Casamassima, l’opinione. Perché continuare a dire che il sindaco tutela le casse comunali, per noi, non è corretto ma un ossimoro

Casamassima. Perché continuare a dire che il sindaco Nitti tutela le casse comunali, per noi, non è corretto moralmente ma un ossimoro

di Danilo Nesta

Per noi non è corretto. Da un punto di vista morale, continuare a ripetere che il sindaco Nitti tutela le casse comunali con un appello in Consiglio di stato in una vicenda che coinvolge dei cittadini cui il Tar ha dato ragione (in cui, cioè, sono coinvolti cittadini del Comune da lui rappresentato), per noi non è corretto.

danilo nesta

Scrivo in qualità di opinionista qui, ma soprattutto da libero cittadino in stato democratico, in cui il diritto di parola è ancora garantito.

La vicenda è quella della Tari 2017. Vicenda che ha visto: da una parte i cittadini casamassimesi che ritenevano la tariffazione stabilita per la gestione del servizio di igiene urbana troppo onerosa, e dall’altra il Comune di Casamassima che – soccombente al Tar Puglia – ha deciso di resistere ai cittadini in Consiglio di stato.

Torniamo sull’argomento, ancora una volta, perché un giornale locale di Casamassima, la settimana scorsa, riportando un comunicato stampa del centrodestra locale (nel quale questa parte politica si schiera accanto ai cittadini in questa battaglia), proponeva la replica del sindaco a quel comunicato, come se il sindaco non si fosse già espresso sul procedimento: non era chiara la dichiarazione che aveva fatto il 28 settembre scorso, direttamente in consiglio comunale? Che senso aveva dunque, replicare a se stesso?

Il giovane sindaco Nitti riferisce a quel giornale che “Tutelare le casse del Comune vuol dire essere realmente dalla parte dei cittadini”. Ma il giovane sindaco Nitti cosa intende esattamente? Cosa significano le sue parole dopo una sentenza storica del Tar che bacchetta il Comune perché effettivamente la tariffazione sarebbe troppo onerosa?

Dov’è l’ossimoro? Vediamolo subito.

Le casse del Comune esistono perché i cittadini-contribuenti le ‘riempiono’ con le tasse che vengono loro imposte, ma per il giovane avvocato-sindaco, è normale che si possano tassare i cittadini al di là del limite che il Tar ha riconosciuto? Limite che – secondo la sentenza di quel Tar – supererebbe la legge. Allora ci chiediamo: è corretto superare il limite pur di riempire quelle casse che lui dichiara di voler tutelare?

Ecco l’ossimoro.

Se il lettore ci consentisse una traduzione brutale, potremmo dire così: intanto prendiamo i soldi dei cittadini, poi si pensa. Se mai qualcuno (il cittadino non silente) dovesse mai impugnare il provvedimento, noi (l’ente Comune dal giovane sindaco rappresentato) pagheremo avvocati (con tempi a destinarsi) per resistere a quel qualcuno (che sarebbe il cittadino ribelle). Tanto – potremmo estremizzare il concetto – ‘noi’ siamo più forti dei cittadini che vogliamo tutelare.

L’altro ossimoro? Quei cittadini che il Comune e il giovane sindaco vogliono tutelare, per tutelare se stessi, sono costretti ad altri esborsi per difendersi in Consiglio di stato dal Comune. Insomma, un controsenso. Ma saremo per caso figli di nessuno? No, siamo il salvadanaio.

E dunque, consentiteci di ricordare cosa il giovane Primo cittadino ha riferito in quel consiglio comunale succitato: “L’avv. Pappalepore, in una nota al Comune, ha rimarcato l’opportunità dell’adozione da parte dell’Amministrazione comunale di un provvedimento consiliare che integri e ricostruisca la motivazione degli atti gravati e dia conto dell’impossibilità di un diverso contenuto dispositivo degli stessi, perché, afferma, fra le doglianze accolte dei ricorrenti sta il difetto di motivazione negli atti approvati dal Consiglio comunale, quindi, qualora il Consiglio comunale dovessimo fare degli atti integrativi ai fini di meglio motivare quelle delibere stiamo già un passo in avanti rispetto a quelle doglianze dei ricorrenti”.

Un linguaggio da avvocato?

Il centrodestra, nel comunicato menzionato, citava una delibera firmata dal commissario prefettizio; in questa dichiarazione ufficiale il sindaco fa riferimento a un provvedimento da adottare in consiglio. Attendiamo questo provvedimento. A meno che non sia stato già redatto, approvato e pubblicato, e ci sia sfuggito! Dal 28 settembre non ci pare il consiglio si sia riunito ulteriormente…

Dunque la domanda: ma alla fine a chi spettava deliberare? Al commissario prefettizio citato dal comunicato del centrodestra o al consiglio comunale citato dal sindaco e dall’avvocato Pappalepore? Perché se spettava al commissario, egli poteva pensarci prima della proclamazione del sindaco e non l’8 luglio quando un sindaco già c’era. Se spettava al consiglio, allora perché aspettare il 28 settembre per riferire una comunicazione dell’avvocato Pappalepore che ha depositato l’appello al Consiglio di stato il 2 agosto? Domandare è lecito, rispondere è cortesia.

Poi un’altra considerazione. I cittadini ricorrenti hanno promosso un ricorso al Tar a proprie spese cercando tutela per tutti i cittadini di Casamassima. Se questo non fosse chiaro lo ribadiamo: la sentenza del Tar Puglia non vale solo per i ricorrenti.

Se il Consiglio di stato dovesse confermare che il Comune di Casamassima abbia sbagliato, è lecito chiedermi (o chiedersi) se non lo abbia già fatto altre volte? E i cittadini silenti, sempre da salvadanaio devono fare?

Il bello di tutto ciò – fateci fare dell’ironia – è che forse è bello resistere ai cittadini piuttosto che combattere contro chi commette errori… Mica hanno spiegato, per esempio, come è stato possibile generare un disavanzo del conto economico in 1 solo anno (solo finanziario) di meno 5.247.000 euro (!). Cinquemilioniduecentoquarantasettemilaeuro.

Ma il civismo non è essere civico? Rivolto al cittadino?

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