Atti sessuali con minori, violenza sessuale di gruppo, corruzione di minori, lesioni personali e stalking. I reati entrati nella priorità delle indagini

Novità normative. Atti sessuali con minori, violenza sessuale di gruppo, corruzione di minori, lesioni personali e stalking. I reati entrati nella priorità delle indagini

di Tiziana Cecere*

Quale può essere il primo motivo che ci obbliga a parlare di violenza nei confronti delle donne e in particolare della violenza sessuale? La risposta è disarmante: le statistiche da paura.

Ebbene, se è pur vero che la violenza sessuale non ha nazionalità e non ha età, è altrettanto vero che il posto più colpito geograficamente siano gli Stati Uniti.

Attualmente si calcola che ogni giorno negli Stati Uniti vengano violentate 1.871 donne, cioè: una ogni minuto e venti secondi.

Negli ultimi anni lo stupro negli Stati Uniti è aumentato 4 volte più rapidamente rispetto al tasso di criminalità complessivo (60%). Questo allarme sociale coinvolge necessariamente anche noi Italiani, non possiamo disinteressarcene poiché in Italia, da stime dell’Istat emerge che negli ultimi tre anni, il 4,1% delle ragazze che oggi ha meno di 30 anni abbia subito violenza sessuale quando era minorenne; oltre che è aumentata la percentuale dei figli che hanno assistito a episodi di violenza sulla propria madre (dal 60,3% al 64,8% tra il 2006 e il 2014) e di quelli che siano stati direttamente coinvolti (dal 15,9% al 23,7%).

L’Fbi definisce lo stupro “come la conoscenza carnale di una femmina ottenuta con la forza e contro la sua volontà”, anche se la definizione è controversa, l’Fbi la utilizza ancora nella redazione dei suoi Uniform Crime Reports.

Invece in l’Italia secondo l’art. 609 bis del codice penale: “Chiunque con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da cinque a dieci anni”.

Le leggi più recenti definiscono la violenza sessuale la penetrazione non consensuale di un adulto o di un adolescente ottenuta con la forza fisica, con minacce o lesioni o quando la vittima non è in grado di dare il proprio consenso a causa di una malattia o di un ritardo mentale oppure a uno stato di alterazione dovuto all’alcool o a sostanze stupefacenti.

Il 70% delle vittime adulte di violenze sessuali, portate a termine, conosce il proprio assalitore.

Dobbiamo tutti seriamente informarci e formarci sull’argomento perché sovente tale reato è il preludio di atti e reati ancora più gravi come le lesioni gravissime e l’omicidio in particolare nei confronti delle donne.

Le donne nella maggior parte dei casi di violenza e di femminicidio vivono quali “ostaggi” del silenzio e della sofferenza per pudore e per destrutturazione emotiva non riuscendo ad allontanarsi prima delle tragedie da ambienti non sani e pericolosi.

Non dovremmo mai sottovalutare la violenza psicologica, la manipolazione mentale e gli atti di umiliazione sovente messi in atto per generare “altro male”.

La vera e unica forma di prevenzione in materia è il sostegno e l’ascolto delle vittime di violenza partendo dalla diffusione del pensiero positivo che la prevenzione non è solo un’illusione ma un vero e proprio strumento di azione.

Le parole della gentilezza, del rispetto e della positività cambiano l’approccio di ognuno di noi alla vita.

Diffondendo il pensiero positivo della comunicazione empatica e dell’amore possiamo tutti insieme prevenire le azioni cruente e illegali come quelle nei confronti delle donne.

Finalmente l’Italia agisce in materia con più incisività al fine di rendere snellire, velocizzare le indagini e garantire l’effettività di una pena più incisiva.

Il Consiglio dei Ministri n. 29/2018 ha dato il placet al “Codice rosso”, il disegno di legge che porta le firme del ministro della Giustizia Alfonso Bonafede e di quello della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno.

Si vuole attivare una corsia preferenziale per le vittime di violenza, garantendo l’adozione di provvedimenti cautelari o preventivi in tempi brevi.

Si prevede la modifica dell’art. 347 e dell’art. 362 del c.p.p., sancendo con l’integrazione dell’articolo 370, l’obbligo per la polizia giudiziaria, di dare con urgenza priorità alle indagini in presenza di determinati reati. I reati considerati tali riguardano maltrattamenti contro familiari e conviventi, violenza sessuale aggravata e non, atti sessuali con minori, corruzione di minori, violenza sessuale di gruppo, stalking, lesioni personali aggravate, commessi in contesti familiari o di convivenza. Fattore determinante, in merito alla celerità delle indagini, sarà la circostanza che dalla comunicazione della notizia di reato, il pm avrà tre giorni di tempo per ascoltare la testimonianza della vittima.

Altra novità fondamentale sarà legata alla formazione obbligatoria per le forze dell’ordine, al fine di poter affrontare in modo più tecnico e adeguato questi sensibili fenomeni. Si intende inoltre, istituire un fondo speciale per le vittime di tali reati e avviare l’apertura o facilitare la diffusione di centri di ascolto regionali per consentire assistenza e supporto psicologico e legale a tutte le persone offese che vogliano denunciare le violenze subìte.

La prevenzione è il nostro futuro.

“Ogni individuo può essere fautore del cambiamento sociale. Segui sempre le 3 “R”: Rispetto per te stesso, Rispetto per gli altri, Responsabilità per le tue azioni”. (Dalai Lama)

*avvocato penalista e criminologa

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