Cellamare, il sindaco concede il Castello Caracciolo per una festa privata e sui social si scatena la bufera

Cellamare, il sindaco concede il Castello Caracciolo per una festa privata e sui social si scatena la bufera. I consiglieri Laporta, Vurchio, Zammataro e Digioia scrivono al Prefetto

Il sindaco concede il Castello Caracciolo per una festa privata e sui social si scatena la bufera. Anche 4 consiglieri comunali (3 dell’ex maggioranza, 1 della minoranza) intervengono nel dibattito con un comunicato stampa diramato oggi, e facendo presente di aver inoltrato una nota al Prefetto di Bari, “richiedendo – è scritto – un suo autorevole intervento per rispristinare nel Comune di Cellamare il rispetto delle funzioni e dei ruoli attribuiti per legge alla competenza del consiglio comunale”.

“Avevo appreso in un gruppo whatsapp – dichiara il consigliere comunale Gianluca Vurchio – di inviti a partecipare a una festa privata (ballo con buffet di rustici e bevande) riservata solo a persone incluse in una lista, da tenersi nel castello Caracciolo di Cellamare per il 24 novembre a partire dalle 21. E in effetti – prosegue – così è stato. Accesso riservato solo a invitati. Diversi cittadini cellamaresi incuriositi si sono avvicinati al cancello dello storico immobile comunale ma gli è stato riferito che non potevano accedervi perché non erano nella lista”.

“Il Castello baronale di Cellamare – evidenzia Nicola Digioia, capogruppo consiliare di Cellamare cambia – è un bene di enorme valore culturale. Un grande tesoro che la storia ha consegnato in eredità nelle nostre mani. Ma è anche un tesoro che bisogna conoscere; o meglio, per prima cosa bisogna saper apprezzare, da non confondere con prezzare: è necessario saper difendere quello che è l’interesse culturale e storico che rappresenta per una comunità antica come Cellamare, e quindi è particolarmente importante tutelarne il suo valore di bene pubblico collettivo”.

“Il nostro castello – tuona Michele Laporta, ex sindaco e consigliere metropolitano – è simbolo della storia dei cellamaresi, orgoglio dei nostri padri, dei nostri nonni, dei nostri avi, recuperato grazie alla fatica e all’impegno di diversi sindaci e amministrazioni comunali, tutti desiderosi di ridare alla nostra comunità il cuore pulsante del passato. L’autorizzazione di quell’evento privato è stata una grave offesa al valore affettivo ed etico che il castello ha per la comunità cellamarese. Il simbolo della storia dei cellamaresi non può essere trasformato in un bene di consumo privato, a pagamento, a porte chiuse”.

“Il comune – aggiunge Eliana Zammataro, capogruppo di Iniziativa democratica – si è dotato di un regolamento, votato favorevolmente da tutto il consiglio comunale, per la celebrazione dei matrimoni civili nel castello. Un compito rientrante nelle funzioni istituzionali del sindaco. Ma nessun regolamento è stato mai adottato dal consiglio per altre finalità. Occorre inoltre, precisare che secondo quanto previsto dall’articolo 107 del testo unico degli enti locali, l’autorizzazione all’utilizzo dei beni e delle strutture comunali può essere disposta dal funzionario comunale individuato dal regolamento e nominato dalla giunta con il piano esecutivo di gestione. Tale previsione di legge è finalizzata a evitare decisioni discrezionali e arbitrarie degli organi politici (sindaco e giunta)”.

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Un pensiero su “Cellamare, il sindaco concede il Castello Caracciolo per una festa privata e sui social si scatena la bufera

  1. Anna Giove ha detto:

    A Cellamare, ogni qualvolta si avvicinano le elezioni comunali, si verificano situazioni inquietanti. Non è una novità e non bisogna meravigliarsene. E non sono nemmeno situazioni addebitabili ad uno schieramento piuttosto che ad un altro. Questo atteggiamento un po levantino, ammiccante e, se vogliamo, prevaricatore nei confronti degli avversari politici, è stato adoperato in passato ed anche in questa circostanza lo spartito è sempre lo stesso. L’occasione è troppo ghiotta. La gestione del potere, vieppiù in centri piccoli, è un mezzo importantissimo per il consenso personale (se vi sono fini illeciti devono scoprirlo le autorità a ciò delegate).

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