Nel 2017 circa 5milioni di cittadini italiani sono poveri: la metà nel Sud. Il congresso del Pd alle porte, ma zero assoluto di proposte. L’opinione

L’opinione. Nel 2017 circa 5milioni di cittadini italiani sono poveri: la metà nel Sud. Il congresso del Pd alle porte, ma zero assoluto di proposte

di Pino Gadaleta

L’iniquità sociale è la regina dei governi “democratici” europei come dimostrano le vicende legate alla protesta dei gilet gialli in Francia e lo scacco matto dell’Ue al governo grillino-leghista ridimensionando la “manovra del popolo” con tagli consistenti, clausole di garanzia (Iva) e fondo di accantonamento di 2miliardi di euro. Ci pare evidente che l’Ue è più al servizio del “turbocapitalismo finanziario” che sensibile agli interessi del popolo europeo.

Nel 2015, infatti, secondo stime ufficiali dell’Eurostat, il 23,7% della popolazione – cioè 118,7 milioni di cittadini europei – giace in condizione di povertà, e tutto lascia presupporre che nel 2018 il risultato sia peggiorato. Questo è in contrasto con gli obiettivi dell’agenda Europa 2020 e dell’Agenda 2030 delle Nazioni unite che pongono il tema della cancellazione di ogni forma di povertà come prioritario. Una situazione che consente il successo di una destra populista e sovranista in Europa e la sconfitta, amara, di una sinistra riformista che non ha saputo interpretare e risolvere le emergenze sociali.

Nel 2018 l’Istat in Italia certifica che il 30% della popolazione è a rischio di povertà e di esclusione sociale, percentuale in aumento rispetto all’anno precedente e che ci pone molto lontano dall’obiettivo fissato da Europa 2020. Nel 2017 erano già 5milioni e 58mila i cittadini in condizione di grave deprivazione materiale. Quasi la metà, il 46,9% è nel Mezzogiorno.

Una situazione cui si è cercato di farvi fronte prima con il Rei e poi con il “reddito di cittadinanza”, che tra l’altro esiste da anni in altre nazioni europee, ma fortemente criticato dai paesi più ricchi dell’Ue e da accuse di “assistenzialismo” da parte di Berlusconi e di Renzi.

Un governo di sinistra, invece, è chiamato a risolvere le disuguaglianze prodotte dall’iniquità sociale con risorse economiche e riforme strutturali cercando i soldi dove ci sono (evitando tassazioni indirette e a spese di pensionati e redditi fissi) per ridistribuirli sapientemente, creando un circolo virtuoso dell’economia reale, con imposizioni sull’ozioso luxury, le tesaurizzazioni, e i profitti generati dalle transizioni finanziarie governate da algoritmi, da tecniche speculative, e non dalla fatica del lavoro.

Il lavoro umano è penalizzato da imposte, contributi vari, oneri della previdenza, elevando i suoi costi sempre meno sostenibili, a differenza dei robot e della crescente automazione dei processi produttivi.

Tutto questo ha causato forti contraddizioni sociali come la crisi demografica, la disoccupazione, la fuga dei giovani all’estero, la deprivazione sanitaria, la paura e l’insicurezza creata dai flussi migratori. Al fallimento della sinistra su questi temi, quindi del Pd in versione neoliberista, si è sostituito il successo crescente della destra nazionalpopolare. Un fenomeno conosciuto dalle democrazie occidentali che ha provocato l’affermazione, nel primo novecento, del fascismo, del nazismo, da una parte, e dello stalinismo dall’altra.

Grazie a Corbyn, in Inghilterra, a Podemos, in Spagna, ai Verdi di Katharina Schulze, in Germania, in Europa ci sono consistenti segnali di riscossa della sinistra, in Italia, invece, l’incapacità del Pd e della sinistra pulviscolare favorisce la Lega sovranista ed egoista.

L’imminente congresso del Pd ripropone il vecchio establishment, una povertà di programmi, un semplice gioco di riposizionamento di leaders consunti, di un Renzi inquieto che, con i suoi comitati civici lascia presagire la formazione di un soggetto politico autonomo in grado di manifestare il suo ego per rifondare un centro politico neoliberista in salsa popolare.

Corbyn promette investimenti pubblici, aumento dei salari, nazionalizzazione di imprese vitali come acqua, energie, trasporti, istruzione universitaria gratuita, e spiega che i soldi di tutto questo verranno dal “far pagare un po’ più tasse ai più ricchi e alle grandi corporation“. Sulla Brexit accetta il risultato elettorale ma, avverte, vanno salvaguardati i lavoratori stranieri.

Podemos, nato dalle proteste degli indignados, partecipazione democratica più, il passaggio a fonti di energia rinnovabili, l’autoconsumo elettrico, il trasporto pubblico gratuito per i poveri, la creazione dei “science shop” per una ricerca scientifica che parta dalle esigenze sociali, l’aumento dell’imposizione fiscale sui redditi più alti e l’aumento della progressività dell’Iva, la possibilità di ristrutturare il mutuo per le famiglie in difficoltà, il reddito minimo garantito, la settimana lavorativa di 35 ore. Altre proposte sono l’introduzione di una Tobin tax sulle transazioni finanziarie, la partecipazione dei cittadini al processo legislativo e alla gestione dei servizi pubblici, sanzioni amministrative proporzionate al reddito, un piano strategico di migrazione, il software libero.

I Verdi (Die Grünen) guidati da due giovani, Katharina Schulze, 33 anni, e Ludwig Hartmann, 40 anni, propongono pari opportunità sia tra uomini e donne anche per gli immigrati. Chiedono l’abbattimento delle barriere a favore di disabili e anziani.

Il cambiamento climatico e dell’energia rinnovabile e di quella solare sono punti cardine del programma dei Verdi che puntano a ridurre drasticamente l’inquinamento e favoriscono il sostegno. Alle Pmi per l’innovazione tecnologica, nel rispetto dell’ambiente.

Die Grünen è favorevole alla digitalizzazione e a un maggiore uso di internet e ad avere più protezione dei dati, e sostiene una Europa che abbatta le barriere e i confini.

Il congresso del Pd porterà ai suoi gazebo, forse 1milione e mezzo di persone ma anche le proposte di un rassicurante “usato sicuro” di Zingaretti, di un grigio Martina con i suoi “reduci e combattenti” renziani, le tesi di uno spregiudicato Emiliano che predilige ai valori politici i “consensi alla carta”. Dejà vue.

Uno zero assoluto improduttivo e poco credibile.

“Lor signori” si accomodino, ma i posti in prima, seconda e terza fila sono esauriti.

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