Esclusiva. ‘Caos Tari’ a Casamassima. Oggi alle Officine ufo il Comitato Tari 2018 spiega la sentenza del Tar Puglia a favore dei cittadini e l’appello del Comune

Esclusiva. Tari 2017. Dopo la sentenza del Tar Puglia a favore dei cittadini, oggi a Casamassima, alle Officine ufo, il Comitato Tari 2018 illustra anche l’appello del Comune

‘Caos Tari’. Così hanno intitolato l’incontro di oggi, sabato 10 novembre presso i laboratori urbani “Officine Ufo” alle 17, il presidente del Comitato Tari 2018, Pierfrancesco Fais, e i suoi componenti. E allora entriamo nel “Caos”, in esclusiva, prima dell’incontro.

Nel giugno del 2017, 4 cittadini ricorrenti depositano ricorso al Tar Puglia Bari (4 ricorrenti e non un Comitato, in quanto un Comitato non sarebbe il soggetto giuridico riconosciuto per promuovere un ricorso né sarebbero possibili class action) per l’annullamento di:

La delibera – lo ricordiamo – con una semplice determinazione dirigenziale avrebbe modificato il Piano Tari 2017 fino ad allora approvato, portandolo da € 3.879.000 a € 4.115.000.

“Una somma – fanno sapere gli organizzatori dell’incontro di oggi – di 236.000 euro in più rispetto a quanto approvato in sede consiliare, che pur contenendo l’addizionale provinciale del 4%, da inserirsi nel Piano Tari, viene aggiunta successivamente agli atti approvati in sede di Consiglio comunale, rimasta inspiegata e inspiegabile in tutti gli atti depositati compreso l’appello, al Consiglio di stato promosso dal Comune avverso la Sentenza del Tar”.

Il ricorso dei cittadini viene accolto dal Tar.

“Nella successiva sentenza del Tar n. 869/18 – spiegano ancora gli organizzatori – sono accolti tutti i punti del ricorso confermando tutte le violazioni di legge intervenute, condannando il Comune”.

Importante, a questo punto, rimarcarne sinteticamente qualcuna:

Altro punto accolto:E circa quella determinazione dirigenziale che abbiamo citato:

Fin qui la prima parte della storia. “Adesso – aggiungono gli organizzatori – analizziamo insieme le fasi successive. La seconda ci pare la più controversa”. “La sentenza viene pubblicata il 13/06/2018, 3 giorni dopo il primo turno elettorale. Il primo ricorrente, Pierfrancesco Fais, la Uil e il Partito comunista, sono gli unici a scrivere al Commissario prefettizio diffidando il Comune dall’intraprendere azioni prima di aver vissuto un confronto con i ricorrenti. Il Partito comunista, aggiunge una domanda, nella sua nota inviata a mezzo pec, ovvero, se per caso il Piano finanziario 2017, come per legge, fosse stato stilato dall’azienda gestore con il supporto della azienda di gestione tributi vincitrice dell’appalto (pur unica partecipante). Naturalmente – sottolineano gli organizzatori – le richieste rimangono inascoltate e qui ci permettiamo di aggiungere una considerazione:

  • Cittadini, organizzazioni sindacali, organi politici

Meritano il silenzio? Non sono anch’essi parti attive di una città ed essi stessi, cittadini? Possono esistere ancora, nel 2018 comportamenti feudali da distinguere fra cittadini di serie A e serie B, dove i primi vanno ascoltati e i secondi ignorati?”.

Esplode il Partito comunista interpellato a riguardo: “Non c’è forma peggiore di violenza e antidemocrazia del tacere, ma come sappiamo, questo comportamento è tipico delle amministrazioni, di qualunque appartenenza, meglio tacere, facendo i sordi, che affermare la verità”.

Intanto la questione Tari gonfia la bagarre elettorale del ballottaggio, creando, in una autoreferenziale campagna elettorale, almeno 2 contrapposizioni: da una parte il centrodestra e Progetto Casamassima con Rinnovamento civico a esprimere condivisione e disponibilità al confronto con chi potrebbe anche suggerire soluzioni, e dall’altra il futuro sindaco-avvocato, difensore della legittimità giuridica delle azioni: convinto sostenitore dell’interpretazione delle sentenze. Più tardi, il 2 agosto, avrebbe opposto resistenza verso i suoi concittadini consegnano al Consiglio di stato l’appello del Comune: “Tutelare le casse del Comune vuol dire essere realmente dalla parte dei cittadini”, dirà per giustificarsi. Ma abbiamo già affrontato questa parentesi, spiegando che non sia corretto moralmente dire una cosa del genere (leggi qui).

Appena eletto, infatti, dopo 3 giorni appena, valutata la sentenza grazie al difensore d’ufficio del Comune, procede con l’appello. Una capacità di analisi velocissima.

Veniamo dunque alla terza parte della storia.

“Ci troviamo di fronte – proseguono la narrazione gli organizzatori – a un momento in cui vengono rilasciate delle dichiarazioni in consiglio comunale a fine settembre che, collegate all’appello presentato in Consiglio di stato il 2 agosto, ci chiariscono aspetti che alla conferenza spiegheremo meglio. Le dichiarazioni farebbero riferimento a un iter per il consiglio comunale che in un certo senso ratificherebbe un percorso, ma – ci risulta – che esita un atto che sarà necessario approfondire: chi lo ha firmato e con quali poteri esattamente? E pertanto da impugnare”. I ricorrenti – a quel punto – si sarebbero costituiti in controdeduzione al Consiglio di stato depositando un atto di impugnazione straordinaria al Presidente della Repubblica.

“Un atto – sottolineano i ricorrenti – non proprio signorile verso propri cittadini, colpevoli solo di aver riposto attenzione alle ‘soluzioni’ legislative commesse e punite dal Tar Puglia Bari. Checché se ne possa dire, la prima azione storica da parte di cittadini che analizzano i conti e il rispetto delle leggi da parte del proprio Comune verso quelle casse comunali che oggi si ricorda di difendere anziché prima”.

Una azione storica e coraggiosa rivolta negli interessi di tutti, a proprie spese. Possono restare soli in questa battaglia? Tra un’ora, alle 17, l’incontro alle Officine Ufo per raccontare tutto negli interessi di tutti.

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