Sonosolostoria. L’autobiografia degli italiani, “Governare gli italiani è inutile”

Per la rubrica Sonosolostoria. L’autobiografia degli italiani. Il regime instaurato da Mussolini e la sua ventennale storia: “Governare gli italiani è inutile”

di Angelo Ivan Leone

La malattia che pervase le classi dirigenti europee non solo italiane dopo la fine della Prima guerra mondiale era quella del terrore per il pericolo comunista che vedevano incarnato nell’Unione sovietica. Dappertutto si cercò di porre freno alla spinta rivoluzionaria dei moti delle classi più disagiate.

In Italia i partiti di massa, popolari e socialisti,

non vennero a un patto ferreo con la classe dirigente liberale creando un vuoto di cui seppe approfittare Benito Mussolini, a capo del suo movimento fascista. Mussolini, ex socialista rivoluzionario, figlio di un socialista anarchico ed ex direttore dell’Avanti, era un personaggio per molti versi carismatico. Egli seppe dare di sé l’immagine dell’uomo d’ordine in quella tribolata Italia del dopoguerra.

Così il movimento fascista, dapprima quasi insignificante,

cominciò a ingrossare le sue file grazie soprattutto ai finanziamenti che gli agrari tosco-emiliani e gli industriali lombardi gli davano affinché si ristabilisse l’ordine, un ordine che, appunto da allora, è chiamato fascista. Mussolini giocò bene le sue carte, ma riuscì a conquistarsi il potere, soprattutto, grazie alla debolezza altrui, parliamo innanzitutto di quella del re Vittorio Emanuele della casa mai rimpianta dei Savoia. Oltre alla responsabilità del re fellone che dimostrerà ampiamente la sua vigliaccheria l’8 settembre 1943, c’erano e ci sono quella dei partiti, dai liberali ai socialisti fino ai popolari.

Una volta divenuto regime, il fascismo non ebbe una caratteristica univoca, poiché sono da rintracciare soprattutto due grandi tipologie di fascismo, avvenute entrambe nel corso del ventennio nero. La prima va pressappoco dal 1924 al 1934 e si contraddistinse soprattutto per la volontà di restaurare l’impianto statale italiano grazie a numerose riforme e non fu caratterizzata da eccessivi spargimenti di sangue. In politica estera, soprattutto, il fascismo fu agli occhi degli alleati europei un pericolo del tutto inesistente e un valido alleato contro l’Urss. La seconda tipologia va dal 1935 al 1945 e fu connaturata da una volontà di formare una società del tutto nuova e da numerose guerre con cui si cercava di imporre un più alto prestigio italiano in Europa con azioni belliche (Etiopia e Albania) o con aiuti militari ad altri Paesi fascisti, come alla Falange franchista in Spagna. Quest’ultima tipologia venne sempre più a essere permeata di un’altra terribile costante:

il passaggio del fascismo a livello internazionale

da uno stato di indipendenza decisionale e politica a uno stato in cui Mussolini era sempre più succube del Fủhrer nazista, con conseguenza che agli occhi degli alleati europei Francia e Inghilterra il fascismo divenne il pericolo numero 2, anzi forse il numero 3 dopo comunismo e nazismo. Con questa sua politica di dipendenza dal nazismo, Mussolini commise errori che sono oramai passati al giudizio della Storia, trascinando il Paese alla rovina in una guerra a cui era impreparato e che non sentiva nemmeno come una guerra per la Patria, ma semplicemente come una guerra ideologica.

Oltre a questo, un altro errore fu l’odiosissima legislazione razziale che venne trapiantata letteralmente dalle follie hitleriane alla realtà italiana che non aveva nessuna cultura razzista.

Mussolini fu sconfitto

perché entrò in un gioco più grande di lui con la Seconda guerra mondiale, ma perse la partita grazie ai suoi errori, soprattutto di politica estera. Se non fosse entrato nel conflitto, la sorte che la Storia gli avrebbe riservato sarebbe stata quella dei Salazar e dei Franco, che morirono sul loro letto dopo aver governato entrambi per quasi mezzo secolo.

Il problema è che Mussolini forse non ci teneva a governare gli Italiani, poiché, come disse a un ministro francese, “governare gli Italiani non è difficile, è inutile”.

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1 commento su “Sonosolostoria. L’autobiografia degli italiani, “Governare gli italiani è inutile””

  1. L’aveva capito persino Mussolini! Oggi più mai si ripresenta lo spettro del fascismo, come se gli italiani volessero solo un padre che si prendesse cura di loro e delle loro manchevolezze, non un serio e responsabile capo del governo. La non partecipazione attiva e democratica genera una sorta di infantilismo che, sotto sotto, piace agli italiani, mammoni per tradizione.
    Il popolo italiano è uno dei più disaggregati al mondo, svogliato in Italia ma impeccabile all’estero. Inoltre, gli italiani non remano mai in sintonia ma con continui contrasti interni, con estenuanti polemiche e discussioni che si avvitano l’una sull’altra; non lavorano per il bene collettivo, ma per l’orticello di famiglia, etc.
    Se Mussollni non fosse stato sconfitto a causa delle sue scelte inopinate a favore della guerra, cui fu costretto da Hitler e che probabilmente avversava, la storia avrebbe preso un’altra piega.
    Ma si sa quest’ultima è scritta sempre dai vincitori e mai dai vinti.

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