Gioco d’azzardo in Puglia con record a Casamassima (Ba): dati in crescita del 70% in un anno. Sapete perché?

Gioco d’azzardo in Puglia, record a Casamassima (Ba): dati in crescita del 70% in un anno. Sapete perché?

[m.r.]

I dati sono quelli diffusi da Repubblica a seguito dell’inchiesta del Gruppo Gedi (ex Espresso): per il 2017 Casamassima è la capitale del gioco d’azzardo in Puglia. Dall’inchiesta – che rielabora (solo) i dati ufficiali forniti dall’Agenzia delle Dogane e dei monopoli, risulta che Casamassima ha una spesa pro-capite di 3700 euro l’anno in media: 1100 euro in più rispetto al 2016 (leggi qui l’articolo relativo al 2016).

A conti fatti, è come se a Casamassima “ciascuno dei (quasi) 20mila residenti – come riporta il quotidiano – avesse bruciato più del 20 per cento del proprio reddito annuo, pari, in media, a circa 15.900 euro. Un record. Perché la cittadina alle porte di Bari surclassa la spesa media regionale di oltre 1.500 euro”.
Fin qui i dati. Il gioco d’azzardo può essere considerato un’anticamera della ludopatia, la malattia del gioco. Il Ministero della Salute definisce così la ludopatia, come “l’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o di fare scommesse, nonostante l’individuo che ne è affetto sia consapevole che questo possa portare a gravi conseguenze”. Essa colpisce uomini e donne ma soprattutto: le persone che giocano compulsivamente hanno spesso anche problemi di abuso di droga, disturbi dell’umore e della personalità, deficit di attenzione e iperattività. Le statistiche riferiscono anche che la patologia sarebbe più comune nelle persone più giovani e di mezza età; un altro dato interessante è che il giocatore d’azzardo compulsivo è competitivo, maniaco del lavoro, irrequieto e si annoia facilmente.

Le cause, secondo gli esperti, sarebbero collegate a disturbi comportamentali (es. l’Adhd, sindrome da deficit di attenzione e iperattività), o disturbi dell’umore come la depressione, sindrome bipolare, o presentare problemi da abuso di sostanze stupefacenti; ancora, potrebbero dipendere dalle abitudini familiari, o tavolta dai farmaci per il Parkinson.

Ma i disturbi influiscono sul rendimento lavorativo?

Ma come mai i dati sono in crescita? Secondo gli analisti l’aumento vertiginoso delle ‘vittime’ è da collegare a internet. La rete, il web, sono pieni di siti dove si può scommettere in molti ambiti: dallo sport al casinò, al bingo, al poker, fino alle lotterie istantanee.

La domanda sul perché Casamassima sia la città più colpita della Puglia lascerebbe un po’ spiazzati quelli chiamati a rispondere. Esatto, perché Casamassima?

Se le cause maggiori sono da ricondurre ai disturbi del comportamento e a quelli dell’umore, dovremmo provare a porci un altro quesito: quanti cittadini casamassimesi soffrono di questi disturbi? E per questi disturbi assumono medicinali? E se sì, sono prescrivibili o di libero consumo? E se fossero prescritti, i medici di base e i farmacisti sarebbero in grado di suggerire le quantità prescritte e/o assunte?

È chiaro, facciamo un volo pindarico su un terreno che andrebbe indagato – a questo punto – pedissequamente: qui c’è gente che ha bisogno di essere aiutata e che forse sfugge anche a medici e farmacisti.

Andrebbero analizzate, per esempio, le sorgenti delle risorse finanziarie (follow the money): il profilo dei cittadini che giocano d’azzardo si presume abbiano risorse da consumare, quindi è possibile che vivano di stipendio. Oppure di entrate economiche derivanti dal lavoro. Insomma, quello che nasce spontaneo come pensiero è che se un disturbo impedisce di svolgere un lavoro serenamente e lucidamente con costanza, da dove arrivano, dunque, quelle risorse necessarie per scommettere e – forse – (potenzialmente) perdere?

E poi un’altra riflessione. Casamassima, a nostro avviso, è un paese astioso, litigioso, polemico. Può tale ambiente influire sull’umore dell’individuo non strutturato?

L’analisi specifica dovrebbe essere supportata anche da dati sociali: quanti contribuenti sono attivi? Quanti cittadini risultano disoccupati o inoccupati? Quanti godono di sussidi pubblici?

Di spunti di riflessione ce ne sono.. e di preoccupazioni pure.

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