Casamassima, niente falconeria al corteo storico della Pro loco. La Lipu plaude la scelta

La Lipu plaude la scelta della Pro loco di evitare, quest’anno, la falconeria durante il corteo storico a Casamassima. “Esibizione di rapaci altamente diseducativa”

“Non sappiamo quali siano state le motivazioni che hanno spinto la Pro Loco di Casamassima a scegliere di non ospitare lo spettacolo di falconeria, ma siamo comunque soddisfatti della scelta, poiché come ribadito negli scorsi anni, lo spettacolo di falconeria non aggiungerebbe né toglierebbe niente all’evento, di fatto così è stato”. La Lipu, Lega italiana protezione uccelli, plaude la scelta dell’associazione turistica locale pubblicamente in una nota stampa inviata alla redazione. “Auspichiamo – ha fatto sapere Rina Addabbo, referente locale della Lipu – che questo possa essere l’inizio di un nuovo percorso, di un approccio più etico alla conoscenza degli animali ed un esempio concreto per tanti altri eventi simili, che si svolgono tutto l’anno in tante città italiane. Ci complimentiamo quindi con la Pro loco Casamassima per la scelta fatta augurandoci che possa ripetersi anche nei prossimi anni”.

“Pensiamo – prosegue – che il modello offerto dall’esibizione di rapaci sia altamente diseducativo per gli adulti e soprattutto per i bambini, poiché mostra esclusivamente la sottomissione degli uccelli con il solo scopo di intrattenere il pubblico, non permette di scoprire e conoscere le caratteristiche naturali o il comportamento selvatico di questi animali. La falconeria, come qualunque tipo di spettacolo che prevede l’uso di animali vivi, propone una visione distorta, assolutamente priva di ogni forma di rispetto del delicato e fragile rapporto tra l’uomo e la natura”.

“Da anni – continua Addabbo – come rappresentanti della Lipu (Lega italiana protezione uccelli) ribadiamo la necessità di evitare questo tipo di spettacoli nella nostra città (che ospita una piccola ma preziosa colonia di Falco grillaio), poiché ha generato comportamenti di imitazione con conseguenze gravi nei confronti della specie, come l’induzione al prelievo dei piccoli al nido e l’allevamento illegale in cattività, vanificando di fatto – conclude – tutti i nostri sforzi nella costante opera di diffusione di una maggiore sensibilità verso la specie e il mondo della natura”.

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