Stare all’aria aperta allunga la ‘buona salute’. Ecco quali sono quindi i maggiori benefici per la mente

Stare all’aria aperta allunga la ‘buona salute’. Ecco quali sono quindi i maggiori benefici per la mente. sdraiarsi su un prato, osservare il mare, guardare la pioggia dalla finestra aiutano

di Marco Magliozzi*

Oggigiorno le persone trascorrono molto più tempo immerse nella tecnologia e molto meno tempo a contatto con la natura. Alcuni studi infatti, hanno stimato che, rispetto a 20 anni fa, il tempo dedicato alle attività all’aria aperta sia diminuito di circa il 25% (Pergams e Zaradic, 2007), con conseguente aumento delle ore passate in casa o in luoghi chiusi (per esempio centri commerciali). Un vero peccato, considerando i notevoli benefici ed effetti positivi che derivano dal contatto con la natura.

La società, le nuove abitudini e l’avanzamento tecnologico hanno condotto l’essere umano lontano dall’ambiente, dal verde e dalle passeggiate, avvicinandolo sempre più a una condizione di dipendenza da tutto ciò che è materiale: tv, computer, smartphone, automobili, sono ormai oggetti di uso comune presenti nelle vite di qualsiasi persona. Io stesso, scrivendo questo articolo, mi ritrovo davanti il mio personal computer, diventato un oggetto imprescindibile per la mia vita, privata e lavorativa.

La stragrande maggioranza dei cittadini giapponesi, pur vivendo in una delle nazioni più evolute in campo tecnologico, conservano tutt’oggi sane abitudini che li portano a valorizzare i benefici derivati dal contatto con la natura.

Un esempio calzante è rappresentato dai “Shinrin-yoku” (letteralmente “bagni nella foresta”), una pratica comune nell’isola nipponica che consiste in brevi gite nei boschi che permettono di respirare sostanze capaci di migliorare l’intera funzione immunitaria e favorire un maggior benessere a livello emotivo e psicologico: i valori di ansia, stress e stati d’animo depressivi risultano molto inferiori in coloro che si adoperano in tale pratica. Tale attività, comparabile all’aromaterapia, sarebbe da attribuire ai terpeni prodotti dal legno degli alberi, che sprigionano nell’aria una sostanza benefica per l’uomo.

Pochi sanno infatti, che le fragranze, gli umori, i profumi rilasciati da alcune specie di piante e di alberi hanno proprietà anti-depressive, calmanti, con effetti ansiolitici.

Non solo le passeggiate nei boschi, ma anche il semplice sdraiarsi su un prato, osservare il mare, guardare la pioggia dalla finestra, sono tutte piccole ma grandi abitudini che ci permettono di sentirci meglio con noi stessi a 360°.

Quali sono quindi i maggiori benefici derivati dal contatto con la natura secondo le ultime ricerche condotte a livello globale in campo medico e psicologico?

Ryan et al. 2010: secondo lo studio la natura fa sentire le persone più “vive”, più felici, sane ed energiche.

La ricerca ha dimostrato che le persone con un maggior senso di vitalità non solo hanno più energia per le cose che vogliono fare, ma sono anche più resistenti alle malattie fisiche. Trascorrere quindi, del tempo in mezzo alla natura sarebbe benefico per salvaguardare la propria salute”.

Atchley et. al. 2012: lo studio ha dimostrato che la completa immersione in paesaggi naturali e la totale disconnessione dalla tecnologia e multimedialità quotidiana, aumenta le prestazioni creative e di problem solving del 50%.

La nostra società moderna è piena di eventi improvvisi (sirene, clacson, telefoni che squillano, allarmi, televisione ecc) che ci catturano e assorbono la nostra attenzione. Al contrario gli ambienti naturali sono associati a suoni e ritmi dolci e delicati, consentendo al nostro sistema di attenzione ed esecutivo di rigenerarsi”.

Garman et al. 2008: secondo la ricerca, il contatto con la natura o anche il solo osservare immagini di paesaggi naturali, favorisce un miglioramento della memoria a breve termine del 20%.

Barton e Pretty 2010:

pochi minuti al giorno di attività fisica all’aperto (camminata veloce, ciclismo, pesca, equitazione, running) aumentano il senso di autostima e il potere personale.

Taylor e Kuo (2011): secondo lo studio, i bambini con Adhd (Disturbo da deficit di attenzione e iperattività) che giocano e trascorrono più tempo in mezzo alla natura avrebbero una riduzione notevole dei propri sintomi.

Alla luce dei risultati di queste ricerche, ne consegue un unico e importante incoraggiamento che sento di poter fare a tutti i lettori, nonché a me stesso: riscopriamo il contatto con l’ambiente, con i paesaggi naturali, con le foreste, i boschi e le lunghe spiagge incontaminate.

In una società nella quale i rimedi “alternativi” sono all’ordine del giorno e che spesso ci conducono lontano da concreti benefici, iniziamo quindi a coltivare e praticare l’unica vera terapia che, da millenni, abbiamo sempre avuto a portata di mano: la natura.

*psicologo-psicoterapeuta, esperto in Pnl e criminologia

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1 commento su “Stare all’aria aperta allunga la ‘buona salute’. Ecco quali sono quindi i maggiori benefici per la mente”

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