Lavorat(t)iva-Mente. La nave Italia e l’oceano del nuovo mercato del lavoro

Per la rubrica Lavorat(t)iva-Mente. La nave Italia e l’oceano del nuovo mercato del lavoro

di Eleonora Zizzi

In Italia, oggigiorno come in passato, tante sono le questioni di cui si dovrebbe discutere, tanti i problemi che dovrebbero destare la nostra attenzione, per un maggior benessere di vita.

Il concetto di diritto al lavoro

è sicuramente ampio e articolato, e un po’ di chiarezza andrebbe fatta. Tutti noi, o quasi, siamo coscienti di ciò che cita il primo articolo della Costituzione Italiana, approvata dall’Assemblea Costituente nel lontano ‘47 e tutt’ora, senza grandi emendamenti, in vigore.

“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”.

Sentire queste parole mi riporta al fascino d’altri tempi, di un paese, il nostro, che si stava formando non solo con le leggi, ma anche con i forti idealismi politici, che colmavano l’aria delle nostre case, delle persone semplici, del popolo, che in massa seguiva principi provenienti dall’estremo est dell’Europa.

Nel clima del secondo dopoguerra

la prima necessità era ovviamente lasciarsi alle spalle il regime Fascista e con essa tutte le sue atrocità, contro logiche democratiche e di accettazione delle varie forme identitarie del popolo. I problemi, però, non erano esclusivamente politici. Il progetto primario italiano, in seguito alla stesura della Costituzione, dal punto di vista della sua economia, era la creazione di uno “Stato unico e monolitico”, capace di distruggere la realtà divisionista permanente da tempo, fonte diretta di tensioni economico- sociali.

Si potrebbe affermare, senza nemmeno troppa presunzione, per mezzo di una breve riflessione, che in primis l’Art. 1 è una sorta di atto di denuncia verso la scissione generata di mercato, che vede come soluzione al problema la piena sovranità del popolo.

“Io credo nel popolo italiano. E’ un popolo generoso, laborioso, non chiede che un lavoro, una casa e di poter curare la salute dei suoi cari. Non chiede quindi il paradiso in terra, chiede quello che dovrebbe avere ogni popolo”. Sandro Pertini

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1 commento su “Lavorat(t)iva-Mente. La nave Italia e l’oceano del nuovo mercato del lavoro”

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