Cellamare, inaugurazione sala consiliare. L’ex sindaco Laporta: “Invito non pervenuto. Il presidente Loizzo s’informi prima di esprimere giudizi”

L’ex sindaco di Cellamare, Michele Laporta, non ci sta e va all’attacco sull’inaugurazione della sala consiliare di ieri: “Invito non pervenuto. E il presidente Loizzo s’informi prima di esprimere giudizi”

“Inaugurazione sala conferenze e sala consiliare al Castello Caracciolo di Cellamare. Invito non pervenuto”. Così replica piccato l’ex sindaco di Cellamare, Michele Laporta, in una nota inviata alla redazione, e relativa all’inaugurazione della sala consiliare svolta ieri mattina al Castello Caracciolo.

“Nel rispetto del galateo istituzionale – continua Laporta – come ex sindaco ed attuale consigliere comunale e consigliere metropolitano, mi sarei aspettato un invito a presenziare all’inaugurazione ed invece niente, nessun invito. Il restauro del castello è stato un obiettivo al cui raggiungimento hanno contribuito le amministrazioni comunali che si sono avvicendate a partire dagli anni ’80. Dal sindaco Nicola Ronchi che ha commissionato il primo progetto di “Restauro e recupero funzionale della casa castellana”, al sindaco Marisa Mariani che ha ottenuto il primo finanziamento ed avviato il procedimento di acquisizione del castello al patrimonio comunale. E poi l’amministrazione comunale che ho avuto l’onore di guidare come sindaco (2004-2014) che ha ottenuto nel periodo 2009-2012 ben 3milioni300mila euro per portare a compimento la riqualificazione strutturale e funzionale dell’immobile simbolo della storia locale”.

“D’altra parte – prosegue – cosa mi potevo aspettare da chi 2 anni fa mi ha estromesso dalla giunta comunale proprio a seguito della mia richiesta di annullamento di atti che lo stesso segretario comunale e il revisore unico dei conti confermarono essere irregolari. Si trattava per l’appunto dell’acquisto di ulteriori mobili per la sala consiliare, tra cui anche un tavolino in cristallo, attingendo 20.000 euro (da aggiungere ai 550.000 ottenuti dalla Regione durante il mio mandato) dal fondo di riserva del nostro comune con una procedura poco trasparente e in violazione ai principi contabili degli enti locali. Non c’erano soldi per rattoppare le strade e si volevano usare i soldi dei cittadini per comprare mobili. Forse ero diventato troppo “ingombrante” e per questo con sconcertante prepotenza e arroganza colui che avevo sostenuto e contribuito a far eleggere sindaco, mi fece recapitare a casa dal vigile urbano un suo decreto di revoca della mia carica di assessore. Un atto esemplare di ingratitudine e di tradimento nei confronti dei tanti cittadini di Cellamare che in me avevano riposto fiducia votandomi e risultando il più suffragato della lista”.

“Visto che chi governa Cellamare – aggiunge ancora Laporta – ha ancora le idee confuse sui progetti realizzati nel castello voglio ulteriormente chiarire quanto è documentabile agli atti presenti negli uffici comunali. I due saloni al piano terra del castello Caracciolo, ancora oggi inibiti alla possibilità di utilizzo da parte delle associazioni locali, sono stati recuperati, come da progetto, per ospitare convegni, conferenze, ma anche eventi musicali e teatrali, grazie ad un finanziamento erogato nel 2012 dall’Assessorato regionale all’Assetto del territorio dell’importo di 1milione800mila a favore dell’aggregazione dei comuni di Capurso, Cellamare e Valenzano e ripartiti in egual misura ovvero 600mila per ognuno. Avevamo intuito già da allora che aggregandoci avremmo avuto la possibilità di realizzare interventi che, da soli, sarebbero probabilmente rimasti nel cassetto. E così stipulammo insieme a Francesco Crudele, sindaco di Capurso, Luigi Lampignano, ex sindaco di Valenzano e all’assessore regionale all’assetto del territorio un accordo di programma che ci consentì di ottenere complessivamente ben 3milioni800mila euro. Il progetto di recupero dei due saloni al piano terra prevedeva, oltre il recupero strutturale anche arredi e impianti audio e video finalizzati alla possibilità di utilizzo da parte delle associazioni locali. Infatti i tecnici regionali ci avevano vietato di riportare in progetto la destinazione d’uso per sala consiliare e suggerito che eventualmente la sala conferenza potesse essere utilizzata anche per le riunioni del consiglio. Ciò significa che già un anno fa, ovvero dopo il collaudo finale, sia le associazioni che il consiglio comunale avrebbero potuto utilizzare tale salone al piano terra del castello. E’ comprensibile dunque che l’inaugurazione a “scoppio ritardato” abbia soprattutto una valenza elettorale considerato che tra 6 mesi si vota. Al presidente Loizzo mi sento solo di dire che prima di esprimere giudizi e soprattutto etichettare persone farebbe bene a documentarsi sulle vicende amministrative di Cellamare. Sarebbe stato più consono al suo ruolo di imparzialità in quanto presidente del Consiglio regionale evitare attacchi a persone del suo stesso partito ed esprimere piuttosto parole di rispetto dei ruoli”.

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