A maggio voteremo per le europee. Ma cosa vuol dire esattamente? Uno sguardo sul mondo dell’euro

Il 26 maggio saremo chiamati a votare per le elezioni europee. Ma cosa vuol dire esattamente? Uno sguardo sul mondo dell’euro

di Maria Verna

Lo scorso fine settimana ho partecipato – da scout quale sono – a un incontro sull’impegno politico inteso come partecipazione, e mi ha colpito una frase di uno dei relatori

“…per occuparsi della Casa comune, bisogna prima conoscerla”,

riportando come fondamentale in tale processo la fase del vàgliare per scegliere spiegando l’etimologia del verbo attraverso la parola vàglio (apparecchio che serve a separare elementi di diverse dimensioni facenti parte di un aggregato di sostanze incoerenti in pezzi o in polvere, fonte vocabolario Treccani).

Era da tempo che frullava nella mia mente l’idea di scrivere questo articolo, ma non riuscivo a “trovare la cifra giusta”, per non cadere nella propaganda (infatti la cifra che ho trovato – si capisce! – è volutamente nozionistica per il gusto del conoscere).

A fine maggio prossimo saremo chiamati alle urne per rinnovare le istituzioni europee, ma prima faremmo meglio a vàgliare, prima di decidere. Coincidenza vuole che – per motivi personali – nelle scorse settimane ho approfondito il Diritto dell’Unione Europea e sono arrivata alla conclusione che (forse!) non conosciamo bene le istituzioni per cui andremo a votare, nonostante se ne senta parlare ovunque.

Vista la mia rubrica, approfondiremo l’aspetto economico che è ancora più sentito e sottoposto al giudizio di chiunque.

La Banca centrale europea (Bce) costituisce, insieme alle banche centrali nazionali, il Sistema europeo delle banche centrali (Sebc), ha una personalità giuridica e ha come obiettivo principale il mantenimento della stabilità dei prezzi (da statuto deve mantenere il tasso d’inflazione al 2%). Gli organi decisionali sono:

– il comitato esecutivo formato da presidente (attualmente è l’italiano Mario Draghi), vice presidente e 4 membri nominati fra persone di riconosciuta esperienza. Ha la funzione di attuare la politica monetaria secondo le decisioni e gli indirizzi del consiglio direttivo;

– il consiglio direttivo comprende il comitato esecutivo più i governatori delle banche centrali nazionali degli stati membri che adottano l’euro. Si riunisce almeno 10 volte l’anno (a volte anche al di fuori della sede), e ha il compito di prendere le decisioni necessarie per assolvere ai compiti affidati alla Bce. Gli incontri avvengo generalmente di giovedì, e sono attesi dagli operatori finanziari: le notizie sulle decisioni cominciano a essere note intorno alle ore 13.45, mentre la conferenza stampa a opera del presidente Bce è prevista per le ore 14.30. Nei giorni (a volte anche settimane e mesi) prima, soprattutto in passato, sui mercati finanziari l’effetto annuncio di queste decisioni è un rumor molto seguito.

Mentre il Parlamento europeo (attualmente presieduto all’italiano Antonio Tajani) esercita, con il Consiglio europeo, la funzione legislativa, quella di bilancio, come anche funzioni di controllo politico ed elegge il presidente della Commissione, il Consiglio europeo è il titolare del potere di indirizzo politico dell’Unione Europea ed è composto dai capi di stato o di governo degli stati membri, dal suo presidente e dal presidente della Commissione (l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza partecipa ai lavori, attualmente l’italiana Federica Mogherini) e si riunisce due volte a semestre. L’attuale presidente è Donald Tusk (Polonia).

All’interno del Consiglio europeo, vi è l’Eurogruppo, ovvero un organo informale in cui i ministri degli stati membri della zona euro con il compito principale di  garantire uno stretto coordinamento delle politiche economiche tra gli stati membri della zona euro. Intende inoltre favorire le condizioni per una maggiore crescita economica. Si riunisce abitualmente una volta al mese alla vigilia della sessione del consiglio “Economia e finanza”. Partecipano alle riunioni dell’Eurogruppo anche il commissario per gli affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane e il presidente della Banca centrale europea. L’attuale presidente è Mario Centeno (Ministro Finanze del Portogallo).

Sempre all’interno del Consiglio europeo, vi è l’Ecofin ovvero il consiglio “Economia e finanza” che è responsabile della politica dell’Ue in politica economica, fiscalità e regolamentazione dei servizi finanziari.

È composto dai ministri dell’economia e delle finanze di tutti gli stati membri e partecipano alle sessioni anche i pertinenti commissari europei. Si riunisce generalmente una volta al mese e ci sono sessioni specifiche per la preparazione del bilancio annuale dell’Ue, cui partecipano i ministri del bilancio nazionali e il Commissario europeo per la programmazione finanziaria e il bilancio. Il Consiglio Ecofin coordina le politiche economiche degli stati membri, promuove la convergenza dei loro risultati economici e ne monitora le politiche di bilancio.

Coordina inoltre le posizioni dell’Ue alle riunioni di livello internazionale, come quelle del G20, del Fondo monetario internazionale e della Banca mondiale. È inoltre responsabile degli aspetti finanziari dei negoziati internazionali sulle misure per affrontare i cambiamenti climatici.

Dal 1° gennaio 2019 e fino al 30 giugno prossimo è a presidenza rumena.

Come abbiamo letto, e come balza agli occhi quando guardiamo i tg e/o leggiamo i quotidiani, i membri della Commissione Europea partecipano un po’ ovunque: essa propone nuove leggi; gestisce le politiche e assegna i finanziamenti dell’Ue; stabilisce le priorità di spesa dell’Ue, unitamente al Consiglio e al Parlamento; prepara i bilanci annuali da sottoporre all’approvazione del Parlamento e del Consiglio; controlla come vengono usati i fondi, sotto l’attenta sorveglianza della Corte dei conti; assicura il rispetto della legislazione dell’Ue. Inoltre rappresenta l’Ue sulla scena internazionale in quanto portavoce per tutti i paesi membri, presso gli organismi internazionali (in particolare nei settori della politica commerciale e degli aiuti umanitari), e negozia accordi internazionali per conto dell’Ue.

La guida politica è esercitata da un gruppo di 28 commissari

(uno per ciascun paese dell’Ue) sotto la direzione del presidente della commissione che assegna le diverse competenze politiche. Il collegio dei commissari è costituito dal presidente della commissione (l’attuale è il lussemburghese Jean-Claude Juncker), dai suoi 7 vicepresidenti, inclusi il primo vicepresidente e l’alto rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza, e dai 20 commissari (Diritti dell’uomo, Sicurezza e difesa, Sviluppo commercio internazionale, Bilanci, Controllo dei bilanci, Problemi economici e monetari, Occupazione e affari sociali, Ambiente, sanità pubblica e sicurezza alimentare, Industria, ricerca e energia, Mercato interno e protezione dei consumatori, Trasporti e turismo, Sviluppo regionale, Agricoltura e sviluppo rurale, Pesca, Cultura e istruzione, Giuridica, Libertà civili, giustizia e affari interni, Affari costituzionali, Diritti della donna e uguaglianza di genere, Petizioni).

Il candidato presidente viene presentato dai leader nazionali nel Consiglio europeo, tenendo conto dei risultati delle elezioni del Parlamento europeo. Il candidato presidente sceglie i potenziali vicepresidenti e commissari sulla base dei suggerimenti dei paesi dell’Ue. L’elenco dei candidati deve essere approvato dai leader nazionali nel Consiglio europeo. Ogni candidato compare dinanzi al Parlamento europeo per illustrare la propria visione politica e rispondere alle domande. Il Parlamento procede quindi ad approvare o meno, mediante votazione, i candidati in quanto gruppo. Infine, questi ultimi vengono nominati dal Consiglio europeo a maggioranza qualificata. Il mandato dell’attuale Commissione scade il 31 ottobre 2019.

Per decidere, bisogna vagliare e per vagliare bisognerebbe conoscere: buon vaglio a tutti!

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