Casamassima, il Comitato Tari 2018 scrive al Prefetto: “Il Comune contro i cittadini, Sua eccellenza accolga la nostra delegazione”

A Casamassima il Comitato Tari 2018 scrive al Prefetto chiedendo un incontro: “Il Comune resiste in giudizio contro i cittadini, Sua eccellenza accolga la nostra delegazione”

‘Chiediamo al Prefetto di Bari Marilisa Magno di riceverci per ascoltarci, visto che il Comune di Casamassima ci ignora’. Questo il senso della lettera inviata dal Comitato Tari 2018, nella persone di Pierfrancesco Fais (primo ricorrente nel procedimento instaurato presso il Tar Puglia relativamente alla questione Tari 2017), al Prefetto di Bari l’11 settembre scorso (e alla quale richiesta non è ancora seguita alcuna azione).

“Il nostro gruppo di cittadini – scrivono – riunito nel Comitato Tari 2018, si è fatto carico di monitorare e analizzare tutti gli atti emessi dall’amministrazione comunale, sui quali si nutrono perplessità. Per questo chiediamo di incontrare il Prefetto in ristretta delegazione per evidenziare quanto contenuto nella nostra lettera, nonché altri atti degni di riservatezza”.

Riavvolgiamo il nastro e vediamo cosa è riportato nella lettera.

“A seguito dell’approvazione del Piano Tari 2017 – scrive Fais a nome del Comitato – si costituiva a Casamassima un comitato cittadino per sensibilizzare l’opinione pubblica e la politica locale, sul contenuto degli atti approvati dal Consiglio Comunale che appariva viziato da irregolarità contabili. Alcuni cittadini, tra cui lo scrivente come primo ricorrente, impugnavano avanti il TAR Puglia Bari tutti gli atti connessi al detto Piano Tari 2017.

Con la sentenza n. 869 del 13/06/2018, il Tar Puglia Bari accoglieva tutti i punti del ricorso, promosso da cittadini di Casamassima avverso la delibera di consiglio di approvazione del Piano Tari 2017, pari ad € 3.879.000 ed il relativo Pef (Piano economico finanziario), con la lista di carico ammontante però a € 4.115.995 (quasi pari a quello della città di Modena), condannando il Comune. Il Pef è risultato essere stato svolto dall’azienda gestore del servizio igiene urbana, dalla dell’azienda di gestione tributi (collaborazione prevista contrattualmente) e dalla presumibile quanto ovvia supervisione dei responsabili di servizio igiene urbana ed economico finanziario, come previsto per legge e in atti.

Nonostante fossero noti i risultati della gara unica per l’Aro Ba5 già dal novembre 2015, il Comune di Casamassima si faceva trovare impreparato all’accoglimento di tale novazione, al punto di firmare il contratto il 15/06/2016 offrendo di fatto alla popolazione cittadina lo stesso servizio stradale precedente, per ben 7 mesi e mezzo, pagandolo però più del doppio.

Oggi – conclude il Comitato – il Comune, non ancora appagato della propria inerzia, ricaduta economicamente solo sui propri cittadini, ha inteso promuovere appello al Consiglio di stato contro la sentenza del Tar, ovvero contro i propri cittadini risultati vincitori, incurante degli appelli avanzati già a far data del 18/06/2018 a mezzo pec, da parte del primo ricorrente, da parte del Partito comunista, unica forza politica di supporto e non rappresentata in consiglio comunale, e dalla Uil locale, volti a richiedere un incontro sull’argomento prima di procedere ad azioni di appello, che poi si sono concretizzate nel mese di agosto, eludendo qualsivoglia richiesta di confronto con le parti”.

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