L’opinione. “La guerra sola igiene del mondo”. Viviamo in un tempo di rissa e di rancore

L’opinione di Vito Labarile. “La guerra sola igiene del mondo“. Viviamo in un tempo di rissa e rancore. Ripercorriamo l’epoca delle avanguardie

di Vito Labarile

È il titolo del Manifesto sul Futurismo: una sorta di rinnovamento della cultura artistica, letteraria, musicale con cui gli Intellettuali all’inizio del secolo scorso sfidarono la borghesia dell’epoca. La parola nel vortice del pensiero e dell’azione, un inno alla modernità che con l’industrialismo nascente voleva scuotere le coscienze atrofizzate della sensibilità collettiva.

Era un movimento Italiano che investì l’intera cultura europea, influenzando movimenti internazionali del calibro di Costruttivismo e Suprematismo: una avanguardia totale che poteva contare su grandi figure come Boccioni, Balla e Severini in campo artistico, Marianetti in quello letterario, Sant’Elia in architettura, oltre ad altri nella musica. Insomma, si inneggiava il vessillo della guerra come igiene e rinnovamento di una società lenta ma con regole di ingaggio robuste e condivise tra società civile e politica, facce mai separate nello sviluppo di un paese.
Oggi vediamo affiorare nel pensiero e nell’azione degli attuali improbabili governanti assonanze futuriste ma declinate in chiave caricaturale: Salvini che vuole fare la guerra ai magistrati, alla nostra stessa Marina militare, alla Chiesa, all’Ue, e subito gli fa eco Di Maio che nientemeno minaccia unilateralmente di non pagare più i nostri contributi all’Ue. Così entrambi hanno rimediato uno schiaffo colossale dall’Ue trascinando il paese nel ridicolo.

Bullismo (Di Maio e Salvini) e irrilevanza (Conte… “chi è Costui?“, direbbe Carneade) sono i caratteri di questa compagine di governo pittoresca.
E’ quello che sempre accade quando si determina il divorzio tra cultura e politica.
Attenzione a non sottovalutarli questi signori perché la loro regola è la “Rissa” con tutti e chiunque a loro si contrapponga, esattamente come ciò è rappresentato nel grande dipinto futurista di Boccioni (nell’immagine, ndr) e appunto intitolato “Rissa in galleria”.

La differenza è che costoro la rissa la vogliono portare nel paese con una campagna elettorale a oltranza che i corpi intermedi della società (associazioni datoriali e sindacali, associazionismo cattolico e laico, comuni cittadini) tutte vittime di questa rissa, devono affrontare con altrettanto vigore scendendo nella piazza fisica, vera e non virtuale, e a gran voce gridando: “Siamo incazzati neri e non ne possiamo più…”!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.