Il satanismo è un fenomeno che esiste realmente e in molteplici e spesso sconosciute manifestazioni. Il parere dell’esperto

Il parere dell’esperto. Il satanismo – spesso ignorato perché frutto dell’immaginazione – è un fenomeno che esiste realmente e in molteplici e spesso sconosciute manifestazioni

di Tiziana Cecere*

Tiziana Cecere

L’argomento delle sette sataniche, e del satanismo più in generale, risulta ancora un tabù sia per i media che per gli operatori, apparendo occulto agli occhi di molti ma che in realtà apre un divario sociale stridente che si divide tra attrazione e paura.

Gli addetti ai lavori, nella maggior parte delle ipotesi, non riescono a trarre la chiave di volta durante l’attività investigativa dai dettagli simbolici sulla scena del crimine che contribuiscano all’individuazione degli “omicidi rituali” o dell’“induzione al suicidio rituale” né tanto meno che facciano ricondurre “le scomparse” a una pista satanica perché il satanismo spaventa e non è frutto della fantasia o qualcosa di riconducibile all’immaginazione, ma è un fenomeno che esiste realmente e in molteplici e spesso sconosciute manifestazioni.

La storia tracciata del Satanismo inizia nel 1891 anno in cui viene pubblicato il romanzo Là-Bas (L’Abisso) da parte del romanziere Joris-Karl Huysmans, nel cui testo è contenuta la più famosa descrizione di una “Messa Nera”, utilizzata successivamente come modello per numerosi satanisti del Novecento.

È possibile collocare la nascita del satanismo contemporaneo intorno agli anni ’70 tramite Anton Szandor LaVey (pseudonimo di Howard Santon Levey) che in California fonda prima l’organizzazione chiamata Magic Circle (Circolo magico) nel 1961 e poi la Chiesa di Satana nel 1966.

Il mio interesse professionale per le dinamiche settarie nasce dalla passione per lo studio delle relazioni sociali, dei risvolti psicologici, delle dinamiche relazionali di tipo associativo all’interno del “gruppo setta” che rilevano sotto il profilo giuridico nel momento di compimento di reati.

Occorre interrogarsi su quali possano essere le attività opera di prevenzione nella materia, considerando che sempre più adolescenti e giovani adulti si avvicinano a questa oscura realtà.

In particolare il satanismo giovanile o acido (tipo di satanismo caratterizzato da un intensivo utilizzo di sostanze stupefacenti) si diffonde per la perdita dei valori e dell’attaccamento al micro cosmo famiglia, fattori che portano molti adolescenti ad appassionarsi a queste realtà inquietanti e sovente molto pericolose.

Nell’età della pubertà il bisogno di integrazione e imitazione del mondo adulto che caratterizzava l’infanzia viene sostituito con comportamenti aggressivi e trasgressivi.

Tra i giovani si assiste a fenomeni più o meno coscienti di auto distruttività (disturbi alimentari, abuso di alcol, sostanze stupefacenti, satanismo acido, comportamenti sessuali a rischio, bullismo, gambling, chocking games ecc).

I ragazzi sono continuamente alla ricerca di sensazioni forti, di stimoli esterni perché insensibili alle gratificazioni quotidiane e pervasi dalla noia.

Le manifestazioni di disagio degli adolescenti che rilevano un malessere presentano il valore di un segnale lanciato inconsciamente al mondo degli adulti, e spesso si avvicinano al satanismo perché sono alla ricerca di un nuovo sistema relazionale, o sentono la necessità di aumentare l’autostima riscontrabile nell’utilizzo di poteri “magici”, o devono alleviare un dolore dovuto a una perdita improvvisa.

È probabile che gli adolescenti si possano trovare in un momento di difficoltà o di crisi che porti a mettere in discussione i propri sistemi di valori, etici o culturali.

Questo periodo è un periodo di sperimentazione, di trasgressione, l’adolescente deve essere messo nelle condizioni di poter “uscire” dalla strada sicura, dalle regole, tenendo ben presente che nella strada sicura ci può rientrare. Nel momento in cui manca il supporto della famiglia, della scuola o della società più in generale, l’adolescente può sentirsi spaesato e sopraffatto dal mondo esterno, e di conseguenza aderire a questi gruppi che gli forniscono un’identità definita e stabile, benché il prezzo da pagare possa essere alto.

In questi casi entrare a far parte di un gruppo, soprattutto molto coeso, rigido e gerarchico, proprio come quello di una setta, assieme a meccanismi di manipolazione mentale potrebbe facilitare il reclutamento e l’ingresso di individui nelle sette.

Tra le sette più conosciute operanti in Italia abbiamo i “Bambini di Satana” a Bologna, le “Chiese di Satana di Torino”, la “Confraternita Luciferiana” a Roma, il “Cerchio Satanico” a Bassano del Grappa, le “Ierudole di Ishtar”, un gruppo tutto al femminile con sede a Pescara.

Affrontare questo fenomeno sotto l’aspetto criminologico e sociologico in materia di profiling consentirebbe di ridurre reati violenti e le vicende giudiziarie, ad esempio come quella nota relativa alle “Bestie di Satana”, caratterizzante del “satanismo acido”.

Occorre diffondere il pensiero positivo della prevenzione quale strumento di azione per capire il funzionamento di queste organizzazioni dall’interno dove l’aspetto ideologico viene utilizzato come pretesto per dar sfogo ai propri istinti sessuali e violenti, e per utilizzare sostanze stupefacenti e alcolici.

Gli aspetti specificatamente criminologici nell’ambito delle attività delle sette si riferiscono a comportamenti criminali messi in atto dai leader o dagli adepti della setta a danno di altri adepti o di membri esterni.

Concludendo, è doveroso prevenire episodi del genere tramite la conoscenza del fenomeno da parte dei più giovani e allo stesso tempo creare ambienti di vita più sani in modo tale da poter fornire loro validi strumenti per riconoscere il fenomeno e tenersi fuori, per non subire il fascino che le sette possono esercitare, che risiede soprattutto nel mistero in cui queste organizzazioni sono avvolte.

*avvocato penalista ed esperta di sette

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2 pensieri su “Il satanismo è un fenomeno che esiste realmente e in molteplici e spesso sconosciute manifestazioni. Il parere dell’esperto

  1. Daniele Cariboni ha detto:

    L’argomento mi sembra trattato in maniera confusa e, nonostante le intenzioni di fare chiarezza, l’effetto è quello di generare disinformazione, alimentando un panico scarsamente ragionato.

    Il satanismo moderno (dagli anni 60 in poi) ha 3 principali correnti, che hanno dei punti in comune, ma anche delle sostanziali differenze: razionalismo spiritualismo e tradizionalismo.
    Le prime 2 sono totalmente aliene a quasi tutto quello che c’è scritto nell’articolo: non esiste logica settaria, non esistono gerarchie, non esiste nessun riferimento ad azioni violente contro animali o persone. Il razionalismo, in particolare, ha dei gruppi organizzati che sono attivi (soprattutto negli USA), per la difesa e l’allargamento dei diritti civili e delle minoranze (su tutti il “The Satanic Temple”, che ha anche un capitolo italiano, seppur meno attivo della controparte americana: http://thesatanictempleitaly.it/chi%20siamo.html).

    Solo il tradizionalismo ha dei riferimenti culturali agli elementi più oscuri, che tuttavia sono generalmente più coreografici che reali.

    Quello di cui si parla per tutto l’articolo è l’acidismo, che viene citato come una corrente del satanismo, ma è di fatto rinnegato esplicitamente da tutte le correnti del satanismo, in quanto una forma di becera ribellione al cristianesimo (e pertanto, essendo definito come opposto di una religione, ne è in qualche misura definito, motivo per cui per molti satanismo l’acidismo è una deviazione perversa del cristianesimo) o una scusa folcloristica per comportamenti criminali. Per approfondimenti sul confronto fra tradizionalisti e seguaci dell’acidismo: https://satanistilanostraverita.it/2018/01/20/tradizionalisti-vs-acidi/

    Purtroppo l’articolo, dopo aver introdotto l’acidismo come una corrente del satanismo (quando è una realtà totalmente separata, ma per bontà di semplificazione potrebbe anche essere accettabile), prosegue mescolandolo e mettendolo al pari delle altre correnti.
    Tra l’altro, l’elemento più “grave” in questo senso è che poi vengono citati i bambini di satana e la Church of Satan, che sono 2 movimenti razionalisti, tra l’altro i bambini di satana accusati negli anni ’90 proprio di crimini analoghi a quelli delle sette di cui si parla adesso, ma assolti con formula piena (e risarciti per l’ingiusta detenzione).

    Per fare un paragone comprensibile per una persona comune, è un po’ come confondere testimoni di Geova e cristiani. Sebbene i TdG si facciano riconoscere in prima istanza come cristiani, non lo sono e gli altri cristiani non li riconoscono come tali (i testimoni di Geova non riconoscono Cristo come dio).

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    • tiziana cecere ha detto:

      Gentilissimo Sig. Daniele, La ringrazio per il Suo intervento, poiché per me ogni fonte di confronto diventa sempre costruttiva.
      L’analisi dei fenomeni esposti solo in summit nel mio articolo non era attinente ad un’indagine squisitamente religiosa e /o mistica considerando che alla luce della libertà di culto e di associazione vigenti in Italia, sussistono sia persone che credono in Dio che quelle che credono in Satana.
      A tal proposito nulla quaestio per quanto mi riguarda, anche perché sotto il profilo specializzato della mia professione non sono deputata a redigere pareri morali ma solo tecnico-scientifici pro-veritate.
      La scrivente, da 10 anni or sono, studia la profiling criminologica, sociologica e giuridica delle dinamiche settarie oltre che da qualche tempo insieme ad un team di esperti ha costituito un’associazione di promozione sociale, “Fermiconlemani”, che opera su tutto il territorio nazionale, per sensibilizzare il pubblico e prevenire il dilagante fenomeno dei gruppi settari, favorendo i colloqui con vittime delle organizzazioni settarie e con i loro familiari, e attività di prevenzione per distinguere, misurare o stabilire il grado di “manipolazione” subito da una persona.
      Mi preme evidenziale che tra le Classificazioni del Satanismo offerte da Aleister Crowley, Massimo Introvigne, Francesco Barresi e Vincenzo Mastronardi, quella che mi sento di sposare tra questi è di Massimo Introvigne, un noto sociologo e saggista italiano che si occupa da tempo del fenomeno del Satanismo e dei Nuovi Movimenti Religiosi ed è il fondatore e direttore del CESNUR (Centro Studi sulle Nuove Religioni).
      Egli propone quattro correnti di Satanismo: 1) Satanismo occultista: individui che accettano la visione del mondo descritta dalla Bibbia, con la storia della Creazione e la successiva cacciata dal Cielo degli Angeli ribelli poi divenuti demoni, però, a differenza dei Cristiani, si schierano dall’altra parte, cioè al servizio del Diavolo, Un esempio è quello del già citato Tempo di Set di Aquino, movimento occultista nato dallo scisma con la razionalista Chiesa di Satana di LaVey.; 2) Satanismo razionalista: in questo caso il Satanismo è una religione potenzialmente atea che considera Satana simbolo della trasgressione e della ragione, essa si fonda su una visione del mondo anticristiana, edonista e immorale. Il gruppo più famoso che appartiene a questa corrente è la già citata Chiesa di Satana fondata da LaVey; 3) Satanismo acido: in questo caso il Satanismo viene ad essere una scusa per gli eccessi e le depravazioni, con i riti basati sull’uso di sostanze stupefacenti, orge, abusi psicologici e sessuali.; 4) Luciferismo: questo movimento venera Satana ma non come rappresentante del Male. Viene considerato una figura positiva in contrapposizione alla descrizione della Bibbia.
      Il Luciferismo era rappresentato da piccoli gruppi estinti negli anni ’60 e ’70. Uno dei più celebri è stato il già citato The Process, fondato da Robert De Grimston nel 1961 a Londra.
      Studio e analizzo per fini preventivi insieme ad un team work le motivazioni che possono spingere un individuo ad entrare a far parte di una setta. È probabile che un soggetto si possa trovare in un momento di difficoltà o di crisi che lo porti a mettere in discussione i propri sistemi di valori, etici o culturali. In questo caso entrare a far parte di un gruppo, soprattutto molto coeso, rigido e gerarchico, proprio come quello di una setta, assieme a meccanismi di manipolazione mentale come ad esempio il “love bombing”, potrebbe facilitare il reclutamento e l’ingresso di individui nelle sette.
      Peraltro, l’elenco dei gruppi settari da me citati come statistica non è assimilato a commissione di crimini se non, come saprà, dato il suo interesse per la materia, per ciò che concerne “Le bestie di Satana”.
      Infatti, il 14 novembre 1996 scompare da Bugherio (Milano) Christian Frigerio, sempre nello stesso anno scompare una donna mai identificata, una prostituta straniera che sarebbe stata sacrificata a Satana, e nella notte del 6 maggio 1999 viene ritrovato il cadavere di Andrea Ballarin, impiccato a Somma Lombardo. Questi tre casi, apparentemente senza alcun legame tra di loro, si sono rivelati invece legati a una setta satanica chiamata le Bestie di Satana. Questa vicenda ha presentato risvolti processuali molto complessi che sarebbe importante approfondire, quando vuole e se ha piacere anche insieme a me e al team di Fermiconlemani.
      Tuttavia vale la pena accennare, anche se le notizie sono note alla cronaca, e le riporto da quei dati notori che per l’omicidio volontario e l’occultamento di cadavere di Frigerio sono stati indagati: Nicola Sapone, Andrea Volpe, Paolo Leoni, Mario Maccione, Pietro Guerrieri, Eros Monterosso, e Marco Zampollo, tutti già processati e condannati per i delitti Tollis-Marino e Pezzotta. Per la Ballarin sono andati sotto inchiesta Leoni, Sapone, Volpe e Monterosso, invece per la morte della donna Leoni, Sapone Guerrieri, Maccione e Zampollo.
      Secondo quanto affermerebbe un collaboratore di giustizia, Christian sarebbe stato vittima della setta in quanto si era interessato troppo rispetto a ciò che avveniva al suo interno.
      Concludendo, sono sempre disponibile al confronto, e avrei piacere considerato il suo interesse per la materia, invitarla a qualche incontro o corso tra quelli che organizzo insieme al team dell’associazione durante i quali ci occupiamo di analisi tecnico-scientifiche: criminologiche psicologiche, pedagogiche e giuridiche al fine precipuo della formazione in materia e soprattutto della prevenzione. La saluto cordialmente.

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