Giuliana Schiavone porta gli abiti dei vip nella sua luxury boutique a Trani. Esposta anche un’opera d’arte

Giuliana Schiavone porta gli abiti dei vip nella sua luxury boutique a Trani. In esposizione anche un’opera d’arte

di Marilena Rodi

Italia-Messico e ritorno passando per gli Stati Uniti e approdando, infine, a Trani.

Giuliana Schiavone, in circa un anno e mezzo ha letteralmente sconvolto la sua vita – girando il mondo – e adesso si dedica a un progetto di bellezza che mette insieme arte, moda, musica e design. È nato a Trani, infatti, il progetto Rio Lagartos Luxury Boutique, curato e realizzato interamente da Giuliana, di rientro dal Messico.

“È iniziato tutto a Cancun, con un volo perso e una tappa forzata. Se ci penso mi vengono i brividi. È stato a Cancun che mi sono innamorata di Camilla, il primo marchio che poi ho scelto per la mia boutique”.

È un pomeriggio di inizio settembre, facciamo tappa a Trani e non possiamo mancare all’appuntamento con Giuliana, che durante la nostra chiacchierata racconta ‘il caso’. Il suo.

“Sai Mari, non avevo considerato questa sponda del mondo dell’arte e della moda, mi ci sono ritrovata naturalmente, certo, ma non immaginavo minimamente che sarebbe successo tutto questo. Per un anno ho vissuto in Messico, dopo il trasferimento da Memphis, e ho insegnato all’Università”.

Giuliana Schiavone è un critico d’arte, musicista e curatrice; vive nel mondo dell’arte da quando ha scoperto la sua sensibilità per il bello, e la sua vita, finora, è stato un susseguirsi di tappe in questo ambito. Per la nostra redazione Giuliana cura, infatti, la rubrica ‘Culture parallele’, una sorta di viaggio nella bellezza delle culture lontane eppure vicine, accomunate da valori e tradizioni simili.

“Tutti mi hanno chiesto perché sono tornata. Io ho risposto a tutti: ‘perché no?’.

Tornare significa anche darsi un tempo per ridiscutersi, rimettersi in discussione. Quando sono partita per gli Stati Uniti ero in grado di comunicare in inglese. Poi con mio marito ci siamo trasferiti in Messico e ho dovuto, da subito, imparare un’altra lingua, lo spagnolo, e impararla in fretta, perché dovevo insegnare. Così ho azzerato e ricostruito più volte me stessa in questo viaggio per il mondo”.

La storia di Giuliana potrebbe sembrare quella di molti giovani italiani, con la valigia in mano e pronti a inserirsi in contesti culturali differenti da quelli italiani. “In Messico stavo bene – prosegue Giuliana – e se abbiamo deciso di tornare in Italia era anche per dare l’opportunità di imparare l’italiano a Julio (suo marito, ndr)”. Ride lei, mentre ci racconta questo, e nei suoi occhi leggi la stanchezza per le tante suggestioni collezionate finora, ma la voglia di realizzare un sogno: quella di costruire qualcosa con le sue mani che la soddisfi. “Ho scelto Trani perché è una cittadina a dimensione d’uomo, è vivace dal punto di vista culturale e ricettiva. E poi mi è piaciuta da subito la location, la cercavo proprio così”.

Rio Lagartos a Trani su corso Cavour

Allora veniamo al progetto fashion boutique. Hai scelto di far dialogare la moda con l’arte in quello che proponi, e il design con l’architettura nello spazio che accoglie. È la tua seconda casa questa, vero?

“Be’, come ho detto, la location mi ha conquistata subito. Le dimensioni raccolte, il pavimento mosaico, le volte alte, la pietra viva, la posizione. Era esattamente come l’avevo immaginata quando ho scelto di esporre Camilla in Italia”.

Camilla è un marchio famoso soprattutto tra i vip dello spettacolo..

“Sì, Jennifer Lopez indossa Camilla, per esempio, ma pure Robbie Williams, Catherine Zeta-Jones, giusto per fare qualche nome del jet set internazionale. Ma io l’ho scelto perché mi ha entusiasmato da subito: i tessuti, i modelli, lo stile carico di evocazione.. ogni volta che indossi un capo Camilla immagini subito dei contesti. Viaggi con la fantasia, insomma”.

E poi hai un altro marchio in boutique, giusto?

“Sì, Ultrachic. Si tratta di un marchio interamente italiano, progettato e prodotto in Italia, che nasce a Milano. È un “ready-to-wear chic, colorato e ludico a prezzi accessibili”, come ha scritto la rivista di moda ‘Fashion network’. Nato nel 2006, il marchio milanese ha collezionato un successo che gli ha permesso di aprire un negozio monomarca proprio a Milano e di essere venduto nel mondo grazie all’e-commerce. Ultrachic ha un taglio più artistico e più metropolitano, per questo l’ho scelto. Gli abbinamenti ti proiettano al lavoro in una grande città così come in un contesto come quello di Trani, chic ma dalle dimensioni vivibili”.

Allora, modella per un pomeriggio. Cosa indosseresti se dovessi: 1) partecipare a un cocktail; 2) a una serata a teatro o cena di gala; 3) se dovessi vivere il quotidiano.

[ride]

“Ecco qui. L’abito lungo in seta di Camilla per la soirée e l’abito corto in seta per l’incontro mondano pomeridiano; pantalone/maglioncino/spolverino Ultrachic, invece, per il lavoro”.

Ma se le clienti avessero bisogno di una personal shopper?

“Eccomi. Posso suggerire soluzioni per ogni esigenza e accompagnare la cliente nel suo viaggio personale nel mondo della moda. Peraltro sto programmando una serie di iniziative che renderanno la mia boutique un piccolo atelier”.

Giuliana ha scelto un’opera di Michele Giangrande, ‘American psycho’, un’opera in silicone del 2017, per la sezione artistica con la quale ha desiderio di arricchire la sua galleria formato bomboniera.

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