Cellamare, sul bilancio approvato. Gianluca Vurchio: “Bilancio alquanto ‘dubbioso'”, e al voto aveva lasciato l’aula

A Cellamare, sull’approvazione del bilancio di previsione dell’ente, Giancluca Vurchio, candidato sindaco commenta: “Bilancio alquanto dubbioso”

Un consiglio comunale, quello di martedì scorso, che si è aperto con un intervento politico chiaro e deciso da parte di Gianluca Vurchio, consigliere comunale e candidato sindaco alle prossime amministrative di primavera: una richiesta di rinvio “a ragione – fa sapere lo stesso Vurchio – di quanto, ultimamente, sta vedendo ‘implicata’ la ragioneria del comune di Cellamare, a causa di una condanna, in primo grado, del responsabile del settore economico-finanziario”.

“Approvazione bilancio previsionale e atti propedeutici; informativa di condanna in essere da parte del responsabile finanziario. Richiesta di rinvio”. Era questo l’oggetto della missiva firmata dai quattro consiglieri comunali, con cui Gianluca Vurchio, a inizio della massima assise cittadina ha preso la parola e ha chiesto il rinvio della discussione sul bilancio e sui relativi atti propedeutici iscritti all’ordine del giorno. “Una sentenza – aveva riferito Vurchio in consiglio comunale – in primo grado, che condanna il responsabile del settore Ragioneria a 3 mesi di reclusione. Una sentenza che va rispettata, perché la magistratura va sempre rispettata, e che deve assolutamente trovare applicazione nel contesto legislativo del nostro paese infatti, il Decreto legislativo n. 39 del 2013, disposizioni in materia di inconferibilità e incompatibilità di incarichi presso le pubbliche amministrazioni e presso gli enti privati in controllo pubblico, a norma dell’articolo 1, commi 49 e 50, della legge 6 novembre 2012, n. 190, riporta all’art. 3 comma 1 che: “a coloro che siano stati condannati, anche con sentenza non passata in giudicato, per uno dei reati previsti dal capo I del titolo II del libro secondo del codice penale, non possono essere attribuiti gli incarichi amministrativi di vertice nelle amministrazioni statali, regionali e locali”. “In questa sede – continuava nella sua lettura Vurchio – sentiamo il dovere di richiamare anche l’art. 17 del decreto suddetto che espressamente recita: “gli atti di conferimento di incarichi adottati in violazione delle disposizioni del presente decreto e i relativi contratti sono nulli”. A Cellamare, tutt’oggi, questo responsabile è ancora al suo posto e continua a porre firme e relativi pareri su tutti gli atti del nostro ente, come se nulla fosse accaduto. Questo risulta davvero incomprensibile, se pensiamo che sin dal 1° gennaio 2019 il Comune di Minervino Murge (BT), che è titolare giuridico della posizione del dipendente in questione, abbia già provveduto a non confermare, in applicazione della legge, l’incarico di responsabile al soggetto interessato. La vicenda, ad ogni modo, è all’attenzione della Corte dei conti e dell’Autorità nazionale anticorruzione, oltre che della Prefettura di Bari – incalzava Vurchio – e attendiamo nel brevissimo tempo importanti sviluppi sulla vicenda. Come possono i consiglieri comunali sentirsi sereni nell’esprimere il loro voto su tale proposta di deliberazione, atteso che è a tutti noto che nei prossimi giorni tale provvedimento di revoca dall’incarico di responsabile economico finanziario sarà certamente adottato dal responsabile anticorruzione del nostro Comune in quanto sono state palesemente violate le linee guide dell’Anac, oltre che risultano dubbiose autocertificazioni depositate presso il nostro ente? Avvertiamo tutti il rischio dei principi di correttezza e veridicità del bilancio”.

“Ma il sindaco Michele Desantis – aggiunge Vurchio – respinge le accuse, elogiando il responsabile della ragioneria e mettendo ai voti la proposta di rinvio dei quattro consiglieri, respingendola, e andando avanti nel dibattito in consiglio comunale”. Poi, giunti al momento della discussione sull’approvazione del bilancio di previsione, i quattro consiglieri Vurchio, Digioia, Laporta e Zammataro abbandonano la seduta non partecipando, così, alla discussione e relativa approvazione del bilancio previsionale dell’ente.

“Abbiamo chiesto – commenta Vurchio dopo aver abbandonato l’aula – semplicemente di rinviare l’approvazione del bilancio perché rispetto a tutto quanto ciò che sta accadendo, ci sembra il minimo. Non ci sentiamo sereni ad approvare documenti che vedono apposto un parere che potrebbe risultare alquanto “dubbioso”, vista la tegola giudiziaria abbattutasi sul responsabile del settore ragioneria e che a brevissimo, tra l’altro, potrebbe essere allontanato dal nostro ente con un provvedimento del responsabile anticorruzione del comune di Cellamare. Perché tutta questa fretta per l’approvazione? La scadenza è fissata al 31 marzo. Le maggiori risorse? Tutto un bluff – tuona Vurchio – così come un bluff le tariffe sulla tassa dei rifiuti. È falso – sottolinea – affermare in consiglio comunale che non ci saranno aumenti. Gli aumenti ci sono, e lo abbiamo chiaramente fatto emergere in consiglio attraverso la comparazione fra il piano finanziario del 2018 e quello del 2019. Le bugie – conclude Vurchio – hanno sempre le gambe corte e i cittadini ben presto se ne accorgeranno”.

> Leggi anche: “Cellamare, 4 consiglieri escono dall’aula al momento di votare il bilancio di previsione. Il sindaco: “Non hanno avuto il coraggio di votare contro”

1 commento su “Cellamare, sul bilancio approvato. Gianluca Vurchio: “Bilancio alquanto ‘dubbioso'”, e al voto aveva lasciato l’aula”

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