Imprenditore o prenditore? Il mediocre tende a essere presuntuoso e arrogante e dimentica chi lo ha aiutato

Mediocri e arroganza. Come si fa a riconoscere il presuntuoso che dimentica chi lo ha aiutato? Intervista a Fabrizio Cotza

di Marilena Rodi

“I mediocri, quando c’è molto lavoro, tendono a diventare presuntuosi e arroganti”.

Una frase lapidaria che suggerisce molte interpretazioni, da quella che viaggia sul versante umano-antropologico a quello che suggerisce la parola economia, e quindi imprenditore. La citazione è di Fabrizio Cotza, un consulente aziendale che da anni vive per sovvertire il sistema di approccio al lavoro degli imprenditori. Con il risultato che lavorare meno e meglio aiuta a essere più produttivi e quindi redditizi. Attenzione, dunque, al paradigma culturale: se si è più produttivi si diventa più redditizi. E non il contrario. Non dobbiamo scambiare l’effetto per la causa, in sostanza.

Fabrizio ha fondato l’Accademia degli imprenditori sovversivi e ogni giorno il suo mantra è la qualità della vita, il benessere mentale e poi professionale. Ma per raggiungere la vetta del benessere occorre fermarsi, riflettere, farsi aiutare e/o guidare, prendere consapevolezza di chi è oggi l’imprenditore e poi ripartire.

Ma torniamo alla citazione, che ci ha colpito particolarmente. La riflessione ad alta voce di Cotza – come spesso fa, del resto – partiva dalla considerazione: imprenditore o prenditore? Così lo abbiamo raggiunto e intervistato.

Fabrizio, “Il vero imprenditore lo vedi nel momento dell’abbondanza”. Vogliamo spiegare meglio?

Significa che la qualità vera di un imprenditore viene fuori nel momento in cui le cose vanno bene, il fatturato cresce e gli utili sono importanti. Perché in quella fase ci possono essere due diverse reazioni.
La reazione dell’imprenditore illuminato, che rimane fermo sui propri valori e continua a rispettare coloro che lo hanno aiutato a ottenere quei risultati.
Oppure la reazione dell’imprenditore mediocre, che sente di non aver più bisogno di nessuno e inizia a trascurare i collaboratori e i clienti storici, tradisce i vecchi fornitori alla ricerca di un piccolo sconto in più (dimenticando i favori ricevuti in passato) e soprattutto smette di investire sulla sua crescita e su quella aziendale.
Inutile dire che, a fronte di un momentaneo successo, nel lungo periodo pagherà a caro prezzo questo comportamento, soprattutto in un mercato in cui gli alti e i bassi si fanno sempre più frequenti e improvvisi.

Esiste, dunque, una sorta di dna dell’imprenditore umile o illuminato? Come si riconosce?

Dal fatto che è riconoscente, soprattutto nei confronti di chi ha fatto in passato dei sacrifici per lui. Purtroppo l’imprenditore mediocre soffre di quella che chiamo “l’amnesia selettiva”: ricorda per anni e nei minimi dettagli quello che gli conviene ma dimentica istantaneamente quello che gli altri hanno fatto per lui.

Chi è l’imprenditore sovversivo?

È un imprenditore che non è disposto ad adeguarsi a un mondo di merda per diventare una mosca di successo. Ovvero non antepone mai il “business” ai valori fondamentali che dovrebbe avere un essere umano, come ad esempio il rispetto o l’onestà. A partire da se stesso. Perché molto spesso gli imprenditori trascurano soprattutto il proprio benessere per l’azienda, mentre l’Imprenditore sovversivo fa in modo che l’azienda sia sempre uno strumento per migliorare la vita di tutti coloro che ci lavorano all’interno.

L’Italia è il paese delle piccole e medie imprese. Da quando ha fondato l’Accademia degli imprenditori sovversivi le è mai capitato di dover fare dei distinguo in termini di provenienza geografica? Voglio dire, ci sono differenze caratteriali in base a dove uno nasce e si forma?

Alla nostra Accademia di Imprenditori sovversivi si iscrivono persone di tutta Italia, quindi noto facilmente alcune differenze. Quelli del Nord faticano molto di più a prendersi degli spazi per loro stessi o per le loro famiglie e tendono ad avere rapporti più distaccati e formali con i collaboratori (il che non vuol dire peggiori). Gli imprenditori del Sud sono senza dubbio più calorosi e portano un’energia diversa in Accademia, ma sono meno rigorosi nell’applicare ciò che apprendono in aula o nel fare gli esercizi pratici che consiglio dopo ogni incontro. Questo si riflette spesso in una maggiore disorganizzazione interna, che poi impatta negativamente sugli utili a fine anno, perché sono fonte di grandi sprechi occulti.

Le persone di valore creano imprenditori di valore? È così?

Assolutamente sì, almeno per quello che riguarda il nostro approccio di gestione aziendale, in cui i comportamenti vengono sempre prima delle competenze tecniche e la serenità nell’ambiente di lavoro viene prima di ogni procedura. Una persona di valore, se possiede le nozioni giuste (in particolare sul controllo dei numeri e sul marketing) quasi sempre crea un’azienda sana. Mentre una persona mediocre nei rapporti umani e poco evoluta caratterialmente incontrerà sempre grosse difficoltà, oppure patirà quei famosi “alti e bassi” di rendimento di cui parlavamo all’inizio. Perché tenderà a “bruciarsi” le relazioni con collaboratori, clienti e fornitori. E questo è un lusso che nessuno ormai può più permettersi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.