‘Samara challenge’, la nuova tendenza del branco: aggredire il singolo per ridere della sua paura

‘Samara challenge’, la nuova tendenza del branco: aggredire il singolo per ridere della sua paura. Il malessere lascia spazio a noia e insoddisfazione

Si chiama Samara challenge ed è la nuova tendenza nata nelle notti estive dei giovani e trae ispirazione dal film horror The ring.

L’obiettivo è quello di mettere paura per gioco. Come? Attraverso il travestimento: indossando, cioè, le sembianze di Samara Morgan,  la bambina protagonista del film diretto da  Gore Verbinski con Naomi Watts, e mettendo paura ai passanti.

“E’ già diventata virale in tutta Italia, e ora anche in Puglia, la cosiddetta Samara challenge, un gioco che si sta diffondendo attraverso i social che consiste nello spaventare i passanti e fuggire senza essere presi, travestendosi come la protagonista di un famoso film horror, con un abito bianco e una parrucca con lunghi capelli neri a nascondere il volto”.

A spiegare la tendenza è il presidente dell’Ordine degli psicologi di Puglia Antonio Di Gioia, che invita a non dare troppa enfasi a questo gioco che sta spopolando tra i giovanissimi e che rischia di diventare pericoloso.

“Ancora una volta – spiega Di Gioia – è il branco ad aggredire il singolo, con il solo scopo di spaventare l’altro e deriderlo. Non possiamo immaginare però con quali modalità possa essere fatto, la polizia non esclude l’utilizzo di armi pericolose”.

Il presidente dà una interessante chiave di lettura di questo ‘gioco’: “Allo stesso tempo – prosegue – è spaventato anche chi mette in atto il gioco travestendosi, tentando di esorcizzare la propria paura attraverso l’adrenalina che nasce dalla reazione incognita del passante: c’è chi può spaventarsi molto e basta, o chi può reagire anche in modo violento e aggredire fisicamente gli autori, come già successo in altre città italiane”.

“C’è – aggiunge – la voglia di esorcizzare la paura di chi mette in atto questo gioco, vedendola negli occhi dell’altro, ma nello stesso tempo la paura si vive.

L’adrenalina sale vorticosamente in un gioco sottile tra desiderio e paura”.

“Occuparsi della gestione delle emozioni – continua Di Gioia – è importante per evitare che, attraverso l’imitazione di questi giochi sui social, si possano vivere sensazioni negative come la paura in maniera non funzionale, scatenando il panico. Per alcuni giovani si sta smarrendo il vero “senso della vita”,

un malessere che lascia spazio alla noia e all’insoddisfazione.

Le emozioni, anche quelle più oscure, sono una componente essenziale nella formazione della personalità di ciascuno e vanno gestite in maniera costruttiva per evitare traumi e situazioni di disagio in età adulta”.

“La prevenzione deve iniziare dalle scuole, bisogna intervenire nel sostegno della genitorialità, sia per gli adolescenti che per gli adulti, in modo tale da mettere al corrente tutti sui rischi reali che qualcosa come un gioco apparentemente innocuo può scatenare”, dice Massimo Frateschi, componente del consiglio dell’Ordine degli psicologi di Puglia.

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