Abbecedario politico. La destra italiana (Com’era, com’è e come potrebbe diventare)

Per la rubrica ‘Abbecedario politico’. La destra italiana (Com’era, com’è e come potrebbe diventare)

di Angelo Ivan Leone

In ordine alfabetico.

Forza Italia

Spettro di quel che era, passata dai tempi gloriosi in cui si governava il Paese oggi non riesce nemmeno a governare se stessa.

Erano gli anni ’80 quando il berlusconismo rampante prese l’avvio

per creare questa idea politica, oggi che gli anni ’80, che in Italia è bene ricordarlo, non sono mai finiti, sembrano essere diventati una sorta di festival del “come eravamo”, questo partito che riesce a fare di un Toti un dissidente e di una Mara Carfagna una eroina, merita quel che si disse della Repubblica di Salò ai tempi:

muore male, ma nacque peggio.

Politicamente è indecisa, combattuta (parafrasando Battisti), tra abbracciare la Lega o la vita. Dai tempi di Craxi e il suo decisionismo, passando al cesarismo televisivo del Cavaliere, quando ancora lo era, ora si dibatte se accettare la corte del maestro del Papeete. Ricordando che da quelle parti i maestri erano ben altri, come dimenticare il maestro venerabile Licio Gelli? Per ora il Silvio nazionale ha risposto picche alla corte del nuovo maestro. Visto che un no, ogni tanto, riesce a dirlo persino lui? Che cattiveria, il mondo.

Matteo Salvini

In politica conta solo una cosa: governare.

Chi governa può cambiare, chi non governa non cambia niente.

Salvini, dopo aver azzeccato tante mosse, a questo giro si è fatto male da solo. Era inevitabile dovesse succedere, perché è tipico dei giocatori che sono abituati a vincere spesso, il fatto di non poter credere alla possibilità che esista anche la sconfitta. Ha pensato di poter aprire la crisi di governo che poi lo avrebbe portato direttamente alle elezioni che avrebbe, secondo i suoi calcoli e i sondaggi, vinto a mani basse con o senza gli alleati di destra. Tutto questo è stato alla base della sua decisione di staccare la spina al governo. Il problema è che non ha fatto i conti con gli altri. Una cosa che ci insegnavano, fin da ragazzini, i nostri vecchi è che:

“nel mondo si va con un pugno per darle e un sacco per prenderle”

ed era, quindi, naturale che gli altri, tutti gli altri, avrebbero fatto di tutto per dargliele. Ha perso la scommessa di andare alle elezioni e ha iniziato a perdere quel consenso, in gran parte virtuale, che aveva nei sondaggi. Così anche la parte destra del parlamento, dove c’erano i suoi possibili alleati, ha iniziato ad attaccarlo finendo per essere attaccato dai suoi sodali nella stessa Lega che lui aveva portato dal 3-4% al 34% delle europee.

In politica, come nella vita, si dovrebbe sempre ricordare che la gratitudine non è di questo mondo.

Infine, per chiudere con Salvini: io non ho mai visto un Mussolini in lui, ma adesso che ha preso la prima grande sconfitta vedo tanti: Dino Grandi, Badoglio e Vittorio Emanuele, intorno a lui.

L’orda degli avvoltoi e degli sciacalli nonché dei traditori è suonata e, in queste cose, la destra è maestra.

Basti ricordare quello che avvenne l’8 settembre del 1943 in Italia con quella vergogna nazionale del re e di Badoglio felloni e fuggiaschi che da Roma scapparono a Pescara e poi a Brindisi, dando la stura a quel “tutti a casa” con cui si coprirono e ci coprirono di ridicolo e vergogna dinanzi al mondo intero. Non penso che a destra si sia già all’8 settembre, ma che si stia iniziando a consumare un 25 luglio, sempre del ’43, quando Dino Grandi mise in minoranza Mussolini dando i “pieni poteri” al re, sicuramente sì.

Nuova Destra

Quello che potete vedere in questo filmato è il potere italiano visto senza veli.

Molti hanno scritto che Boldrin in questo filmato è squallido. Classico atteggiamento di chi guarda il dito quando si indica la luna. Squallido è il potere italiano, la classe padrona, per citare un famoso libro di Eugenio Scalfari, vista dal di dentro.

Boldrin, da cui mi separano tantissime cose: pensiero, famiglia politica, terra di appartenenza, idee per il Paese e visione globale del mondo, in questo caso ha pienamente ragione. Si è semplicemente limitato a dire quello che è nella realtà.

Concludo dicendo che la tragedia dell’Italia e della destra italiana, in particolar modo, è che a guidarla c’è uno come Salvini, almeno al momento, e non un Boldrin. Questa è una tragedia perché non lo è solo per la destra, ma anche per la sinistra perché con una destra di tal fatta, la sinistra non ha alcun bisogno, almeno nella testa dei suoi miopi capi, a essere e diventare migliore. E’ un po’ come quando c’era Berlusconi, che, tra l’altro, c’è ancora. “E’ un circolo vizioso che diventa virtuoso al contrario” Corrado Guzzanti, in Giulio Tremonti che è, infine, l’unica cosa vera che ha detto Giulio Tremonti, detta dal suo satiro.

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