Cellamare, il neo assessore Pizzi: “Le campagne elettorali dividono, i programmi riuniscono”

Il neo assessore allo Sport e alle Politiche giovanili del Comune di Cellamare, Valentina Pizzi, spiega le sue ragioni: “Le campagne elettorali dividono, i programmi riuniscono”

[m.r.]

Le polemiche che hanno riempito le giornate dei cittadini di Cellamare dopo il consiglio comunale di fine novembre, in cui sono state annunciate deleghe a un nuovo assessore e a una consigliera comunale, vanno placandosi, anche se lasciano un po’ l’amaro in bocca per i toni troppo accesi di alcuni commenti e, soprattutto, di alcune dichiarazioni pubbliche.

Abbiamo così, voluto sentire la neo assessora allo Sport e alle Politiche giovanili, Valentina Pizzi, e chiaramente chiesto quale sia stato il motore decisionale che l’ha spinta ad accettare le deleghe. “Se le campagne elettorali possono dividere, i programmi ci riuniscono”, ha detto subito l’assessore. “Ciascuno di noi – ha proseguito – nel momento stesso in cui è eletto, diviene consigliere comunale di tutti i cittadini e non di una parte di questi. Spesso con una parte di questa maggioranza mi sono trovata a condividere intenti, così come parte delle stessa ha rivalutato le proprie posizioni cambiandone radicalmente gli indirizzi. Ora che ho l’opportunità di partecipare alle riunioni di maggioranza, avrò più chiaro chi intende continuare a voler lavorare in modo costruttivo e rispettoso nei confronti della cittadinanza”.

Esiste ancora un gruppo di opposizione a Cellamare?

“Un gruppo di opposizione coeso certamente no. Il gruppo di opposizione formatosi con le elezioni del 2014 si è scisso l’8 febbraio scorso, giorno in cui io e Margherita Salvemini abbiamo preso le distanze dal capogruppo Nicola Digioia, ma ritengo – visti gli accadimenti da metà 2017 in poi – che non esistesse più da molto tempo, a mio parere, un gruppo di maggioranza coeso”.

Ma dunque, l’assegnazione delle deleghe a Pizzi come assessore a Sport e Politiche giovanili, e a Margherita Salvemini come consigliera delegata su quelle nel sociale, può far pensare a un ribaltone, come è stato subito sottolineato dal consigliere Laporta?

“Questo non lo chiamerei ribaltone. Questo rappresenta il cambiamento di alcuni e la consapevolezza di altri. Forse il tentativo di ribaltone poteva avvenire quando alcuni componenti della ‘ex’ maggioranza a febbraio scorso hanno gridato – proprio su questa testata giornalistica – al “commissariamento prefettizio”! Consiglieri comunali che avrebbero dovuto avere a cuore le sorti di questo comune che invece speravano in un crollo dell’amministrazione e che non hanno votato a favore di un bilancio di previsione che in altri tempi sarebbe piaciuto all’organo di maggioranza. Questo comportamento avrebbe potuto danneggiare i cittadini di Cellamare. Il fatto è che con un sindaco ormai divenuto scomodo per alcuni, forse per loro sarebbe stato meglio prepararsi a tornare alle elezioni con una figura più “plasmabile” e sensibilmente amica all’ex amministrazione decennale di Laporta. E mi chiede se l’affermazione del consigliere Laporta meriti un commento?!”.

L’assessore è un fiume in piena. Si ferma. Poi riprende: “Ritengo che non meriti alcuna considerazione l’intervento del consigliere Nicola Digioia, né quello in assise cittadina, né quello sui social o quello da voi riportato. Confermano la crisi politico/personale – passata e a mio parere ancora presente – del consigliere Digioia”. “Lui – ha proseguito – ha avuto tutta la possibilità e il nostro sostegno, di sedersi al tavolo come capogruppo dell’opposizione e, anche se non eletto sindaco, doveva rispettare il suo impegno con l’elettorato”.

“Nicola Digioia – ha incalzato l’assessore – ha dichiarato che “in un momento in cui la campagna elettorale prima e la conseguente sconfitta mi avevano provato e non poco” e “sentitomi moralmente a pezzi e persa la fiducia in me stesso ecc ecc”, e aveva chiesto alla consigliera Margherita Salvemini di mantenere le fila del gruppo per il periodo estivo così da recuperare le energie mentali. Mi chiedo: non può essere più verosimile il suo disinteresse sin dal primo giorno della sconfitta elettorale? E aggiungo: può essere più veritiero quanto da me sostenuto in consiglio comunale, e cioè che lui fosse disinteressato a guidarci in un’opposizione forte e capace? Peraltro la sua carriera politica in consiglio comunale dura da 25 anni, di esperienza ne aveva!”.

E sulla congiura di palazzo e sul tradimento del vostro elettorato?

“Umanamente sono dispiaciuta dal fatto che dopo 4 lunghi anni il consigliere non sia ancora riuscito a risollevarsi da questa crisi politico/personale e forse nella prossima primavera, rigenerato e magari ritrovate le sue “energie mentali” smarrite nella sconfitta del 2014, troverà nuova linfa in una vecchia-nuova configurazione politica. Sempre che ci sarà ancora un posto”.

Come vede i prossimi 6 mesi prima delle prossime elezioni?

“Continuerò nel mio ruolo non dimenticando le mie origini e continuerò a votare secondo coscienza e rispetto nei confronti dei cittadini di Cellamare; e per il breve tempo a disposizione, compatibilmente con le risorse strutturali di questo paese, presenterò progetti inerenti al mio assessorato e contribuendo nel mio piccolo a iniziative che facevano già parte del mio programma elettorale, continuando a sostenere quello che dichiarai nel 2014 e quanto ho sostenuto il 29 in consiglio: “Per me opposizione significa far crescere le idee proprie, comuni e avverse”. E questo solo per il bene dell’intera comunità che rappresentiamo e non per il bene di alcuni”.

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