. Per la verità è cominciato quasi per caso. A 30 anni ho vissuto l’anno zero. [sorride ancora] 

In che senso?

“Allora, io sono sempre stata una grande appassionata del marketing, l’ho studiato all’università e mi sono specializzata a un master dello Ied, l’Istituto europeo del design. Sono marchigiana ma vivo a Torino da molti anni. A Torino ho lavorato nell’agenzia di pubblicità che si è occupata delle Olimpiadi e che aveva clienti come Ducati o il Torino film festival quando lo dirigeva Moretti. Fino a quando nel 2008 c’è stata la grande crisi a livello mondiale. È stato quello il momento in cui si sono affacciate all’agenzia anche le piccole attività, non più solo le grandi realtà. Le micro imprese italiane che sull’orlo della crisi cercavano la soluzione per non chiudere. Il problema è che l’agenzia era specializzata in pubblicità e i piccoli clienti non ottenevano risultati. Lì per me è stato uno shock. Che fare, dunque? Continuare nella pubblicità o cambiare? E così decisi di licenziarmi. Subito dopo ho scoperto di essere incinta, ma non mi sono abbattuta. Credo nel marketing e mi sono rimboccata le maniche: mi sono concentrata nello studio. Poi mi sono trasferita in periferia e lì il destino mi ha fatto incontrare una cara amica che – guarda caso – era una parrucchiera. Lei mi ha chiesto di darle una mano e io ho potuto sperimentare il marketing a risposta diretta. Le cose sono andate anche oltre le nostre aspettative e il successo ottenuto si è moltiplicato con altre realtà. Così nel 2015 ho scritto il primo libro, ‘Da parrucchiere a hairstylist di successo’, che ha venduto 3mila copie!”.

Quindi il successo del metodo ti ha consentito di metter in piedi la tua impresa…

“Sì, esatto. Adesso siamo 2 soci, realizziamo eventi, consulenze private e otteniamo la soddisfazione di clienti felici con ritorni importanti. Siamo convinti che occorra studiare a fondo ciascuna realtà, pianificare un intervento e non puntare solo sulle emozioni. Il nostro cliente ha finalmente capito come si fa l’imprenditore! Il parrucchiere non è solo l’artista o l’artigiano”.

Ma il segreto del vostro successo – oltre a questo – qual è?

“Sicuramente il fatto di essere corretti. Se capiamo che non possiamo lavorare con un cliente siamo anche quelli che restituiscono i soldi. Noi non abbiamo agganci con aziende fornitrici di prodotti, siamo autentici e senza interessi”.

Che tipo di cliente occorre essere?

“Abbiamo prodotto molti materiali gratuiti che il cliente deve leggere, poi occorre partecipare a un corso fatto da noi una volta l’anno prima di arrivare alla consulenza”.

E il prossimo corso quando si svolge?

“Ogni anno il corso – che dura 2 giorni – si svolge a Bologna e in quella sede chi partecipa riceve un’offerta per una consulenza strategica di un anno. Poi è sempre il cliente a decidere se e come proseguire”.

Il marketing non serve a un c…o. Come far conoscere il tuo salone di acconciature o centro estetico senza cadere nella trappola dei guru della formazione

è anche il titolo dell’ultimo libro, scritto a quattro mani con Emiliano Lemma.

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