Abbecedario politico. Il buco nero del drago: Hong Kong chiede aiuto all’Occidente

Abbecedario politico. Il buco nero del drago: Hong Kong chiede aiuto all’Occidente

di Angelo Ivan Leone

Quello che sta accadendo a Hong Kong da parecchi mesi a questa parte ha dello straordinario e dell’epico insieme. Eppure la logica che ci anima deve essere sempre ancorata alla realtà a qualunque costo, evitando di guardare il mondo attraverso gli occhiali rosa del romanticismo, come solevano dire i professori tempo fa.

Pertanto dobbiamo sostenere che quanto succede nell’ex colonia inglese è la prima vera battuta d’arresto per il dragone cinese

che era stato dipinto, fino ad oggi, come il nuovo padrone del mondo e la Cina come la nazione candidata a contendere agli Usa la leadership imperiale nel pianeta e, secondo molti, a prenderne le redini in un più o meno prossimo futuro. Ora questo dragone deve affrontare con Hong Kong la prima sfida che gli si presenta nell’epoca attuale della postmodernità.

L’apparato del partito che detiene il potere in Cina, che si chiama ancora – è bene ricordarlo – comunista, è incerto su come affrontare il problema che si va ingrossando sempre più.

Nato come semplice movimento di protesta verso una legge, il movimento dei giovani contestatori ad Hong Kong è già arrivato a chiedere le dimissioni dell’attuale governatrice di stretta osservanza filocinese e a chiedere l’aiuto dell’Occidente.

Eccoci, quindi, dinanzi alla seconda grande figura di questo affresco storico odierno. Da una parte abbiamo il buco nero con il dragone che non sa se può reprimerlo come fece ai tempi di Piazza Tienanmen, e dell’altra l’Occidente anch’esso incerto se accettare la parte di paladino e di difensore dei diritti individuali e della persona che la storia gli ha assegnato e che si è arrogato nel corso del tempo, soprattutto dalla fine della Seconda guerra mondiale in poi.

Bene a questo nostro Occidente, tanto vituperato, abbiamo il dovere di ricordare che se siamo quello che siamo lo dobbiamo proprio al fatto che abbiamo difeso la libertà individuale e del singolo contro tutto e tutti, anche quando si trattava di essere contro noi stessi, come l’affaire Watergate in Usa e l’affaire Moro da noi, stanno a dimostrare e a testimoniare.

L’Occidente è fondamentalmente questo: la libertà e la sua difesa a qualunque costo

e non quella sporca dozzina di modi di far soldi che i cinesi hanno copiato unendo ai “lati peggiori della società comunista, tutti i lati peggiori della società capitalista” come ci ricordò uno che conosceva bene entrambe come Massimo D’Alema. Alla nostra tanto sbertucciata liberaldemocrazia i giovani di Hong Kong si affidano, sperando che l’Occidente non faccia come fece nel ’56 a Budapest, dove “il mondo è rimasto a guardare sull’orlo della fossa seduto” ad aspettare i cadaveri dei martiri passare.

La lotta contro il dispotismo orientale,

di qualunque veste si ammanti, contro la libertà del singolo e la sua difesa dell’Occidente, dunque. E’ una sfida vecchia di quasi 3000 anni e va avanti dai tempi dei Persiani contro i Greci e mi sembra l’abbiamo sempre vinta, non vedo perché questa volta dobbiamo tirarci indietro o, peggio ancora, arrenderci alla nuova satrapia.

[ph. Wired]

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.