Cellamare, Salvemini: “Incontri segreti? Sì”. La consigliera risponde agli attacchi subiti e puntualizza

Cellamare, la consigliera Salvemini dopo gli attacchi contro di lei puntualizza: “Incontri segreti? Sì, per unirci in battaglia”

[m.r.]

“Mettiamo un punto a tutta questa polemica e andiamo avanti. L’unico obiettivo che i politici tutti dovrebbero porsi è il benessere dei cittadini di Cellamare, possibile che si debba urlare allo scandalo delle poltrone a chi, come me, è solo alla prima esperienza politica?”. La consigliera neo delegata del sindaco di Cellamare Margherita Salvemini, da noi raggiunta dopo le dichiarazioni pubbliche, commenta brevemente quanto accaduto nell’ultima settimana. “Essere delegati del sindaco significa solo aiutare a risolvere problemi. Un consigliere delegato, tra l’altro, non ha nemmeno potere di firma. Ma di che stiamo parlando esattamente? Di poltrone? Non ne ho e nella mia vita l’unica poltrona avuta è quella del mio salotto di casa”.

Ma come si spiega tutto questo astio nei suoi confronti?, chiediamo. “Non ho peli sulla lingua. Forse per questo? E poi mi piace la concretezza. Se si decide di avere uno scopo ritengo che sia necessario usare tutte le proprie forze per raggiungere quello scopo”.

Si riferisce all’impianto di compostaggio?

“Mah, non solo. Parlo in genere. Però se vogliamo entrare nel merito, nel 2014 abbiamo fatto un’intera campagna elettorale – e il nostro candidato sindaco era Nicola Digioia – sull’idea di sventare la costruzione dell’impianto. Ci siamo opposti perché c’erano motivi seri e validi perché non si facesse. E alla fine la città di Cellamare ha vinto: l’impianto di compostaggio non è stato più realizzato. Vale sempre la pena di lottare per un obiettivo sociale”.

E dunque, che è successo dopo la campagna elettorale?

“Allora, lo dico qui, e spero di dirlo per l’ultima volta. I cittadini di Cellamare meritano di ascoltare idee sul futuro e non polemiche o vederci litigare per medaglie. Quello che io, personalmente, ho fatto, l’ho fatto solo perché avevo scelto questo paese – un’oasi verde per me – per far crescere i miei figli e per goderne della tranquillità. E l’impianto di compostaggio, con tutti i limiti e i problemi che abbiamo rilevato, metteva tutto questo in discussione. In questa battaglia molti sono stati i cittadini che hanno aderito, senza di loro sarebbe stato impossibile centrare il bersaglio. Per me è semplice: i cittadini hanno fatto sentire la loro forte voce e l’amministrazione guidata da Michele De Santis ha fatto un passo indietro. Punto”.

Rovistando un po’ negli atti si legge che a costituire il comitato – come fondatori – furono 2 cittadini di Cellamare: una persona che preferisce conservare l’anonimato e Margherita Salvemini. Gli altri cittadini che si unirono ai fondatori furono quelli riportati nell’atto (riportiamo solo i nomi per motivi di privacy): Mario, Aurora, Filomena, Angela, Gaetano, Tiziana e il compianto Antonio Pizzi, già presidente del comitato. A questi nomi vanno aggiunti quelli degli operativi: Pino, Giusy, Lucia, Sabina, Vito e Pasquale. Filippo, Antonio e Salvatore vengono citati dalla consigliera “perché si sono resi disponibili ad affiggere manifesti anche sotto la neve”. E poi, per le prestazioni professionali gratuite, Attilio e Francesco (l’avvocato e l’ingegnere che hanno assistito il comitato).

Consigliera, è mai stata membro del direttivo?

“No, mai”.

Però qualcuno ha detto che lei ha usato il comitato come strumento o bacino di voti..

“Mamma mia che discorsi!”.

Perché?

“Perché se i politici fanno volontariato per prendere voti, scagli la prima pietra chi è senza peccato”.

Allora è sete di potere, come dice il consigliere Digioia?

“Però.. detto da lui che da vent’anni si candida e occupa un posto in consiglio comunale e che ha ricoperto vari ruoli, compreso quello di assessore e vicesindaco, e che, tra le altre cose ha cambiato più volte partito.. be’. Da che pulpito viene la predica?”.

Consigliera Salvemini ma è vero che Digioia, suo ex candidato sindaco nel 2014, le confidò che aveva bisogno di tempo per rigenerarsi e che le chiese di guidare il gruppo?

“Digioia riferì al gruppo che aveva bisogno di staccare un po’ la spina per l’estate, sì. Ma non poteva certo affidare il gruppo a una neofita come me, che ero alla mia prima volta e che dovevo capire da dove cominciare. Guardi, le dico un’altra cosa, così chiariamo. I tempi per la realizzazione dell’impianto incalzavano e non ne avevamo molto da perdere. Dopo una campagna elettorale in cui avevamo fatto ferro e fiamme contro, non potevamo fermarci, ma abbiamo aspettato che lui rientrasse dalla sua estate. A settembre tornammo a chiedergli che intenzioni avesse sul comitato e sulla battaglia contro l’impianto, e lui evitava di parlarne. Fino a quando – ormai erano passati mesi dalle elezioni – confessò di non volersene più occupare. Era ottobre, ormai. Così io e un altro cittadino di Cellamare il 22 ottobre 2014 sottoscrivemmo l’atto costitutivo, e insieme decidemmo di non ricoprire mai alcuna carica elettiva all’interno del comitato. Eravamo solo soci fondatori. E così è stato sempre dopo”.

Cosa accadde poi?

“Accadde che il comitato cominciò a dare battaglia seria, recuperare documenti, proporre interrogazioni parlamentari, fare accesso civico ai documenti, preparare un esposto che fu firmato da Antonio Pizzi in qualità di presidente, scavare negli atti, studiare le mappe geografiche, proporre all’amministrazione il passo indietro. Voi avete documentato più o meno tutto di quello che accadde.. e ricorderete che l’amministrazione stessa fu divisa sul tema, tant’è che agli assessori furono ritirate le deleghe”.

Ma è vera la storia degli incontri segreti?

“Ma quali, quelli nei bar e nella palestra? Sì”.

Adesso non sono più segreti..

“Gli incontri si sono svolti con un membro dell’allora giunta, Giovanni Digioia, che ci ha sostenuto nella battaglia contro l’impianto. Lui è uno degli assessori cui sono state ritirate le deleghe.. qualcosa vorrà pur dire. Significa che le persone vengono prima dei partiti e della politica”.

E vi siete incontrati nel bar o in palestra?

“Con Digioia in un bar. Io in palestra io ci vado solo a fare karate. Se qualcuno mi ha visto con il kimono forse lo ha scambiato per una tunica massonica..”.

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