Le uova sono da evitare per chi ha calcolosi biliare. L’identikit: come leggere un uovo?

Le uova sono da evitare per chi ha calcolosi biliare. Aspetti nutrizionali e sicurezza alimentare

di Simona Spada*

L’uovo è un alimento con un alto valore nutrizionale, contiene infatti proteine, grassi e numerosi micronutrienti come calcio, fosforo, potassio, sodio e tra le numerose vitamine troviamo: vit. A, D, B12, inositolo, acido folico, biotina, colina.

Le vitamine, minerali e grassi sono più rappresentati nel tuorlo.

Le conoscenze attuali suggeriscono che il consumo di uova, in una dieta sana ed equilibrata, non comporta un significativo aumento di colesterolo ematico nella maggior parte delle persone. Bisogna infatti, considerare che solo il 20% del colesterolo ematico è di origine esogena quindi associabile ad alimentazione e che questo è influenzato soprattutto da un’eccessiva assunzione di grassi saturi (insaccati, formaggi, burro, carne grassa).

Recenti studi hanno inoltre dimostrato come la presenza di sostanze, lecitine, riescano a indurre anche una riduzione del colesterolo. Le uova sono invece da evitare per chi ha calcolosi biliare.

Le uova si distinguono per la taglia: XL (grandissime) minimo 73 grammi; L (grandi) minimo 63 grammi, M (medie) minimo 53 grammi; S (piccole) meno di 53 grammi.

È interessante conoscere e saper leggere il codice identificativo che troviamo sulle uova per capire cosa mangiamo. Come evidenziato nell’immagine, il primo numero esprime il tipo di allevamento, poi troviamo il paese di origine (IT Italia) e i successivi indicano comune, provincia e lo stabilimento di deposizione, insomma un vero identikit per l’uovo che garantisce la tracciabilità.

Un aspetto molto importante dell’uovo è la sicurezza alimentare perché è l’alimento principale per il contagio della Salmonella, un batterio che determina una patologia di solito gastrointestinale (vomito, diarrea, crampi addominale e talvolta febbre) ma può dare complicanze in soggetti con difese immunitarie basse (bambini, anziani, soggetti in chemio, gravidanza).

Le uova, una volta acquistate, devono essere conservate in frigorifero per garantire condizioni di temperatura e umidità costanti, nei supermercati sono tenuti sullo scaffale perché si riescono ad assicurare tali condizioni.

Non è consigliato lavare le uova prima di conservarle perché danneggerebbe lo strato protettivo che impedisce a batteri di penetrare il guscio poroso ma, se sono molto sporche e devono pertanto essere lavate, è raccomandato l’utilizzo immediato di queste uova.

Per prevenire l’infezione da Salmonella è fondamentale lavarsi bene le mani dopo aver maneggiato uova, cuocerle bene fino al cuore del prodotto (almeno a 70°C) e conservare alle giuste temperature: 0-4 °C in frigorifero gli alimenti dopo la preparazione evitando di sostare a lungo a temperatura ambiente perché si favorirebbe la crescita batterica.

*biologa nutrizionista e socia di Food life

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