Crisi risolvente (?) Il governo s’ha da fare per evidenti grigi interessi di bottega?

Crisi risolvente (?) Il governo s’ha da fare per evidenti grigi interessi di bottega?

di Pino Gadaleta

Viviamo in un Paese dove si verificano le cause e non gli effetti (Il Barone rampante-Italo Calvino)

Nella vita politica italiana le maggioranze governative si sono formate sulla base di alleanze conformi a programmi e affinità politiche tra i Partiti; ma non sempre è stato così.

Fu Agostino De Pretis, che sedeva nel Parlamento a sinistra, con i suoi governi tra il 1876-1887 a inaugurare la formazione di governi che, superando la tradizionale distinzione tra destra e sinistra, si basavano sul soddisfacimento d’interessi più conformi alla gestione sic et simpliciter del potere.

Una fase che è passata alla Storia come trasformismo

(termine mutuato da un discorso a Stradella del 10 ottobre 1875 dallo stesso De Pretis) che poi fu adottato come metodo per la formazione dei governi da Crispi e Giolitti che aggiunsero a questa prassi la concessione di favori ai capibastone locali.

Con la caduta del Muro di Berlino prevalse la tesi della Fine dell’ideologie,

di conseguenza il pragmatismo si impose nella formazione dei governi anche politica italiana. A ben vedere la Fine dell’ideologia è coincisa per quella di matrice marxiana mentre si è l’affermata, invece, con la Finanziarizzazione dell’economia quella neoliberista.

La Finanziarizzazione dell’economia ha travalicato frontiere e condizionato pesantemente i vari governi “democratici” falsamente, deideoligizzati.

L’ideologia tipica della Sinistra politica è stata soppiantata da quella liberista che con la tesi del risanamento dei bilanci statali ha contribuito a massacrare il Welfare e ridimensionare pesantemente i redditi fissi.

I risultati più evidenti

sono l’aumento delle disuguaglianze, dei flussi migratori, di egoismi nazionalistici (sovranismi), uno sfruttamento più razionale e pervasivo delle risorse del Pianeta. Poi l’evolversi della tecnologia digitale, e non, ha contribuito al progresso, ma nel frattempo a esercitare nuove e più sofisticate tecniche di controllo e manipolazione sociale e lavorativo sui cittadini.

Temi questi che dovrebbero entrare in un’agenda politica di governo

per essere affrontati e risolti nell’interesse dei cittadini (non dimentichiamo che il 20% dei cittadini possiede l’80% delle ricchezze del Paese).

Il governo Conte bis, se nasce, dietro le verbali e roboanti dichiarazioni sull’interesse del Paese, è frutto di equilibri di potere per soddisfare l’esigenza di conventicole e camarille politiche annidate all’interno dei Partiti che temono la consultazione elettorale, aggravato dal fatto che l’attuale rappresentanza politica è più cooptata che liberamente scelta dall’elettorato.

Non deve sorprendere quindi che un medesimo Presidente del consiglio può dirigere due diversi governi formati da forze politiche fino a ieri trincerate all’opposizione con veemenza di linguaggio e dichiaratamente alternative tra loro, specialmente la base grillina che vuole fare i conti con i loro eletti che hanno ceduto su molti fronti delle loro aspettative iniziali.

Il governo che sta per nascere tra Pd e 5S ha una sua causa specifica, cioè l’esigenza dei rispettivi gruppi parlamentari di mantenere la seggiola ai propri deputati che sarebbe resa aleatoria da una nuova tornata elettorale.

In altri tempi si sarebbe parlato di scelta politica qualunquista e di governo milazziano; linguaggio di altri tempi, ma in cui la Politica era ispirata da una sana ideologia, e i programmi di governo erano esigenze reali delle classi sociali di riferimento da soddisfare.

Quali saranno gli effetti di questo governo? Certamente fermare l’ascesa della destra sovranista filo secessionista e tardocapitalista, e una ricollocazione dell’Italia più conforme agli interessi della Ue a trazione franco-tedesca.

Sugli altri punti, fine delle disuguaglianze, gestione efficace dei flussi migratori, rilancio dell’economia a vantaggio dei redditi fissi e disoccupati, soluzione della questione meridionale, gli effetti previsti da questo nascente governo saranno come sempre di natura più verbale che concreta.

C’è un rischio che ha in nuce questo governo: il suo fallimento avrà l’effetto di consegnare l’Italia per un ventennio alla destra e non sarà una passeggiata e il politicamente modesto Salvini rivalutato dai consensi dei delusi.

Questa rischia di essere la svolta che intende Zingaretti?

Il governo s’ha da fare è auspicato dalle cancellerie europee e da evidenti grigi interessi di bottega.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.