Florence Nightingale. Una pioniera dei suoi tempi. Ecco come nacque la Giornata mondiale dell’infermeria

Florence nightingale. Una pioniera dei suoi tempi. La signora con la lanterna”: pietra miliare nell’assistenza infermieristica

di Dora Millaci

Sicuramente molti la conoscono forse però ci sono giovani che non sanno neppure chi sia, benché il suo operato è stato di un’importanza vitale non solo per le persone di allora, ma anche oggi per tutti noi.

Lei è una delle donne che ho inserito nella mia lista di: miti ed esempi da seguire.

Florence nasceva il 12 maggio 1820 a Firenze da facoltosi genitori (da qui il nome). Poco tempo dopo però, assieme alla  famiglia si trasferì in Inghilterra, dove grazie all’agiatezza economica, i suoi genitori  diedero a lei e alla sorella, un’educazione di tutto rispetto. Inoltre  una governante insegna loro musica, recitazione e ballo; ma non basta, William impartisce alle figlie lezioni di greco, latino, italiano, francese, tedesco, storia, filosofia e matematica.

Al contrario della sorella, Florence non era propensa al matrimonio, tanto che respinse ben 3 proposte. A 17 anni dice di sentirsi “chiamata da Dio a servire l’umanità” e a 24 annuncia alla famiglia che diventerà infermiera.

Questa notizia portò decisamente trambusto e frustrazione nella famiglia perché a quei tempi, era impensabile una cosa simile. Nel 1845 dopo lunghi mesi di rovelli ed esacerbanti ansie interiori, rese manifesto ai genitori il proprio incoercibile impulso filantropico. Nonostante tutto il padre nel 1851,  le elargirà una generosa somma annuale arrendendosi all’evidenza, al contrario della madre, che la prese malissimo, ritenendo indecoroso per una ragazza dell’alta borghesia abbassarsi a fare l’infermiera, una mansione a quel tempo equiparata a quella di vivandiera nell’esercito.

Cominciò subito aiutando i vicini, alla fine riuscì a entrare in una scuola infermieristica in Germania, verso il 1850. Al termine degli studi tornò a Londra e iniziò a lavorare in un ospedale di Harley Street, dove venne rapidamente promossa sovrintendente.

Nel 1853 scoppiò la guerra di Crimea e il Segretario di stato per la guerra, Sidney Herbert, decise di chiamarla, dato che la conosceva e aveva risposto in lei ogni speranza nell’aiuto per i soldati.

Era la prima volta che una donna si incaricava di una cosa simile, e Florence riunì più di 30 infermiere di vari ordini religiosi per andare a Scutari, in Turchia.

Qui trovò diecimila soldati in condizioni disumane di sporcizia e di abbandono che si contagiavano l’un l’altro con malattie infettive; mancavano tutte le attrezzature, persino l’acqua era razionata. I rifornimenti rallentati da regolamenti assurdi, e gli alti ufficiali si disinteressavano di truppe divenute inutilizzabili.

La storia da qui è nota: lavorando giorno e notte con il suo seguito, Miss Nightingale impose procedure igieniche e razionali. I comandi militari non tolleravano di veder usurpata la propria autorità. Cercando di sabotare il successo dell’intrusa, definendola un’arrogante, e screditarla presso il suo amico ministro, ma al contrario è appoggiata in patria dal quotidiano «The Times» che narra della “Signora della lampada”.

Le piaceva infatti fare delle ronde di notte con una lampada (una cosa che non faceva alcuna infermiera della sua epoca) per assicurarsi che i pazienti fossero comodi e assistiti nel miglior modo possibile.

La foto della Nightingale con la sua lampada venne pubblicata su vari quotidiani britannici e le diede una grande popolarità.

Quando terminò la guerra e tornò in Inghilterra venne accolta come un’eroina. Lei, però, non voleva la fama, al punto da usare uno pseudonimo per non essere riconosciuta. Usò anche il denaro che le aveva conferito la regina Vittoria per il suo servizio per far costruire un ospedale e una scuola di infermeria.

A 87 anni Florence divenne la prima donna a ricevere l’Ordine di merito del Regno Unito. Tre anni dopo morì nella sua casa di Londra. Il suo funerale fu intimo e semplice, come lei stessa aveva richiesto.

Una donna unica nel suo genere, che ha combattuto per le sue idee, per la sua vocazione e senza la quale molti uomini sarebbero morti, ed è per questo che il 12 maggio, si festeggia  la Giornata mondiale dell’infermeria, per ricordare la donna che aiutò migliaia di persone a dare il cuore in questa nobile professione.

Insomma, un grande esempio da seguire.

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