L’opinione. I nuovi miserabili, i grillini. Grazie alla dittatura digitale sono oggi non sotto, ma al potere dello stato

L’opinione politica. Grazie alla dittatura digitale, i grillini sono ‘I nuovi miserabili’: non sotto, ma al potere dello stato

di Vito Labarile

Victor Hugo scrisse nell’Ottocento dei “Miserabili” come di coloro che subivano ogni genere di sopruso, discriminazione e dunque degli “Ultimi”, di un popolo assediato e umiliato da classi dominanti dispotiche e violente. Oggi, nel XXI secolo, potremmo dire che i loro eredi – meglio conosciuti come “Grillini” – grazie alla “Dittatura digitale” della rete, rappresentano l’inversione del teorema del celebre poema di Hugo: oggi costoro sono i nuovi miserabili non più sotto, ma al potere dello stato!
Cosa si può dire delle esternazioni di un uomo ultimo come Di Maio che esordisce con: “Pd e Lega (politicamente agli antipodi) per me pari sono”, per poi proseguire chiedendo l’empeachment del Capo dello stato per il disaccordo da costui espresso su un nome di un ministro. E oggi, sull’Ilva: “La gara è stata illegittima ma non si può annullare, ma se c’è qualche impresa interessata possiamo invece annullarla!”.
Questa è ‘Barbarie giuridica, morale e politica’!
Costoro sono portatori non sani di odio e rancore sociale. Proprio di quei sentimenti che ai tempi della Rivoluzione francese generarono uno dei periodi più cruenti della storia dei popoli: il Termidoro, dove la caccia agli untori fece rotolare le teste di tanti innocenti!
Attenzione, che costoro ci smontano lo stato e vedrete che al più presto tenteranno di portarci fuori dall’euro impoverendo il paese e distruggendo i risparmi degli italiani!
Cosa fare per fermare questi nuovi Barbari…? Recuperare il senso e l’orgoglio di appartenenza a un grande paese come l’Italia: insomma ritornare a fare gli Italiani riscoprendo un nuovo significato di “Sovranismo”, che è l’esatto opposto di quello a cui s’ispira Salvini!
Un Sovranismo che non è nazionalismo ma difesa del grande patrimonio materiale e immateriale del paese e dei suoi cittadini. Insomma la nuova frontiera di un patriottismo che apre e non chiude agli altri, dove incontro, rispetto e diversità diventano le parole d’ordine di una nuova e rinnovata religione civile tra i popoli.
Insomma è la ‘Buona politica’ il vero antidoto alla Barbarie dove tutto è comunicazione e niente è conoscenza. La Buona politica si fa nel duro silenzio del quotidiano, di chi tesse la tela che i tanti geni guastatori, in perenne servizio, tendono quotidianamente a sfilare, incuranti del danno che producono soprattutto alle giovani generazioni!

[immagine rappresentativa]

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