Perché nel Medioevo si scatenò la caccia alle streghe ed è durato sino alle soglie dell’Illuminismo? 2° puntata

La rubrica sulle streghe continua: seconda puntata. Perché nel Medioevo si scatenò la caccia alle streghe? Il fenomeno ha radici ben più lontane

di Pino Gadaleta

I culti ellenistici di Dionisio, Diana, le Pitia, i misteri Eleusini, le Menadi, forniscono abbondanti argomenti per spiegare alcuni rituali delle streghe medievali e rinascimentali. Circe la polupharmacos, cioè esperta di farmaci sia curativi che velenosi, capace di trasformare gli uomini di Ulisse in porci, Medea conoscitrice di erbe ma perfida assassina, per vendetta, dei figli di Giasone ne sono l’archetipo.

Apuleio (125-170 d.c.) scrisse il De Deo Socratis (il demone di Socrate) un manualetto di demonologia dove affermava che vi erano spiriti che per natura stanno in mezzo tra gli dèi e gli uomini, e scrisse sia di rapaci sia di donne che potevano trasmutarsi in animali per mezzo di un unguento magico. La figura di Iside, patrona della maternità, della fertilità, e della medicina femminile. Signora delle arti magiche, insegnò alle donne la coltivazione delle piante aromatiche e medicinali, l’arte della filatura e della tessitura. Il culto di Iside fu attivo durante il periodo ellenistico e nella Roma imperiale.

Nell’antica Roma vi erano le Herbariae, donne greche giunte a Roma come schiave che tramandavano la conoscenza del potere delle erbe come medicinali, e per lo più erano ingaggiate dai nobili come “avvelenatrici” o per procurare aborti per nascite indesiderate.

Da qui deriva la figura della strega (dal latino strix, il barbagianni), la malefica, ovvero una donna che prevedeva il futuro e praticava la magia e accusata, da autori cristiani, di avere commercio con Satana.

Il fenomeno delle streghe, a ben vedere ha radici molto più lontane tanto che nella Bibbia è citata la strega Endor descritta nel libro di Samuele.

La Chiesa svolgeva un ruolo di controllo sociale e politico di tutto il sistema. Il Medioevo non fu un’età buia e oscura, anzi fu un periodo di crescita e di scoperte, come, ad esempio, la nostra lingua. Nel X-XI sec. fiorì la Scuola medica di Salerno che accoglieva studenti di ogni etnìa ed era l’unica aperta alle donne, chiamate Mulieres Salernitanae.

Perché nel Medioevo si scatenò la caccia alle streghe ed è durato sino alle soglie dell’Illuminismo?

La questione è connessa all’“eresia”, che per la Chiesa era un fattore destabilizzante per una società tripartita come quella medievale con i bellatores, guerrieri, gli oratores, il clero, i laboratores, i contadini. I primi a farne le spese furono gli eretici Catari che furono “sterminati” a Montesegur nel 1244 con la crociata indetta da papa Innocenzo III contro di loro. Con l’accusa di eresia fu sciolto l’ordine Templare nel 1314. L’eresia era un meccanismo ben collaudato che serviva a eliminare avversari e personaggi scomodi come furono, ad esempio, Gerolamo Savonarola e Giordano Bruno. E dalle nostre parti Lo stupor Mundi, Federico II (1105-1147), dovette fare i conti con le scomuniche e accuse di eresia inflittigli dai Papi nei suoi confronti.

L’ortodossia alla Fede era fondamentale e l’eresia e la stregoneria violavano l’unità sociale. In realtà la paura delle streghe, indotta nella popolazione dagli oligarchi del potere temporale e religioso cattolico e protestante, era usata come controllo poliziesco delle rivolte contadine e delle richieste di maggiore libertà del popolo e dare risposte a eventi sovrannaturali.

La Chiesa costruì lo stereotipo del sabba nelle notti di equinozi e solstizi, descritto come un incontro notturno avvolto dal velo della stregoneria, dove i partecipanti si radunavano in luoghi bui, e giungevano alle riunioni a cavallo di manici di scopa, dopo essersi spalmati degli unguenti sul corpo ricavati da materiale umano, soprattutto da bambini. I nuovi adepti erano obbligati a compiere riti d’iniziazione: rinunciare alla fede cristiana, rifiutare i sacramenti, calpestare la croce, prestare giuramento al diavolo che si presentava in forma animale o semi-animale. A questa fase iniziale ne seguiva un’altra, caratterizzata da danze sfrenate e orge sessuali.

Le streghe sono devote e accendono candele a Dianom (Luna-Ecate-Diana). Il lupercale continua a spaventare bambini e donne, sotto la maschera Hallequin, e a San Giovanni si ammazza il capro per celebrare Bacco-Priapo. Tutto questo era confessato, ovviamente sotto tortura, e contribuì ad attestare l’esistenza in Europa di centinaia di migliaia di streghe che minacciava la cristianità.

Se nel medioevo la “caccia alle streghe” fu più contenuto, è alle soglie del Rinascimento che si inasprisce nella fase più acuta delle guerre di religione tra Luterani e Cattolici, entrambi corresponsabili dei roghi che bruciavano streghe.

Nel 1539, ad esempio, registriamo a Modena, in un luogo dove il Rinascimento si stava sviluppando, è un processo per stregoneria a carico di una contadina Orsolina “la Rossa” (sta in  D. Weber Sanare e maleficiare, guaritrici e streghe medicina a Modena nel XVI sec. Carrocci, 2011) colpevole di unzione con una pomata a base di grasso di anatra e che preparava impasti a base di sangue di bambini e prima di partecipare al sabba recitava: “Sopra foie et soto vento dellà dal mare al parlamento et là volgio andar“.

Si credeva di poter vedere il futuro e ritrovare le cose perdute se una vergine riempiva da tre fonti diverse, nella notte di san Giovanni, una caraffa piena d’acqua con la quale un’altra donna vergine o gravida, dopo aver recitato alcune preghiere davanti a una candela accesa, avrebbe veduto ciò che interessava.

Le “confessioni” delle presunte streghe sono una fonte inesauribile di amenità che purtroppo causarono la morte di ‘povere diavole’ in migliaia di roghi.

Il potere e le classi dominanti hanno usato ogni mezzo per inibire e “controllare” la società, leciti e meno. Ora sono altri gli strumenti per procurare la “paura” nel popolo, costituiti dalla precarietà, dai flussi migratori, dalla disoccupazione, e da raffinate tecniche di finanza. Sono i nuovi “stregoni” del XX e XXI secolo che hanno imposto la “democrazia a senso unico”, la loro.

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