Conquistano l’Oro, sono giovani, donne, e del sud. Ma come hanno fatto?

Conquistano l’Oro, sono giovani, donne, e del sud. Ma come hanno fatto? Al di là della storia straordinaria di queste giovani donne, una riflessione sulla forza di reagire

Hanno conquistato l’oro ai mondiali in Corea e l’oro ai campionati nazionali italiani: hanno rispettivamente 14 e 24 anni e in comune hanno un tratto: sono due giovani donne del sud. Quel sud Italia che rivendica anche un tratto caratteriale, la resilienza.

Ci ha colpito la storia di Benedetta Pilato, di Taranto, che qualche giorno fa ci ha fatto esultare per quell’oro ai mondiali in Corea (ma non solo l’oro per la verità), e ci colpisce la storia di Vittoria Bianco, di Putignano (Ba), neo regina dei campionati italiani di nuoto paralimpico.

La prima, un’adolescente che si allena a Taranto – una città che non brilla mediaticamente per i suoi talenti quanto per i suoi limiti – e che trova la voglia e la costanza di farlo per inseguire un sogno. L’altra, una giovane donna, che nelle piscine private di Putignano trova la determinazione per raggiungere il suo obiettivo, nonostante 7 interventi chirurgici e una gamba amputata a causa di un tumore.

Ma come hanno fatto?

La domanda nasce silenziosamente spontanea in chi legge le notizie che le riguardano.

Occorrerebbe provare per credere, verrebbe altrettanto spontaneo replicare. Ma così, evidentemente, non può essere, per cui ci limitiamo a immaginare. E a riflettere.

Cosa c’è nella visione della vita di queste persone capaci di andare avanti nonostante le difficoltà?

Un sogno? Un desiderio fortissimo? Una motivazione smisurata? O la forza di reagire?

Ecco, diremmo che quest’ultima, la forza di reagire, sia come il fondo del barile: quando non hai più alcuna forza per reagire, la forza di reagire è l’unica cosa che ti resta. Vivere o morire.

Si chiama spirito di sopravvivenza. Nella pancia accade qualcosa. È come un pugno sferrato all’improvviso che provoca dolore intenso e quasi vomito; poi si alza lo sguardo e si guarda in alto, laddove le nuvole si rincorrono nel vento e il sole non si ritira mai.. si rialza lo sguardo perché peggio di così non può andare. Negli occhi ancora un alito di vita dal quale ripartire. Il resto sarà solo sopravvenienza attiva.

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