Ancora su Tari 2017. Fais su tutte le furie: “Il diritto amministrativo è chiaro. La mia diffida sapete perché?”

La questione Tari 2017 fa ancora rumore. L’atto di convalida sarebbe un atto in autotutela, ma in questo caso carente di un passaggio formale. Fais, il primo ricorrente, su tutte le furie: “Il diritto amministrativo è chiaro. La mia diffida sapete perché?”

Come anticipato ieri, il Comune di Casamassima ha convocato un consiglio comunale per il 20 dicembre prossimo, e all’ordine del giorno ha inserito la “Delibera di C.C. n.24 del 29.03.2017 ad oggetto “Piano economico finanziario” – Convalida”. Questo punto all’ordine  del giorno ha fatto insorgere la protesta dei ricorrenti: “La ‘convalida’ al Piano Tari 2017 che si andrà ad approvare il giorno 20, altro non è che l’atto di ‘autotutela’ con il quale il Comune cerca di sanare un madornale errore commesso in passato”, spiega Pierfrancesco Fais, primo ricorrente e presidente del Comitato Tari 2018. “Nel diritto amministrativo – spiega Fais – la volontà di avvalersi dell’esercizio dell’autotutela deve essere necessariamente notificato in tempo utile alle parti interessate. Ma io non ho ricevuto alcuna comunicazione?”. “Il diritto amministrativo – riferisce spazientito – è chiaro”.

Andiamo per ordine e spieghiamo ai cittadini. “Il 20 dicembre – riavvolge il nastro Fais – sarà portata in votazione la ‘Convalida della delibera di giunta comunale del 29 marzo 2017’. Questa delibera è stata impugnata al Tar dal sottoscritto e altri 3 cittadini, con una completa vittoria, sancita dalla sentenza n. 869 del 13 giugno 2018. La ‘convalida’ al Piano Tari 2017 che si andrà ad approvare il giorno 20, altro non è – come dicevamo – che l’atto di ‘autotutela’ con il quale il Comune cerca di sanare un madornale errore commesso in passato. Fin qui credo sia tutto chiaro. Il problema nasce però dal fatto che, nel diritto amministrativo, la volontà di avvalersi dell’esercizio dell’autotutela deve essere necessariamente notificato in tempo utile alle parti interessate”.

“Attenzione a questo passaggio”, prosegue. “Noi ricorrenti – prosegue – vincitori al Tar non siamo ‘controinteressati’ ma ‘controparti’ direttamente interessate. La proposta di autotutela va quindi comunicata formalmente perché si deve concedere la possibilità agli interessati, di inviare delle osservazioni in merito. Succede invece che il sottoscritto, primo ricorrente, non riceva alcuna comunicazione ma apprenda solo casualmente, della convocazione della II Commissione consiliare in cui si discuterà di questo punto all’ordine del giorno, da portare all’approvazione del Consiglio comunale”.

“Pur avendo assistito da cittadino – aggiunge – ai lavori della commissione il 12 dicembre u.s., ovviamente non sono potuto intervenire (come per legge). Si è resa pertanto necessaria la notifica della ‘diffida’ a firma del sottoscritto, indirizzata a sindaco, presidente del consiglio comunale e tutti i consiglieri comunali, con la quale li si informa dei motivi ostativi all’approvazione di quella convalida in ‘autotutela’, che imporrebbe in caso di deliberazione un’ennesima impugnazione al Tar”.

“Ancora una volta quindi, il nostro Comune, pur di stare “un passo avanti”, continua a sbattere la testa contro la trasparenza, calpestando le regole di buon governo. Purtroppo per loro – conclude Fais – noi le regole le conosciamo bene e se qualcuno avesse pensato che siamo incompetenti, credo abbia sbagliato valutazione”.

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