Sanità pugliese, Asl Bari. Gli infermieri precari replicano: “Care istituzioni a breve avrete sulla coscienza il destino di quasi 1000 persone”

SAnità pugliese. “Care istituzioni a breve avrete sulla coscienza il destino di quasi 1000 persone”. Gli infermieri precari dell’Asl Bari replicano ai vincitori di concorso

“I precari don’t stop, gli infermieri pugliesi Asl Ba che dal 1° novembre rischiano di restare a casa, sono oramai sotto i riflettori di tutti, tra tg, testate giornalistiche, gente comune che chiede: perché manifestate?”.

L’esercito dei precari, in una nota stampa inviata alla redazione, replica alla posizione degli infermieri vincitori di concorso. “Ma soprattutto da fin troppo tempo siamo sulla bocca dei “colleghi” idonei al concorsone Asl Ba, che quotidianamente utilizzano i social network, in particolare facebook, per additarci come colpevoli del mancato raggiungimento del loro tanto atteso posto fisso, in virtù della causa per cui tanto ci stiamo battendo, ossia il rinnovo dei nostri contratti in scadenza a fine ottobre. Il tutto colorato da espressioni dispregiative nei nostri confronti, offese, intente a sottolineare la nostra incapacità al superamento di prove concorsuali, e destinati conseguentemente ad andare a casa. Siamo stati definiti bamboccioni, poiché a detta loro non sosteniamo concorsi pubblici in altre regioni italiane, ma pretendiamo il lavoro sotto casa. Bene molti di noi abbiamo assaporato il lavoro nelle cliniche private, spesso per due lire, e per giunta con partita iva; abbiamo preso il bus della speranza per la conquista del “posto fisso”, fuori dalla Puglia, e in tanti siamo idonei di concorso in attesa di una chiamata da anni.

Siamo rammaricati – scrivono nella nota – per questa triste pagina che l’infermieristica pugliese sta vivendo; i colleghi “ormai dentro” piuttosto che generare una “guerra tra poveri” dovrebbero unirsi a noi, affinché tutta la categoria professionale lotti per garantire una sanità migliore, per consentire il raggiungimento di un adeguato numero di personale nelle corsie e nei servizi territoriali, dato che principalmente ne vanno di mezzo la tutela e la salute dei cittadini pugliesi. Deontologicamente dovrebbe esserci rispetto e solidarietà, che purtroppo stanno venendo a mancare.

Per la prima volta dopo vent’anni – proseguono – circa 227 professionisti saranno mandati a casa, senza la possibilità di maturare quei requisiti utili per un’eventuale riserva dei posti in un futuro concorso (come accaduto per gli infermieri dpcm nell’ultimo concorsone). Pertanto 1600 infermieri, idonei di concorso, risulteranno insufficienti a colmare la carenza di personale delle Asl pugliesi a fronte della mancanza di circa 3390 unità infermieristiche stimata dall’Opi.

È davvero sconfortante notare ogni giorno, l’assenza di collaborazione e vicinanza verso colleghi più sfortunati. Rivendichiamo solo un po’ di tempo affinché ci siano risposte adeguate sia da parte del governo nazionale considerando la grave carenza di professionisti infermieri in tutta Italia e, sia dalla volontà regionale di voler garantire una sanità migliore che punta a essere il fiore all’occhiello del sud Italia.

Al momento – aggiungono – non è presente una tutela specifica per noi precari, ma è pur vero che siamo una consistente fetta di questo scenario, ed è compito della politica intervenire a favore di tutti noi lavoratori su cui le Asl hanno investito in questi anni, formandoci. La stessa legge Madia, modificata successivamente con la circolare 3 che parifica l’avviso pubblico a un concorso consentendo a più lavoratori di rientrare in un processo di stabilizzazione eliminando così il precariato, nell’attesa della sua applicazione di fatto come norma giuridica ha creato eserciti di precari. Care istituzioni adesso avrete sulla coscienza il destino di 227 persone che a breve diverranno più di 1000 in tutta la Puglia. Ci auguriamo – concludono i precari – che il destino di noi professionisti che in questi anni abbiamo contribuito al raggiungimento di risultati positivi in termini di assistenza conseguiti dalla regione Puglia non venga mortificato dall’immobilismo e dalla rigidità, auspicandoci che la strada finale di questa nostra rivendicazione non sia il licenziamento, ma sia un rinnovo contrattuale mirato a prospettive future di stabilità”.

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Un pensiero su “Sanità pugliese, Asl Bari. Gli infermieri precari replicano: “Care istituzioni a breve avrete sulla coscienza il destino di quasi 1000 persone”

  1. Gigi ha detto:

    Io in tutta questa storia vedo solo persone che cercano di aggrapparsi a qualcosa che non gli spetta. Avevano e hanno un contratto a tempo determinato e come tale cessa…la ASL è vero che non gli rinnova il contratto e li manda a casa ma ha dato un posto “fisso” ad altrettanti Infermieri…ora loro si rimbocchino le maniche e vadano a farebe soprattutto vvimcere qualche concorso cosi come hanno fatto quelli che verranno assunti. È inutile piagnucolare.

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