Pamela hairfashion riapre: stile Tiffany per il suo nuovo corso. La nuova era del parrucchiere, salone raffinato e multifunzione: “Così rilanciamo l’immagine”

Casamassima, Pamela hairfashion riapre al pubblico e sceglie lo stile Tiffany. La nuova era del parrucchiere, salone raffinato e multifunzione: “Così rilanciamo l’immagine”

di Marilena Rodi

Pamela hairfashion riapre e punta sull’art nouveau per il nuovo corso del suo salone di bellezza.

Ieri sera, all’evento inaugurale, Pamela Cristantielli ha presentato alla città che le ha dato i natali, Casamassima, il suo salone di bellezza completamente rinnovato nello stile e rimodulato nel suo stesso concetto.

Non più open space ma uno spazio ambientato per ciascuna singola esigenza:

dall’accoglienza all’attesa, dalla preparazione del colore alla messa in piega, passando per la comfort zone: una sorta privée riservato ai trattamenti di bellezza complementari. A ogni esigenza, insomma, corrisponde uno spazio dedicato.

Lo stile scelto richiama l’Art nouveau, o Modernismo: uno stile affermatosi in occidente tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento e che negli Stati uniti è stato definito Tiffany.

Alla Audrey Hepburn di Colazione da Tiffany, peraltro, si ispira il privée in cui verranno effettuati i trattamenti di ossigenoterapia o i massaggi al capo.

Cosa identifica, dunque, il Modernismo?

Il Modernismo nacque essenzialmente sullo slancio di una forte aspirazione al nuovo, che è la stessa che si percepisce nel locale di Pamela: “Qui dentro – dichiara ai nostri microfoni – c’è il percorso della mia storia professionale. Dall’esperienza del passato alla fiducia nel futuro”. E infatti, il Modernismo si basa proprio sulla fiducia del progresso e rappresenta storicamente la risposta al degrado delle periferie: il salone di Pamela (casualità cosmica?) sorge proprio in una zona inizialmente periferica della città.

Durante gli anni del Modernismo – a proposito di reazioni e di stili di vita – era fortissima la differenza tra un oggetto industriale (economico e spersonalizzato) e un oggetto artigianale (espressione di qualità, esperienza e cultura): ed è proprio questo, nel nuovo salone di Pamela, che si avverte in tutta la sua forza:

l’intento di abbellire e migliorare la vita della donna moderna, funzionale ma piacevole. Un luogo identitario che connota, appunto, il percorso della sua protagonista.

Ma perché questo stile?

“Spesso l’ispirazione è arrivata di notte (ride, ndr). Abbiamo composto il progetto arredativo – racconta Pamela – partendo da uno smeraldo. L’architetto Giovanni Mastrandrea, poi, ha dato una forma ai miei sogni e pensieri e l’azienda Tekna group Cutrone ne ha reso possibile la realizzazione. La ristrutturazione del locale è durata un mese”.

Il Modernismo, inoltre, puntava al connubio tra funzionalità e decorazione: convivenza di piacevolezza (e quindi percezione della bellezza) con praticità. La bellezza che diventa essenza e concetto di partenza. Da questa esigenza nacque allora il design. Ed è da qui che (ri)parte il salone di Pamela: percezione di bellezza e raffinatezza insieme all’utilizzo pratico dello spazio.

Così cominciamo il tour all’interno.

All’ingresso una mini reception geometrica accoglie il cliente, l’impatto è col bianco della parete in contrasto con l’eleganza del nero del lampadario che evoca un cappello femminile Tiffany.

Nella zona di attesa, due poltroncine blu cobalto abbinate alla carta da parati (anch’essa liberty) e un quadro che richiama una donna con il cappello Tiffany, un tavolino in ferro battuto a forma geometrica e un tocco di verde.

Una parete in ferro battuto ricamato in stile liberty delimita il privée: una sorta di “spazio-non spazio”, come l’ha definita l’architetto, in cui accogliere i trattamenti complementari. Una parete gemella a questa, poco distante, segna il passaggio all’area destinata ai capelli: due poltrone in pelle nera per il lavaggio e la zona di preparazione del colore a vista, come in uno show cooking. Infine, la zona per l’acconciatura: 5 poltroncine in pelle nera illuminate da altrettanti corpi illuminanti che alternano la forma sferica alle onde.

Le pareti sono tinteggiate – in base all’ambiente – con colori freddi e chiari: azzurro o grigio, o carta da zucchero, e in alcuni punti emerge il disegno di un soffione che si lascia sfoltire dal vento. Un segno grafico che evoca leggerezza e spensieratezza. L’ispirazione alla natura è tipica, infatti, del Modernismo, così come la ricerca e l’abbinamento di elementi materici differenti (nel caso di Pamela: carta da parati, velluto, cartongesso, ferro battuto, acciaio etc), così come, ancora, l’accostamento di linee sinuose e ghirigori alle geometrie degli specchi che riflettono l’immagine del cliente.

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“L’esigenza – spiega l’architetto Mastrandrea – era quella di puntare su uno dei punti di forza di Pamela, e cioè il colore, quindi la preparazione a vista del colore per le clienti. Poi la necessità di riservare uno spazio più riservato per altri trattamenti: uno spazio-non spazio in cui la luce entra e riflette all’interno i disegni delle paratie creando un gioco estetico. I quadri, infine, sono stati scelti direttamente da Pamela: dettano la sua personalità. Le sospensioni richiamano l’oggetto d’abbigliamento della donna, il cappello”.

“Il cappello è eleganza – sottolinea Pamela – il cappello è donna, femminilità. In ogni elemento c’è una ricerca che riflette la mia ispirazione, ma l’approvazione finale è dell’architetto”.

E dunque, l’architetto Mastrandrea come definirebbe questo stile?

“Lo chiamerei Classi chic perché è un connubio tra elementi che richiamano la decorazione classica – come per esempio la carta da parati, la decorazione sui pannelli, le poltroncine – ma al tempo stesso una forte connotazione moderna, quindi chic”.

Il vecchio ‘parrucchiere’, così è rottamato. Pamela traccia il solco per la nuova era.

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