Omicidio stradale, a Bari un convegno per addetti ai lavori. I relatori: “Occorre maggiore specializzazione”

“Maggiore specializzazione”. E’ quanto emerso dal convegno sull’omicidio stradale svoltosi a Bari, organizzato all’Università di Bari

Maggiore specializzazione. Avvocati, ingegneri, polizia stradale, magistratura. Gli ordini professionali, le forze dell’ordine e il sistema di giustizia deve necessariamente essere al passo coi tempi e garantire risposte in caso di omicidio stradale. All’Università di Bari, ieri si è svolto un convegno sul tema delle lesioni e dell’omicidio stradale, organizzato dalle associazioni Ariap, Commentario del merito e Rotaract club Bari Agorà con il patrocinio degli Ordini professionali degli avvocati, degli ingegneri, dei geometri dei periti insieme a Fim e Vespa Club.

A moderare i lavori l’avvocato Paolo Iannone, vice presidente Rotaract, che ha introdotto gli illustri relatori: Ettore Cardinali, Sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Bari, Francesco Pompilio, commissario di Polizia stradale, gli avvocati Carlo Russo Frattasi, Paolo Laghezza e Giuseppe Basciani nonché gli ingegneri Pasquale Maurelli e Francesco Del Cesta.

“Un successo di presenze da parte dei colleghi – ha commentato Beppe Basciani, responsabile del Commentario del merito – testimonia l’importanza del tema. Sappiamo quanto un sinistro possa sconvolgere la vita delle persone e tutti i professionisti che, inevitabilmente, ne sono coinvolti devono essere all’altezza del compito. Oggi non possiamo più permetterci avvocati o ingegneri generalisti, il mercato ci impone una sempre maggiore specializzazione e, soprattutto, una sempre maggiore interazione tra le diverse competenze, obiettivo che ci siamo posti per questo convegno”.

“Certamente – ha detto Pasquale Marelli, referente dell’associazione Ariap – un’occasione proficua e da ripetere. L’aula era gremita di professionisti sia legali che tecnici e questo ci dà la dimensione del livello di intersettorialità ormai raggiunto. Oggi ricostruire un sinistro stradale è un po’ più facile grazie alla tecnologia ma solo se ad usarla è un professionista qualificato. Non possiamo affidare ad un algoritmo i destini e le storie delle persone”.

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