Cellamare, il sindaco sulla Corte dei conti: “Voglio ricordare a Vurchio e colleghi che il bilancio 2015 lo hanno votato pure loro, quando erano assessori di questa maggioranza”

Il sindaco di Cellamare  sulla Corte dei conti. “Voglio ricordare a Vurchio e colleghi che il bilancio 2015 lo hanno votato pure loro, quando erano assessori di questa maggioranza”

di Marilena Rodi

“Tanta agitazione per cosa? Per la campagna elettorale? Manca ancora un anno alle votazioni e i colleghi che hanno governato insieme a me – come assessori – rinnegano se stessi? Non dimenticassero che sono stati nella mia giunta fino a qualche tempo fa e che il bilancio 2015 (oggetto di attenzione da parte della Corte dei conti) lo hanno votato pure loro”. Michele De Santis, sindaco di Cellamare, spiega la vicenda della richiesta di chiarimenti da parte della Corte dei conti. “Ma al di là di questo – aggiunge – io sono piuttosto sereno, perché abbiamo già chiarito davanti alla Corte”.

“Io – precisa il sindaco – sono stato eletto nel 2014 e da subito (lo vado dicendo da anni) mi sono imbattuto in nuove disposizioni che lo stato imponeva agli enti locali in materia di contabilità e con le casse comunali non certo ricche. La mia amministrazione ha lavorato sodo per rimettere a posto i conti e mi sono personalmente speso per chiudere una serie di debiti pregressi azzerando o quasi i crediti sospesi che terzi vantavano nei confronti del Comune”. “Ora – prosegue De Santis – voglio ricordare che i 400mila euro di debiti che ho trovato nel 2014 li abbiamo chiusi nell’arco di 2 anni e abbiamo persino risparmiato 90mila euro durante le transazioni. Eravamo sull’orlo del fallimento: oggi il Comune è sano”.

“In merito al bilancio 2015 – continua il primo cittadino – cosa è accaduto? Che la Corte dei conti ha certificato che il Comune aveva qualche problema, ma in audizione pubblica il sottoscritto, davanti alla Corte, ha spiegato che in quel periodo stavamo sistemando i conti e per di più abbiamo anche avuto una vacatio: eravamo senza responsabile finanziario perché quello che avevamo ci ha lasciati da un giorno all’altro. Soprassiedo sui dettagli organizzativi e sui problemi di gestione. In ogni caso – aggiunge ancora – c’erano anche dei fondi vincolati da rimpinguare e lo abbiamo fatto. Il fondo rischi di 250mila euro è ok. Quello che la Corte dei conti ora deve fare è aspettare che le banche facciano le operazioni tecniche. Noi siamo a posto. Dobbiamo solo ratificare questi passaggi in consiglio comunale e chiudiamo la questione”.

“La settimana scorsa – racconta poi – abbiamo approvato il riequilibrio di bilancio e ci siamo tolti ancora un po’ di debiti fuori bilancio. Fatto questo, la mia amministrazione ha provveduto anche ad approvare 2 nuovi regolamenti. Uno riguarda l’orto botanico, iniziativa che stimoleremo, per consentire ai cittadini di prendere in gestione un pezzo di terra a pochi euro l’anno e l’eventuale bando sarà aperto a tutti. L’altro regolamento riguarda il giardino comunale di via Bari: anche questo sarà affidato a cittadini o soggetti associativi perché resti aperto tutto l’anno e i cittadini cellamaresi potranno allestire un chiosco all’interno. Il Comune (anche questo vado dicendo da anni) non ha personale, per cui deve affidare quello che può all’esterno, e perché no, gli stessi cellamaresi?”.

“Un’ultima questione che ha fatto un po’ di rumore – sottolinea De Santis – è stata la modifica della convenzione che riguarda l’edilizia convenzionata. Non capisco davvero questo astio elettorale. Stiamo parlando di un provvedimento epocale!”.

A cosa si riferisce sindaco?

“Eh, al fatto che il Comune, per effetto di una convenzione, aveva diritto a 2 appartamenti in un complesso edilizio, ma i 2 appartamenti non sono stati ancora costruiti. Per cui ho proposto una modifica agli accordi: i 2 appartamenti restano in dotazione al privato, però il privato sistema per il Comune la zona sportiva di via Olimpia oltre a mettere a posto la centrale termica della scuola media, sistemare la palestra della scuola media e aggiustare le strade urbane che sono in situazioni pietose. Valore dello scambio: gli appartamenti avrebbero un valore di 267mila euro, le opere un valore complessivo di 380mila euro circa. Chi ci ha guadagnato? Edilizia convenzionata non significa casa popolare, sia chiaro: significa anche uffici pubblici o asl, ma il problema è sempre lo stesso. Manca il personale e in ogni caso le opere si faranno subito, gli appartamenti non ci sono ancora”.

“Alla luce di tutto questo – conclude il sindaco – che ho fatto che sembra così strano? Non capisco, davvero, tutto questo mormorio. Fino a poco tempo fa chi oggi parla contro di me, era un assessore della mia giunta. Davvero le velleità politiche fanno così male alla memoria?”.

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