Turismo in Italia: vale 232miliardi di euro. Ecco i dati di Bari presentati da Danilo Beltrante

Turismo in Italia: vale 232miliardi di euro. Ecco i dati di Bari presentati da Danilo Beltrante

di Marilena Rodi

Duecentotrentadue miliardi di euro. Partiamo da qui.

Stando agli ultimi dati 2018 elaborati dal World Travel & Tourism Council (Wttc), il turismo in Italia oggi vale 232miliardi di euro, cioè il 13,2% del Pil nazionale.

A fornirci questi dati è Danilo Beltrante, imprenditore di successo nel settore del turismo extralberghiero che, avvalendosi della collaborazione del Centro studi turistici di Firenze, ha realizzato un report per ogni città visitata durante il suo tour – Revolution tour – tuttora in corso.

“Sì – riferisce Beltrante – la nostra società ‘Vivere di turismo’ sta facendo omaggio a tutti i partecipante del nostro Revolution tour, di un report con tutti i dati relativi al turismo nella città specifica che di volta in volta andiamo a toccare. Questo significa che il nostro omaggio comprende sia i dati ufficiali – cioè quelli delle strutture ricettive propriamente dette – sia quelli non ufficiali, cioè quelli relativi al fenomeno Airbnb. È stato fatto un lavoro enorme, ma grazie al Centro studi abbiamo messo in ordine una mole di dati riuscendo a leggere trend interessanti per l’Italia”.

Cosa dicono questi dati?

“Se ci riferiamo all’Italia – spiega Danilo Beltrante, peraltro a capo della catena Family apartments – l’Italia vive già di turismo. Questa è la notizia”.

Cioè?

“Con riferimento ai dati 2018, il turismo è cresciuto in Italia del 3,2%. La crescita è avvenuta a un ritmo di ben 2,3 punti percentuali superiore rispetto all’andamento del Pil nazionale (+0,9%). Ma non finisce qui: l’industria dei viaggi è il secondo settore economico più importante della nazione, restando dietro solamente al comparto retail (14,4%). In altri termini, il settore del turismo ha superato settori che, da sempre, sono i pilastri economici dell’Italia, come le costruzioni (11,4%) e la salute (11,2%). La crescita del turismo è costante ed esponenziale, anche in un periodo di massima recessione come questo. Il turismo è in netta controtendenza, registrando un trend positivo clamoroso, in Italia ma anche nel mondo”.

Cosa significa tutto questo?

“Significa che il turismo è l’unico settore in grado di crescere costantemente, anche nei periodi di crisi. In Italia il turismo è la seconda voce del Pil: cogliendo le opportunità del settore extralberghiero, possiamo farlo passare velocemente al primo posto. Ma c’è un ma. Per poter cogliere al meglio questa opportunità, occorre essere pronti: pronti alla crescita, al cambiamento, all’evoluzione. Occorre avere la giusta predisposizione per poter costruire la propria attività, trovare nuovi clienti, posizionarsi sul mercato, gestire marketing e vendite”.

E per fare tutto questo hai inventato il metodo Vivere di turismo…

“Esatto. Ma il metodo di Vivere di turismo è quello che io per primo ho sperimentato. Ero solo uno studente quando sono partito dalla Puglia per studiare a Firenze. Lì, per mantenermi gli studi, ho cominciato a gestire le camere per gli studenti, poi un b&b accanto all’immobile dove vivevo e via dicendo. I proprietari si sono fidati di me e io, lavorando sodo, sono cresciuto. Ho sperimentato tutto sulla mia pelle e posso dire che funziona. E sono anche convinto che se hai una chiara visione, i risultati non tardano ad arrivare”.

Danilo Beltrante non è ancora quarantenne e gestisce una realtà economica in grado di fatturare circa 3milioni di euro all’anno.

Il Revolution tour di Danilo Beltrante a Bari, giovedì scorso

Parliamo un po’ dei dati della città di Bari. Su cosa possiamo seriamente riflettere?

“Allora, i dati di Bari ci dicono che c’è stata un’evoluzione negli ultimi 5 anni. Nel 2014, per esempio, gli esercizi ricettivi erano 154, a fine 2018 erano 260 con una variazione del 14%; mentre i posti letto sono passati da 6.064 del 2014 a 6.781 del 2018. Di questi dati, il 74,2% si riferisce al settore alberghiero, il restante 25,8% all’extralberghiero (che è cresciuto tantissimo). Ma se volessimo tracciare una sintesi dell’andamento barese direi questo (che è poi quanto emerso dalla lettura dei dati): l’ambito alberghiero si è mantenuto costante negli ultimi 5 anni, mantenendo lo stesso numero di posti letto e di esercizi ricettivi (il 70% di questi sono 4 e 5 stelle); quello extralberghiero è quasi raddoppiato. Nel 2014 gli esercizi extralberghieri erano 174, a fine 2018 erano diventati 220; i posti letto sono passati da 977 a 1.752”.

Com’è organizzata la presenza dell’extralberghiero a Bari?

“I dati ci dicono questo: il 15,6% è rappresentato da affittacamere; il 10,3% da case vacanza; il 7,1% da casa per ferie; il 63,8% da b&b (altre strutture 3,1%)”.

E della domanda turistica a Bari, quindi, cosa possiamo dedurre?

“Nel 2018 le presenze hanno sfiorato le 839mila unità con una permanenza media di quasi 2 giorni in città; i flussi turistici sono per quasi il 60% italiani. Ma è interessante notare come l’extralberghiero abbia risposto alla domanda del viaggio di lavoro: sono aumentate le notti di permanenza sul territorio perché chi viaggia per lavoro preferisce le stanze private (cioè quelle non in hotel, ndr). Questo dato, infatti, risultava essere del 25% nel 2014, e del 74% a fine 2018”.

Cosa apprezza maggiormente chi viaggia e sceglie l’extralberghiero a Bari?

“In generale possiamo dire che vengono apprezzati sicuramente il servizio di connessione internet, il riscaldamento, l’aria condizionata, e l’asciugacapelli in primis. Poi la cucina, il parcheggio, e la lavatrice”.

Nelle principali città italiane turistiche si sta assistendo a uno svuotamento dei centri storici, ovvero: i residenti preferiscono abbandonare il centro storico in favore dei turisti. Forse perché è difficile conciliare i tempi del turismo con quelli della vita quotidiana. Su cosa possiamo riflettere?

“Sul fatto che occorra organizzare il territorio. Sarebbe utile e perfetto se si redigesse un piano urbanistico che tenesse conto dei flussi turistici e li conciliasse con i residenti. Così come è stato fatto all’estero”.

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